Marradi, inizio del '900

Marradi, inizio del '900

martedì 29 ottobre 2013

Francesco Cappelli racconta



Come nacque la prima Sagra
delle Castagne



Fu verso la fine degli anni Cinquanta che sentii parlare per la prima volta della Sagra delle Castagne, allora fungevo da segretario nel comitato per il turismo che si adunava nel Comune, presso l'ufficio dove io lavoravo. Chi ne parlò fu il dottor Vieri Buccivini, egli gettò il seme che fruttificò qualche anno dopo.
Nei primi anni Sessanta a Marradi si costituì la Pro Loco. Dobbiamo dare atto a questo ente della realizzazione della Sagra delle Castagne, che ebbe poi l'avvio con la collaborazione dei marradesi e da parte di tutti gli Enti.
 

 
Ricordo l'impegno delle scolaresche (elementari e medie) nelle ore serali, nella sbucciatura delle bruciate: esse preparavano il materiale primo per preparare la nostra torta. Il Comune si impegnò a stampare francobolli chiudi lettera, con la data della prima sagra e il disegno di due ricci. Per oltre un mese furono inviate in tutta Italia, da Marradi, lettere con questo marchio. Le massaie, le più qualificate, si impegnarono a confezionare gratuitamente alcuni dolci ricavati dai nostri marroni e il Club Sportivo Culturale organizzò una corsa dilettantistica che si concludeva in via Tamburini, nei pressi della "zona sagra". Si fece un convegno sul marrone e si allestì una mostra delle varie specie di questo prodotto. Furono allestiti diversi stands con tutto quanto i Marradesi erano riusciti a ricavare dal "marron buono": torte, tortellini, ballotte, caldarroste, polenta ecc ecc. 



Questo è il mio ricordo della prima sagra. Essa portò gente a Marradi, ma non si può confrontare neppure lontanamente ad una delle ultime di questi tempi. L'avvio non fu semplice, ma i marradesi ne colsero subito l'importanza. Oggigiorno Marradi è conosciuto soprattutto per la Sagra delle Castagne, non solo nei comuni a noi vicini, ma in tutta Italia, se non oltre. Penso che tutti abbiano dato un contributo a far grande questa festa, ad iniziare dai Sindaci che dal 1964 in poi si sono succeduti, ai vari presidenti della Pro Loco, anche i semplici cittadini che con giustificato vanto vanno orgogliosi di questo frutto che andrebbe assunto come emblema di Marradi. Questo frutto che nei tempi andati ha sfamato i nostri avi nei lunghi inverni!! Non vi era famiglia di marradesi che non conservasse decine di chili di marroni, tanto erano importanti per sbarcare il lunario.

 



Oggigiorno vediamo che lo stesso si è mantenuto importante per la sua lavorazione. L'Azienda Ortofrutticola del Mugello lo esporta in tutto il mondo dando lavoro a centinaia di donne. Nei mercati ortofrutticoli anche cittadini, è facile vedere in bella evidenza "Marroni di Marradi".
Tempo fa spedii per Natale una scatola di marron glacées a un inglese che aveva combattuto a Marradi dal settembre al dicembre 1944. Gli scrissi dicendo: "Le mando il frutto tipico del mio paese, che certo conoscerà essendo stato qui nei mesi autunnali". La risposta pervenutami fu questa: "Il marrone di Marradi è conosciuto in Inghilterra per la sua bontà, qui è apprezzato ed è anche il più costoso: a Marradi, nel 1944, non lo assaggiai perché avevo qualcosaltro da fare ...".
 

In quella occasione anch'io mi sono inorgoglito di qualcosa che certamente non mi appartiene. Possiamo dire, senza ombra di dubbio, che il mese di ottobre è il mese di maggior afflusso turistico nel nostro paese. Forse se i marradesi riprendessero lo spirito che li animò per la prima sagra, potrebbero portare gente  a Marradi anche in altri periodi, basterebbe ritrovarci insieme e lavorare su qualche idea. Noi siamo un paese di confine fra due magnifiche regioni: dai toscani abbiamo preso tante cose positive, l'amore per l'arte, il gusto del bello ma anche lo spirito eccessivamente critico. A noi piace parlare e sparlare delle cose: ora cerchiamo di guardare un pochino e di apprendere qualcosa dai romagnoli a cui non manca l'iniziativa, la voglia di lavorare e la concretezza delle cose.

 

Fonte: Le immagini vengono dalla collezione di Francesco Cappelli e sono bozzetti fatti da Lanfranco Raparo per le varie sagre.


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