Marradi, inizio del '900

Marradi, inizio del '900

giovedì 21 gennaio 2016

1964 L'AVIS a Marradi

Apre la sezione comunale



Nel 1937 a Milano il dr. Vittorio Formentano fondò l’ AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue). Lo sviluppo in grande si ebbe però nel dopoguerra (1950) quando l'associazione venne riconosciuta Ente Giuridico.
Nel 1954 a Firenze fu inaugurato dall’Avis il primo centro Trasfusionale della Toscana. In Toscana negli anni Settanta c'erano cento sedi. La sezione di Marradi, aperta fra le prime (1964) serviva soprattutto per il fabbisogno dell' Ospedale S.Francesco.
Il presidente fu per tanti anni Pietro Scalini, che nelle assemblee annuali ricordava spesso che all' inizio, in caso di bisogno venivano chiamati direttamente i donatori, specialmente il martedì e il venerdì, giorni di attività della camera operatoria.



Prima che chiudesse la sezione di Marradi (2014) i documenti erano incorniciati al muro nella stanza dove si facevano le donazioni e così molti hanno avuto tempo e modo di leggerli mentre facevano il loro dovere. Eccoli ...

Atto costitutivo della sezione comunale AVIS di Marradi, Provincia di Firenze



L'anno 1964 a questo dì cinque del mese di gennaio in Marradi nella sala consiliare del Comune (g.c.) alle ore 11 avanti a noi Bruno Bartoletti Consigliere Nazionale dell' AVIS e Presidente Provinciale AVIS Firenze e Gino Ciuffi, Donatello Focardi e Bruno Profeti Consiglieri Provinciali AVIS Firenze si sono presentati i signori compresi nell' elenco in calce e firmatari del presente atto costitutivo chiedendo di costituire la sezione AVIS di Marradi.
I comparenti, che hanno già effettuato una o più donazioni di sangue anonime e disinteressate conforme allo spirito e allo statuto ed al regolamento dell'AVIS e hanno già collaborato allo svolgimento delle finalità dell'AVIS e della cui identità personale e delle cui intenzioni siamo certi, convengono e unanimemente decidono di far parte quali soci Donatori e soci Collaboratori o soci Sostenitori dell'AVIS riconosciuta Ente Giuridico con legge n° 49 del 20.2.1950 e si impegnano a rispettare lo statuto e il regolamento associativo.
Inoltre gli stessi convenuti decidono di istituire, così come costituiscono, dopo aver sentito il parere favorevole del Consiglio Provinciale dell'Associazione la sezione comunale AVIS di Marradi ...

Bellini Angelo, Benericetti Domenico, Biagi Giuseppe, Bellini Marcello, Botti Paolo, Bertaccini  ...., Caglia Benito, Cappuccini Lina, Catani Assunta, Cavina Anita, Consolini Aldo, Gentilini Angela, Innocenti Giuseppe, Naldoni .... Nati Giampietro, Nati Matilde, Parrini Alfeo, Ronconi Linda, Ronconi Silvana, Rossi Antonio, Scarpa Angela, Scheda Raffaele, Sartoni Otello, Sartoni Rino, Talenti Giovanni, Visani Giovanna, Rossi Vincenza, Rossi Angelo, Rossi Gina Paola, Palli Lidia.




Il passo successivo avvenne nel 1971 quando la sezione AVIS ottenne dall' Ospedale S.Francesco in Marradi il permesso per la raccolta del sangue umano donato dai volontari.

Ecco qui accanto il documento ...




La sezione AVIS aveva difficoltà a gestire da sola il Centro Prelievo, dal punto di vista organizzativo e per le responsabilità civili in caso di inconvenienti sanitari.





Perciò nel 1977 firmò con l' Ospedale un nuovo accordo per la gestione congiunta dell' iniziativa.
Però nei primi anni Ottanta l' Ospedale venne chiuso e l'AVIS di Marradi si trovò sola di nuovo.








Clicca sulle immagini
se le vuoi ingrandire


L'attività è durata fino al 2014 basata quasi solo sul volontariato.
Negli ultimi tempi il servizio era cattivo: per una donazione servivano due ore circa, fra esecuzione e attesa.
L'ASL intervenne per ovviare all' inconveniente e ... la chiuse ...


FONTE: Documenti della sezione AVIS di Marradi










I soci AVIS in gita sociale nei primi anni '70. Il presidente Pietro Scalini, accosciato, è quello che abbraccia l'amica che gli sta accanto.



3 commenti:

  1. Bellissimo l'articolo sulla storia dell'Avis a Marradi peccato che le conclusioni siano state un poco affrettate e non totalmente corrispondenti al vero: intanto la sezione trasfusionale è rimasta operativa fino al mese di giugno 2015 (e non fino al 2014); al momento l'attività è in standby in attesa che l'Asl trovi una collocazione idonea per poter effettuare i prelievi e le visite mediche nel totale rispetto delle norme sanitarie previste, a differenza di chi nell'articolo ha pensato bene di scrivere che l'Asl abbia sospeso le raccolte per una cattiva qualità del servizio (è vero che si impiegavano due ore circa ma se la donazione fosse stata fatto presso l'Ospedale di Borgo S.Lorenzo o all'Avis di Faenza i tempi, considerando anche il viaggio, sarebbero stati più brevi?). Altra cosa: l'attività di raccolta, ad esclusione di alcuni medici a cui venivano rimborsate le spese di viaggio, era TOTALMENTE svolta sul servizio volontario di poche persone che si sono adoperate sia per la raccolta sangue che per la consegna dello stesso al Centro Sangue di Borgo S.Lorenzo(le uniche che si sono realmente impegnate per mantenere in vita il servizio in tutti questi anni). Queste persone stanno comunque continuando a lavorare per poter riuscire a riprendere l'attività il prima possibile.

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  2. Il testo del report sull'AVIS è di Claudio Mercatali, che lo sottoscrive e lo conferma così:
    "Ho fatto quasi venti donazioni in nove anni, come molti altri. Perciò le mie conclusioni possono essere condivisibili o no, ma di certo non sono state frettolose. I donatori sono volontari come quelli che eseguono il prelievo e per disservizi vari non possono essere lasciati in parcheggio nei corridoi per due e anche tre ore". saluti

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  3. Perchè invece di girare le spalle non le ha dato una mano? forse non era un suo problema, ma dire le mezze verità SI. Con il primo articolo ha offeso i donatori e chi li aiutava, dopo ho capito quale era il suo vero problema, le mezze verità offendono. Forse non sa quanti donatori hanno smesso perchè li restava scomodo andare a Borgo, se stavamo nel corridoio per noi non era una grande vergogna, eravamo lì per il bene nostro e di tanti altri, non per rubare anche se oggi è di moda. Le critiche si accettano quando servono per migliorare, non per offendere chi fa del bene nel suo piccolo.

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