Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

sabato 27 giugno 2015

11 luglio 1971

L'inaugurazione della piscina di Marradi
dall'archivio Cassigoli


La piscina alla metà 
degli anni Settanta


Oggi tutti i paesi del circondario hanno una piscina all'aperto, con un parco più o meno accogliente, ma agli inizi degli anni Settanta non era così. 



L'impianto nel 1971
e nel 2015

La vasca in origine misurava 33 metri, ma alcuni anni orsono è stata ridotta a 25 metri e diminuita di profondità, per limitare i costi di gestione e ovviare all' inconveniente dell' acqua troppo fredda.








L'impianto "turistico sportivo" di Marradi fu realizzato in due anni al posto del vecchio campo sportivo, che  venne costruito ex novo a Biforco, dov'è ora. Perciò il paese rimase per diverso tempo senza il campo da calcio, il che provocò diverse proteste da parte dei ragazzi di allora. 
Il nuovo impianto piacque subito e divenne immediatamente uno dei punti di riferimento per l'estate marradese, anche di notte, perché accanto fu allestita una pista da ballo ampia e dotata di servizio bar.



Il lavori furono iniziati dal sindaco Mario Bellini e ultimati da Goffredo Nannini, che era pratico di questi impianti essendo stato uno degli artefici delle piscine di Bellariva a Firenze.
Dopo il discorso inaugurale di Enrico Consolini, assessore allo sport, si aprirono i cancelli e un gran numero di persone si gettò in acqua.
C'ero anch'io e come tutti rimasi subito un po' spaesato in mezzo a questa vasca che mi sembrò grandissima. In effetti era lunga 33m, una misura un po' insolita. L'afflusso di gente durò tutto il giorno, il juke box non smetteva un attimo di suonare, e la musica si sovrapponeva a quella proveniente dalla Sagra del Tortello, che si teneva nel parco della villa Ersilia, non ancora trasformata in casa di riposo. Alla sera fu inaugurato anche il nuovo dancing, con il complesso dei New Devils e soprattutto con I Giganti, che allora erano famosi. Questo e altro successe quel giorno, come si può leggere qui accanto nell'articolo che il prof. Antonio Cassigoli scrisse per La Nazione ...


  
Testo e impaginazione di Claudio Mercatali
Documenti dell'Archivio Cassigoli, per gentile concessione. L'articolo ha la sigla O.R, e quindi fu scritto dal maestro Ottorino Randi.


lunedì 22 giugno 2015

1897 Le nuove scuole elementari

Una importante modifica 
del  centro storico 
di Marradi
da una ricerca di Mario Catani



Il centro di Marradi con il Rio Salto scoperto.
La fotografia è prima del 1897 e quindi è una delle più vecchie del paese.


Come si sa il Fosso della Badia del Borgo, il Rio Salto, scorre sotto il centro storico di Marradi. 
Fu coperto nel 1855 - 1857 fino alla Chiesa delle Monache e poi da lì fino al Lamone del 1897 - 1900.






L'edificio delle scuole e il piazzale
ricavato dal fosso coperto (1911).


In quegli stessi anni fu costruito l'edificio delle scuole elementari, ora sede della Biblioteca, del Centro Studi Campaniano e del Centro Studi per il Castagno. Questa che segue è la relazione dell' ingegnere di Borgo S.Lorenzo che fece il progetto della nuova scuola e della copertura del fosso. Leggiamo:



COMUNE DI MARRADI
Ampliamento e sistemazione del locale scuole e copertura del fosso denominato Il Salto
Progetto e perizia

Relazione


L' Illustrissimo Signor Sindaco del Comune di  Marradi, con lettera d' Ufficio del 27 gennaio 1897 dava comunicazione al sottoscritto ingegnere di studiare il progetto e perizia per la sistemazione e l'ampliamento dell'attuale fabbricato adibito a scuole comunali, e per la copertura del fosso detto del Salto, ivi esistente, e il sottoscritto stesso, dopo compiuti i rilievi locali e tutti gli studi di tavolino, presenta oggi all'approvazione dell' Onorevole Consiglio Comunale il progetto e perizia medesimi, corredato delle Tavole e disegni esplicativi le opere di eseguirsi all'uopo.





La mancanza assoluta della maggior parte degli ambienti nell' antico stabile destinato per le aule delle varie e numerose classi di cui si compongono le scuole elementari di Marradi ha costretto l' Amministrazione Comunale a divenire alla esecuzione di un locale che corrisponda più facilmente alle odierne esigenze della istruzione primaria, e profittando di una porzione di terreno ora adibito a giardino annesso al contiguo Convento delle monache, ha stabilito di formare ivi il nuovo fabbricato e relativo ampliamento del vecchio.



Necessità assoluta, in relazione alle prescrizioni numerosissime oggi richieste a tutela dell' igiene pubblica, è di coprire per una sostanziale lunghezza il fosso denominato del Salto, che scorre al piede del vecchio fabbricato scuole, e che è il ricettacolo di immondizie e degli scoli pestilenziali delle case sul lato destro del fosso, dalle quali vi si immettono perfino i pozzi neri, sorgenti di miasmi a detrimento indiscutibile per la pubblica salute in generale e in particolare per quella degli abitanti delle case limitrofe.




E il consiglio comunale ha molto saviamente pensato, insieme alla sistemazione del fabbricato scuole, di coprire il detto fosso, procurando così, oltre a un benessere al paese, un accesso alle scuole comunali e un miglioramento dei fabbricati in quella località.










Per il modo attuale di essere del vecchio fabbricato scuole e per la limitata e determinata occupazione del terreno oggi annesso al Convento, imposta dalla futura vendita di esso alle Monache ivi residenti, e se vuolsi anche per non incontrare una spesa ingente, non si è potuto formare un insieme di ambienti sufficientemente raccolto, ma si è dovuto estendersi longitudinalmente, creando una fila di stanze in numero sufficiente all'uopo, con annessi al servizio dei maestri e dei custodi. Lo studio della pianta del piano terreno offre sei ambienti, quattro dei quali, i più grandi, da adibire per le aule dei maschi: così il primo piano dà pure sei aule allo stesso scopo per le femmine. Le dimensioni delle stanze sono in relazione al numero degli alunni e, come oggi si esige, si è assegnato a ciascuno di essi un metro quadro di superficie,







lo spazio per la cattedra e sei metri cubi di aria, come tanti si richiedono per ognuno, onde i fanciulli, in ogni ora di lezione, possano in qualunque stagione, respirare aria buona. E tali condizioni imposte dalla comodità e dall'igiene, giustificano la grandezza e l'altezza molto sfogata degli ambienti stessi.




Così pure la luce, che nella disposizione dei banchi di scuola si procurerà che si proietti sempre da sinistra, è in relazione agli ambienti nelle proporzioni volute dalla capacità dei medesimi e dal numero degli alunni.



Per il dislivello che si verifica fra il piano terreno del vecchio locale e il nuovo, si è provvisto alla comunicazione relativa a mezzo di una comoda scaletta, per l'unica ragione di non alzare di troppo il nuovo piano e non incorrere così in spese maggiori, che sarebbero indispensabilmente occorse per sempre assegnare alle stanze l'altezza voluta.






Del resto i vari disegni annessi esplicano chiaramente il resultato degli studi richiesti e in essi è compresa una tavola destinata alla facciata principale prospiciente il fosso, che si osserva semplice, di poca spesa e di sufficiente carattere.
Le stanze tutte saranno impiantite a mezzane arruotate, coperte con soffitto a stoia, e con impalcature a longarine con volticciole.
La tettoia, che prima era a due falde o a capanna, si ridurrà col nuovo progetto a padiglione.







L'ingresso per i maschi si effettuerà (obbligatoriamente per il dislivello suddetto) dalla parte a destra della parte centrale del fabbricato sulla nuova strada che si forma dalla copertura del fosso (vedi facciata) e quella delle femmine avrà luogo dall'attuale ingresso nel ridotto per l'accesso al convento, o dall'ingresso attuale sulla piazza Fabroni, dovendosi costruire all'uopo una scaletta che si vede accennata nel vestibolo dopo salita la branca di fronte all'accesso attuale.
Un tramezzo di mattoni nell'attuale andito separa affatto il locale destinato ai maschi da quello delle femmine, come è separata con un muro trasversale la porzione di giardino per ambo i sessi, e che non si è potuto assegnare di maggiore superficie per le ragioni addotte più sopra.  
La presenza del Cimitero, come è indicato nella pianta, non può destare alcun sospetto né dubbio in rapporto alle prescrizioni sull'igiene, perché la tumulazione è cessata fino da epoca remotissima e di esso oggi non restano che la cappellina circondata dal terreno asportato e ridotto ormai a prato.

Il progetto escogitato per la copertura del fosso, dopo vari studi, è resultato quello nei disegni indicato, che si ritiene più rispondente all' uopo e il più economico. Consiste in una andante volta di 0,30 integrata all' imposta con una zona di 0,45 poggiante o su spalle isolate o su murature aderenti all' alto muraglione di sponda al fosso, aventi esse in questo caso il doppio ufficio di sostenere, cioè, la volta e di rafforzare in alcuni punti il muraglione stesso in specie dalla parte del fabbricato scuole.

Negli interstizi fra le spalle e muro vecchio, come si vede in disegno, si è disposta una muratura a secco, che darà così anche sgorgo alla acque di filtrazione.





A mezzo di fognette in calcina si porteranno allo scarico sotto il ponte gli scoli di acqua, di pozzi neri e di acque piovane.
Una massicciata regolarmente costruita è destinata, per economia, a pavimentare il nuovo tratto di strada e tutta la superficie risultante verrà circondata da un marciapiede risaltato con al piede una zanellina.






A difesa poi del transito sulla nuova strada, senza sfondo, si è provvisto con la costruzione di un parapetto di sufficiente altezza ricorrente su tutto il muro di testa a valle della nuova volta.
Infine, come vedesi nel disegno della facciata, poche sono le aperture che danno luce all'andito, ossia, esse sono appunto quelle che occorrono all'effetto, mentre la maggior parte delle finestre e la porta a terreno a sinistra resteranno chiuse, sia per la ragione suesposta, sia, in specie al terreno,  per la corrispondenza degli impiantiti del vecchio stabile. Però nel disegno della facciata detti vani compariscono in numero assai notevole, ma è facile comprendere essere stati indicati per la euritmia a disposizione delle parti che devono comporla.


Borgo S.Lorenzo 16 settembre 1897

L'ingegnere Sassoli    




Fonte: Documenti dell'Archivio Storico del Comune di Marradi



mercoledì 17 giugno 2015

Dall'album di Alda Marolli

Vedute pittoriche della Toscana



Questo album è un libricino, che sta nel palmo di una mano, e raccoglie una serie di vedute di paesi e paesaggi della Toscana dell'Ottocento.
C'è anche Marradi....



 Ci sono località vicine e lontane. Fra quelle della nostra zona: S.Benedetto in Alpe,
Rocca S.Cassiano,
Modigliana,
Scarperia,
Borgo S.Lorenzo,
Dicomano,
S.Piero a Sieve,
Pratolino,
Ponte a Sieve








































venerdì 12 giugno 2015

I contrasti fra Cattolici e Socialisti a Marradi, 100 anni fa


Gli articoli di "Marcia"
La vitalità di Marradi nel primo '900 (seconda parte)
ricerca di Claudio Mercatali






“Marcia” è lo pseudonimo di un giornalista, intransigente, polemico, decisamente clericale, che nel 1909 – 1910 descriveva le vicende politiche di Marradi sul Messaggero del Mugello, un periodico di Borgo S.Lorenzo. Chi era?
Di certo un marradese, ma non si sa chi.

Nel 1909 non c'era ancora il Partito Comunista (fondato nel 1921) e nemmeno il Partito Popolare, antenato della Democrazia Cristiana (fondato da Don Sturzo nel 1919). I Fasci di Combattimento furono fondati nel 1919. 
Però c'era una forte contrapposizione fra cattolici e socialisti. Alle elezioni politiche e amministrative i candidati dei due schieramenti polemizzavano duramente, anche a Marradi, e appunto Marcia parteggiava per i Cattolici e criticava i Socialisti.

Date queste premesse non ci rimane che leggere gli articoli di Marcia, che parlano di questo periodo poco noto della storia di Marradi. 







Il 7 marzo 1909 si tennero le elezioni politiche.
Nel collegio elettorale di Rocca S.Cassiano, di cui faceva parte Marradi, i contendenti erano Silvio Berti per i Clericali (Partito Costituzionale) e Numa Campi per i Popolari, cioè i Socialisti e i Repubblicani.
A Marradi la campagna elettorale fu vivace, con volantini e lettere anonime.
Il Messaggero del 28 marzo descrive il clima come si legge qui sopra .... (per saper chi erano questi personaggi è bene leggere l'articolo "Numa Campi, un tenace deputato del primo Novecento" (che è qui, accanto a questo pezzo).
Dal 1908 era sindaco l'avvocato Giuseppe Baldesi che rimase il carica fino alla crisi comunale del maggio 1910. I Socialisti non lo potevano vedere e lo contrastavano in ogni modo. Dal loro punto di vista avevano ragione perché la sua amministrazione era di stampo schiettamente clericale e poteva essere apprezzata solo dai cattolici e non da tutti. Infatti durò poco.





Dopo la vittoria dei Clericali alle politiche, i consiglieri comunali che avevano sostenuto Numa Campi furono messi da parte e l'assessore avv. Filippo Zacchini il 17 marzo 1909 si dimise. Marcia commentò come si legge qui accanto.
La vita di paese riprese ben presto il suo andamento, ma in un modo o nell' altro i battibecchi fra Clericali e Popolari capitavano sempre. 
Nell'articolo qui di seguito Marcia ci racconta che nell'agosto del 1909 venne a Marradi la fanfara di Faenza, per partecipare a un concorso fra Bande musicali e ottenne il terzo premio. I musicanti faentini erano convinti di essere stati trattati ingiustamente e allora successe che ...




Clicca sulle immagini 
se vuoi leggere 
gli articoli.









I Clericali non sopportavano che i Socialisti rifiutassero i sacramenti, soprattutto il battesimo e l'estrema unzione. Questo è del tutto estraneo alla nostra odierna mentalità ma cento anni fa le cose andavano diversamente.
Ecco come Marcia descrive una festicciola fra amici data nell’ agosto 1909 per festeggiare, senza il prete, una nascita ...




Nell’ultima domenica di agosto 1909, c’era una certa animazione in via Pescetti, come si legge qui accanto.
Secondo Marcia, i Rossi organizzarono un funerale senza il prete per fare propaganda politica. Per procurarsi la salma fecero venire a Marradi …


Il paese si discuteva anche di cose più importanti.
Nell'ottobre 1909 Anacleto Francini organizzò una manifestazione di protesta contro la condanna a morte di Francisco Ferrer (un anarchico spagnolo) e Marcia commentò così ...





Nel maggio 1910 l'amministrazione Baldesi andò in crisi. 








... corre voce che si sia costituito un comitato con lo scopo precipuo di abbattere l'amministrazione degli aborriti cattolici e moderati ...












Marcia non ci dice le cause (che conosceva bene) e allora le leggeremo in un giornale concorrente, il Corriere Mugellano, qui sotto, di tendenza Socialista. La soddisfazione dei Socialisti per la crisi della Giunta Clericale è evidente, ma c'è il rammarico che il Commissario di Governo mandato a Marradi è un cattolico che, a detta dei Marradesi Popolari, va subito dall'Arciprete a prendere ordini.





La crisi non si risolse e cominciò
una dura campagna elettorale. 




Come andarono le elezioni amministrative del 23 ottobre 1910? 
I Popolari Marradesi erano convinti di vincere, visto che i Clericali avevano amministrato male, ma persero per pochi voti. Come si può leggere qui sopra  la delusione fu tanta. Vinse un'altra lista di cattolici, più aperta e moderata di quella capeggiata da Baldesi e divenne sindaco l'ing Vincenzo Mughini, un liberale che amministrò il Comune in modo dignitoso fino al 1914.






Poi i Popolari ringraziarono i loro elettori con l' articolo qui accanto, pubblicato sul Corriere mugellano.
Marcia, che probabilmente era un consigliere della vecchia amministrazione o il sindaco Giuseppe Baldesi in persona, non scrisse più niente. Secondo altre fonti è anche possibile che Marcia fosse l'arciprete don Montuschi.


Fonti 
Il Messaggero del Mugello, Il Corriere Mugellano e la Romagna Toscana, edizione Le Lettere, tomo II, per approfondire su Numa Campi (deputato repubblicano e socialista nel 1904, nativo di Modigliana).




domenica 7 giugno 2015

Numa Campi, un tenace deputato del 1904

La vitalità di Marradi nel primo Novecento (prima parte)
ricerca di Claudio Mercatali


Vignetta dell' ottobre 1904 
(come le seguenti viene
 dal Resto del Carlino)




Numa Campi era un medico, nativo di Modigliana. Nel 1904 si presentò alle elezioni politiche a capo di una singolare formazione, quella dei Popolari, che era un’ aggregazione di Repubblicani e Socialisti.
Il collegio elettorale era quello di Rocca S.Cassiano, del quale faceva parte anche Marradi, perché i comuni dell’ appennino romagnolo formavano la cosiddetta Romagna Toscana ed erano tutti in provincia di Firenze.
L’associazione elettorale fra Repubblicani e Socialisti era insolita, perché questi due partiti erano antagonisti. Però Numa era il tipo giusto per mettere insieme le due parti: i Repubblicani lo seguivano dato che era uno di loro e aveva un modo di fare deciso e tenace, che nell’ agitata Romagna di inizio Novecento piaceva. I Socialisti lo accettarono per certi ragionamenti alternativi e non propriamente moderati che non di rado si sentivano nei suoi discorsi. Però il cemento dell’ alleanza era il sentimento anticlericale e, come spesso avviene in questi casi, era un punto di debolezza, perché lo stare insieme per comune astio contro qualcuno più che per degli ideali condivisi non porta molto lontano.




L’avventura di Numa Campi partì nel 1904, quando la sezione repubblicana di Modigliana lo indicò come proprio candidato, convincendo le altre sezioni del collegio elettorale e soprattutto i Socialisti.
Ecco qui accanto un articolo estratto dal Resto del Carlino del 16 ottobre 1904 che parla di questo. Il progetto di Campi era ambizioso e per niente semplice, perché gli avversari erano agguerriti. Nel collegio di Rocca S.Cassiano si presentarono altri due candidati, l’ing. Adolfo Brunicardi, deputato uscente per il Partito Costituzionale moderato e l’avv. Silvio Berti, ex sindaco di Firenze, per i Monarchici e gradito ai cattolici, che nel collegio avevano un gran seguito. Il Resto del Carlino del 17 ottobre descrisse in modo molto chiaro i singoli candidati e le loro chances, come si può leggere qui sotto.


Nel 1904 il sistema elettorale alle politiche era uninominale con ballottaggio, secondo un metodo 
che assomiglia un po' alle nostre elezioni amministrative per l’elezione del sindaco.








Data la forza dei concorrenti i pronostici davano Campi perdente, ma successe che l’elettorato cattolico si divise. In quegli anni era ancora in vigore il “non expedit” cioè il divieto per i cattolici di partecipare alla vita politica, secondo il principio “né eletti né elettori”. Era un’ interdizione fatta dal Vaticano poco dopo la conquista di Roma e la breccia di Porta Pia (1870). I cardinali si divisero su questo, come si legge qui sopra. Il vescovo di Modigliana Sante Mei Giannotti era favorevole all’ astensione dal voto e fra i cattolici della Romagna Toscana si accese una polemica aspra. Silvio Berti rimase spiazzato e si ritirò, per non accentuare le divisioni. Così Numa Campi ebbe la via spianata e vinse al primo turno, senza necessità di ballottaggio.





La tornata elettorale del 6 novembre 1904 per i cattolici fu un vero disastro. E' significativa questa vignetta dell'epoca, tratta dal Resto del  Carlino, in cui un parroco dice al vescovo che gli chiede spiegazioni che è naturale perdere se si invita la gente a non andare a votare.

L'inaspettato successo galvanizzò i Repubblicani e i Socialisti di Marradi, che invitarono Numa Campi qui in paese ad una cena, in cui si fecero brindisi e bisbocce. Il Messaggero del Mugello riportò la notizia come si legge qui di seguito.





La vittoria era stata inaspettata e i laici si fecero sentire, con tanti sfottò all'indirizzo dei cattolici marradesi. Per questo maturò un forte spirito di rivalsa.
                                     



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I RISULTATI  COMUNE PER COMUNE

Castrocaro   116  (82)    Dovadola  102   (92)   Marradi  107   (111)   Modigliana  283   (75) 
Rocca  91  (129)  S.Piero in Bagno  105   (91)   S.Sofia  188 (24)
NOTA: in grassetto i voti per Campi, fra parentesi quelli per Brunicardi (a quel tempo 
non c'era il suffragio universale e votava solo chi aveva un certo reddito)


L’attività parlamentare del neo eletto fu intensa ed energica, spesso rivolta e contrastare il potere della Chiesa all’interno dello Stato. Fu uno dei sostenitori della legge Bissolati che limitava il finanziamento dello Stato alle scuole cattoliche e questo gli creò dei nemici.
Qui in zona la sua popolarità era buona e avvicinandosi le elezioni del 1909 il nuovo vescovo di Modigliana, Luigi Capotosti, pensò che fosse il caso di intervenire e di contrapporgli un candidato cattolico.
Infatti l'enciclica "Fermo Proposito" permetteva ai vescovi di valutare caso per caso la possibilità di fronteggiare delle candidature apertamente anticlericali con la sospensione temporanea del "non expedit". Come si vede la mentalità di cento anni fa era completamente diversa da quella odierna.


Silvio Berti





Il vescovo era sceso in campo direttamente e il sindaco di Marradi scrisse un po' preoccupato questa lettera al Prefetto di Firenze:

"Essendosi sparsa la voce che alle prossime elezioni  si recheranno a votare anche i parroci e altri sacerdoti a sostegno della candidatura del sig. Silvio Berti è sorto un certo fermento ..."









La campagna elettorale fu contrastata e dura. Non mancarono le polemiche, i colpi bassi, le lettere anonime ...







Alle elezioni del 7 marzo 1909, dopo un'accanita battaglia elettorale, la lista dei cattolici (il Partito Costituzionale) capeggiata di nuovo da Silvio Berti, prevalse. Ecco qui accanto un articolo del Messaggero del Mugello che parla di questo. I Popolari di Numa Campi furono sconfitti duramente. La coalizione dei Repubblicani e dei Socialisti si era spaccata per i dissapori interni e non si riformò più.

                                                               

A Marradi rimase a lungo una scia di polemiche e di rancori, fra cattolici e laici. Ecco qui accanto un articolo che rende l'idea del clima di quei giorni:


Numa Campi tornò a Livorno, dove risiedeva. In quella città gli è stata intitolata una via. Nella Delibera di Consiglio Comunale di Livorno n.165 del 21.4.1954, conservata presso l'Archivio storico comunale di quella città, c’è scritto che:
"Si intitola a Numa Campi, il tratto di strada che dalla via di Montenero va a via del Pino. Con la detta denominazione si intende onorare l'illustre clinico (Modigliana 1858 - Livorno 1923) che fu deputato al Parlamento, di parte repubblicana e rappresentante Livorno con fede profonda, onestà integra, carattere adamantino."







A Marradi i cattolici del Partito Costituzionale vollero vincere fino in fondo e costrinsero alle dimissioni l'avv. Filippo Zacchini, assessore del comune (era il babbo del dr. Zacchini, per tanti anni medico condotto) che aveva sostenuto la candidatura di Numa Campi.
Nell' articolo qui accanto lui e suo fratello sono citati con il soprannome di "avvocati dalla faccia multicolore", perché si accaloravano nelle discussioni. I "rossi tulipani" sono i Socialisti marradesi e gli altri soprannomi sono quelli dei dirigenti del Circolo Unione. Non si dovrebbe mai confondere il turno elettorale delle politiche con le questioni amministrative locali, perché questo avvelena gli animi e produce un danno agli amministrati.

Cominciò così un periodo di aspri contrasti fra laici e clericali, che segnò per diversi anni la vita politica marradese. Questa però è un'altra storia ... da leggere in un prossimo articolo.




Fonti  Emeroteca della biblioteca di Faenza, emeroteca della biblioteca Nazionale di Firenze,  notizie dell' ufficio toponomastica del Comune di Livorno. Notizie dell'Archivio storico della Camera dei deputati, fornite dalla sig,ra Ilaria Bentivoglio. Repertorio a stampa di Alberto Malatesta "Ministri, deputati, senatori dal 1848 al 1922", Vol. I, 1940.

Per altre notizie su Numa Campi: Fulvio Conti e Marco Pignotti, pg 1076 - 1077, Romagna Toscana, Tomo II, edizione Le Lettere (disponibile alla biblioteca di Marradi, sezione di storia locale).