Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

venerdì 5 aprile 2013

Il teatro degli Animosi di Marradi


Il progetto originario (fine '700)

  la sicurezza e gli interni (nell'800)

  ricerca di Luisa Calderoni





" Spaccato" del teatro con le case ad esso prospicenti 
                                                                                         ( fine '700)                                                                                                  

  

Pianta dell'atrio e della platea


                                                         



Prospetto dello scenario del Teatro degli Animosi ( fine '700 )

Relazione sulle condizioni 
e sicurezza 
del Teatro di Marradi



Il Teatro di Marradi denominato dell’Accademia degli Animosi potrà contenere circa 400 persone ed è costituito di un atrio abbastanza ampio a cui si accede dall’esterno mediante foro di porta munita di serramento che si svolge dall’esterno all’interno, ma che durante lo spettacolo resta costantemente aperto. L’atrio suddetto dà accesso mediante ampia apertura alla platea medesima ed è munito di serramento che gira dalla platea medesima verso l’atrio; quindi per due porte laterali si passa in due ampie stanze una ad uso di Caffè, l’altra per uso dei comici. Le due suddette stanze comunicano poi direttamente col palcoscenico mediante due corridoi, e l’ultima di queste ha altro foro di porta che mette direttamente all’esterno. In tal modo l’uscita dal Palcoscenico è indipendente da quella della platea. Dall’atrio sud descritto si accede mediante ampie scale di pietra da due lati ai corridoi dei palchi che sono sufficientemente ampi per cui l’apertura delle porticine dei palchi stessi non impedisce il libero passaggio.

Il palcoscenico è libero al di sotto da qualunque ingombro o deposito di materie facili all’incendio, è illuminato a petrolio e manca di un deposito d’acqua.

 

Ciò premesso si può dire che il Teatro suddescritto si trova in buone condizioni per il caso di un pronto sfollamento, e soltanto sembra che ad aumentare quelle misure precauzionali tanto raccomandate possa prescriversi :



1- L’apertura di una nuova uscita dal palcoscenico direttamente all’aperto, mediante la riduzione di una finestra ad uso porta che metta sul vicolo di proprietà dell’Accademia stessa rimuovendo ed ampliando il cancello che attualmente chiude il vicolo medesimo.
2- Che l’illuminazione sul palcoscenico venga esclusivamente fatta mediante lumi ad olio.
3- Che nelle sere di spettacolo sieno portati sul palcoscenico due recipienti abbastanza capaci pieni d’acqua e che vi sia il personale sufficiente a disposizione per prestare l’opera propria nel caso di pericolo.
Firenze 3 Aprile 1882
L’Ingegnere capo L’Ingegnere di sezione

 

 

 

                                     Firenze 5 Aprile 1882

 

      Con preghiera di restituzione a suo tempo, comunico alla S.V. l’acclusa relazione dell’Ingegnere Genio Civile Governativo che nei giorni decorsi ebbe a visitare il Teatro di proprietà dell’Accademia degli Animosi in codesto Comune, colla quale vengono proposti Alcuni provvedimenti a tutela della  pubblica incolumità sul Teatro stesso.

     La S.V. si compiacerà darne sollecita comunicazione all’Accademia suddetta invitandola a nome di questa Prefettura a provvedere perché quanto viene richiesto dall’Ufficio di Genio Civile Governativo sia posto in attuazione senza di che da codesto Ufficio dovrà essere rifiutato il permesso di apertura del Teatro stesso. 

                                                    Il Prefetto         Conti

 

 

 



Interni del Teatro degli Animosi dopo i restauri del 1912









La signora Ede Cappelli nell'atrio del teatro in un' improvvisata biglietteria...ma dove son finite le due colonne alle sue spalle? ( Veglione del 17 febbraio 1958 )

















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