Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

venerdì 7 febbraio 2014

Francesco Ravagli


La sua tipografia, diretta dal
fratello Bruno, stampò I Canti Orfici
ricerca di Luisa Calderoni



Con delibera N° 112 il Consiglio Comunale di Marradi, in data 17.4.1980,  intitolava una via al Professor FRANCESCO RAVAGLI e precisamente la strada che, diramandosi a sinistra da via del Castellone, prosegue in parallelo con la sottostante via Francini, in direzione di Cardeto.

 Ma chi era costui e perché dedicargli una via?  

Riportiamo di seguito il testo della libera n° 112.

Francesco Ravagli nasce a Marradi il 3 giugno 1853, morirà  a Rocca Pitigliana il 17 marzo 1910. Laureatosi in Lettere all’Istituto degli Studi Superiori di Firenze nel 1878, più tardi viene nominato professore di Lettere nel Ginnasio di Cortona.
Il Ravagli scrisse saggi sulla natia Marradi di cui illustrò la Chiesa Arcipretale, la Chiesa di Santa Reparata di Badia del Borgo e la Chiesa di Santa Maria di Popolano ( 1893). Da quell’anno inizia la pubblicazione di una rivista mensile: “Erudizione e Belle Arti” che stamperà  fino alla sua morte, nel 1910. Oggi è assai rara,  poche sono le biblioteche che la posseggono.
Nel 1894 appaga il proprio sogno cioè quello di possedere una propria tipografia. Nell’ultimo decennio del XIX secolo collabora con il giornale “LA NAZIONE” di Firenze.

Dopo la morte del Professor Ravagli, i macchinari della  tipografia furono portati  a Marradi e installati in via Fabroni dove, Bruno, fratello di Francesco,  di lì a poco avrebbe stampato i “CANTI ORFICI” di Dino Campana (1914). 
Oggi quella edizione è valutata diverse migliaia di euro, e pensare che erano molti i marradesi che ne possedevano una o più copie, senza dargli un gran valore.

                                                  

Una testimonianza su  Francesco Ravagli è in "STUDI ROMAGNOLI"
Vol. XV° (1964) a cura di Giancarlo Susini.



" ... Vorrei qui richiamare una voce pressoché ignorata in Romagna, quella di uno studioso di Marradi che fu al suo tempo insigne ed apprezzato da alcuni dotti  a lui legati da amicizia e da comuni interessi: mi riferisco a Francesco Ravagli, nato il 3 giugno 1853, laureato in lettere all'Istituto di Studi Superiori di Firenze nel 1878, e nominato poco più tardi professore di lettere nel Ginnasio di Cortona. (...)
La personalità di Francesco Ravagli si rivela con la pubblicazione, a partire dal 1893, di una singolare e preziosa rivista mensile: "Erudizione e belle arti", cui il Ravagli preferì conferire l'attributo di "miscellanea". (...)
La prima serie di "Erudizione e belle arti" abbraccia gli anni dal 1893 al 1900, anno nel quale il Liceo di Cortona fu soppresso e il Ravagli si trasferì a Carpi. (...)


Il Ravagli stesso pubblicò e commentò per primo una celeberrima iscrizione romana scoperta a Marradi, quella della gente dei Calesternae nella quale si volle da più studiosi ravvisare sia un nomen con suffisso etrusco sia la possibilità di un preciso confronto con il toponimo tuttora vivente in Galisterna, borgo della val di Senio. (...)


Indubbiamente uno dei più attivi collaboratori di "Erudizione e belle arti" fu il Ravagli stesso il quale scrisse pagine documentarie  oggi preziose su monumenti romagnoli: il nucleo di saggi più nutrito fu dedicato alla nativa Marradi, della quale illustrò la chiesa arcipretale di San Lorenzo, la chiesa di Santa Reparata in Borgo Badia, la chiesa di santa Maria a Popolano (I - 1893  poi V -1899).


(...) Le vicende del periodico del Ravagli sono strettamente legate alle tipografie che lo pubblicarono. Iniziò nel 1893 valendosi di una tipografia cortonese, la Bimbi,


 (...) ma verso la fine del 1894 appagò il sogno di possedere una tipografia propria, con macchine modernissime che allogò a Cortona, in vicolo Sant'Agostino, proprio di fronte alla sede del suo Ginnasio. Da allora la tipografia Ravagli rivoluzionò per alcuni anni il mercato tipografico di Cortona e dell'Aretino, primeggiando per varietà di tipi e per le novità dell'impaginato.
La tipografia lo seguì nel trasferimento a Carpi, dove egli insegnò ancora nel ginnasio, e dove "Erudizione e belle arti" riprese ad uscire in seconda serie nell'agosto del 1903.(...)

Nel dicembre del 1908 esce l'ultimo fascicolo della seconda serie: La tipografia Ravagli resta a Carpi ma il suo fondatore e proprietario si trasferisce a Bologna, dove tuttavia abita assai di rado preferendo la residenza di campagna di Rocca Pitigliana, presso Riola in Val di Reno, dove muore il 17 marzo del 1910.


 Come già detto, dopo la morte di Francesco la tipografia fu rilevata dal fratello Bruno, che con Baldo, il terzo fratello, e la sorella Teresa, scrittrice di cose religiose, alternavano i loro soggiorni tra Marradi e Carpi. (...)
La Tipografia fu portata da Bruno a Marradi, dove di lì a poco, nel 1914, furono impressi i Canti Orfici di Dino Campana. La tipografia Ravagli operò a Marradi ancora per una decina di anni, affiancandosi alla più vetusta tipografia Forzano, divenuta poi la stamperia Neri, che legò il suo nome alle ultime memorie dell'Accademia degli Animosi, ed alla stampa di gustosi periodici locali quali " Il Marciapiede" , " La Turlupineide", "lo Zibaldone".


La  personalità di Francesco Ravagli, singolare figura di studioso fra i due secoli,  legato agli interessi colti di tre regioni - la Romagna, la Toscana, l'Emilia - resta quindi affidata nel quadro della cultura storico e artistica di ambito locale alla sua rivista " Erudizione e belle arti", i cui fascicoli, stampati ogni volta con copertine di colori diversi e vivaci, raggiungevano gli scrittoi di studiosi insigni che gli furono amici (...).

Disponiamo fortunatamente di un altro strumento utile ad illuminare la formazione ed i gusti intellettuali del Ravagli: la sua biblioteca che un marradese, Pietro Bandini, ha conservato, con un atto prezioso di autentico amore agli studi, salvandola dalle distruzioni e dalla dispersione."






Fonti: 
La rivista Erudizione e Belle Arti è stata fornita dalla dr.ssa Patrizia Rocchini, della Biblioteca comunale di Cortona (Ar)
Il testo della delibera n°112 viene dall'Archivio Storico del Comune di Marradi
Altre notizie vengono da prof. G.Susini, in Studi Romagnoli, vol XV, anno 1964

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