Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

domenica 18 agosto 2013

Giorgio Ballerini



Il poeta 
che scolpiva i sassi
di Claudio Mercatali





Giorgio Ballerini, genovese e marradese d'adozione, dal 1989 cittadino onorario del nostro paese, amava definirsi "evasore del pensiero" per la grande importanza che secondo lui avevano l'immaginazione e la fantasia.
Poeta dilettante, le sue poesie sono delicate e piacevoli, spesso con una punta di nostalgia, come questa qui accanto.
















Chi era Giorgio Ballerini? Accanto c'è una sintesi della sua biografia, ricavata dalla documentazione per la proposta della cittadinanza onoraria, che gli venne conferita con la delibera qui sopra, del 20 giungo 1989.







Giorgio Ballerini, a sinistra,
con Francesco Cappelli
in una delle ultime sue foto.



Genova  10 settembre 2005
Alessandro Massobrio


.... Giorgio Ballerini appartiene a quella ristretta stirpe di artisti che una volta si definivano universali. È poeta (ha scritto cinque volumi di poesie, la maggior parte dei quali sono stati stampati da quel mecenate che fu l’editore Carpena), è fine incisore su bronzo e pietra (i ciottoli levigati dal mare di Bogliasco, su cui ha «ricamato» velieri, pesci e immagini sacre, ispirate alle formelle del Ghiberti) ed è, soprattutto, un marito affettuoso e preoccupato. E quel libro, i Canti Orfici, è un po’ il simbolo di questa volontà di restare .... «Vede - mi dice Ballerini - vede la data? È del 1914. Questa è la prima edizione, quella che Campana stampò dopo che Soffici gli smarrì il manoscritto originale. Tre ce ne sono. Di queste tre una appartiene al sottoscritto. È una copia ancora intonsa e venne ritrovata dopo le vicissitudini dell’ultima guerra nella casa di Campana, a Marradi. E vede quanto è lacera e sporca? Colpa dei bombardamenti. Marradi si trovava infatti proprio sulla Linea Gotica e dunque anche la biblioteca del poeta fu coinvolta dalla furia dei proiettili». Ma lei come l’ha avuta? «Me l’ha donata Elda Campana, la nipote di Dino, per premiare la mia modesta opera di poeta ed incisore.














Marradi nelle incisioni di Giorgio Ballerini sulle pietre: la torre del Comune, 
la Badia del borgo, Gamogna, il Castellone.

 

   
Pensi che Gianpiero Mughini che, come me, con i Campana è legato da vincoli di parentela, ha confessato, durante un’intervista, che la copia in suo possesso era più rara di una piovra degli abissi. Gli ho telefonato subito e gli ho detto: “Caro Gianpiero, se vuoi vedere una piovra degli abissi in tutto uguale alla tua, vieni qui, sul lungomare di Bogliasco e la tua curiosità sarà soddisfatta”». Scusi la mia insistenza, ma l’altra copia che fine ha fatto? «Appartiene alla famiglia di Lello Campana, cugino di Dino, mio grande amico e forse poeta ancora più grande del suo più
celebre parente. Ma guardi attentamente la copertina del libro. Come vede il primo editore dei Canti Orfici fu un povero tipografo di Marradi. Ravagli si chiamava. Una bravissima persona ma che non aveva nessuna intenzione di danneggiare i propri interessi, neppure in nome di un capolavoro della poesia. In altre parole, conoscendo il Campana, non si fidava di lui, temeva che i quattrini non arrivassero e dunque pretendeva un garante». E questo garante fu alla fine trovato? «Altroché. Pensi che si trattò di un mio prozio, il nobile Camillo dei conti Fabroni, un signore alto e distinto, che pareva il ritratto sputato di Umberto I, con quei suoi baffoni a manubrio. Un patriota come ce n’erano una volta. Pensi che aveva dipinto di bianco rosso e verde i tronchi degli alberi del suo giardino e pure il manico del martello. Ebbene, il nobile Camillo prestò al suo concittadino Campana i soldi per stampare il libro e così i Canti Orfici finalmente videro la luce... ».




Articoli di giornali che parlano 
delle poesie di Giorgio Ballerini.






 

Tre poesie dalla raccolta
"Verde Lamone"


Il Pozzo dell'Annunziata
La Cascata
Muschieto










Clicca sulle immagini
per avere una comoda lettura



















 
Una poesia da 
"Tornerò, verde, amico paese ..."


che è la raccolta più nota e da "Sprazzi di sole in trappole di sassi". I disegni di accompagnamento a La Cascata e ad Autunno furono fatti da Lanfranco Raparo appositamente.





 

Una poesia da "Fiele e Miele" (1939)
La Casettina (casa Ghirelli)







 Fonti: Le immagini dei sassi e una parte delle notizie sono di Francesco Cappelli. L'occhiello d'apertura è ricavato da una stampa fatta fare a suo tempo dal dr. Silvano Ciottoli. Le immagini derivate sono dell'autore.

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