a Crespino del Lamone
In questi giorni c’è l’ultima luna piena dell’estate 2017 e faremo l’ormai consueto trekking notturno. Siamo 45 qui a Crespino del Lamone, pronti per salire fino a Biana, una fattoria in cima al monte. E una serata fresca, con il cielo nuvoloso a tratti. Non cade una goccia da tre mesi, vuoi vedere che proprio stasera …
Il percorso prevede subito una salita dura e poi un tragitto più agevole in mezzo ai prati pascolo della fattoria.
La strada per Firenze e la ferrovia
dalla fine della dura salita iniziale.
Dopo
il primo tratto la visuale si apre verso i cosiddetti Prati della Logre, sull’altro versante. Il
nome vero sarebbe “I Prè degl’ Ovre”, i
Prati delle Opere, perché i frati del monastero concedevano l’uso di queste particelle di terreno ai
crespinesi in cambio di un certo numero
di ore di mano d’opera.
Ora
c’è una breve discesa, sul fianco di un poggio spelacchiato detto del
Pentolino, per un motivo che nessuno ricorda più. Siamo entrati nella
formazione delle Argille Scagliose, un terreno formato da una antica frana
sottomarina, quando questi monti erano ancora un fondale, diversi milioni di
anni fa.
Nelle
argille scagliose non c’è arenaria ma solo terre di vario tipo. In mezzo alle
terre argillose si possono trovare dei piccoli minerali, come la pirite, le
miche, il carbonato di calcio bianco e arancione e il solfato di bario, un minerale
bruttino che forma delle masserelle a uovo, grigie come il
galestro, pesantissime (baros vuol dire pesante) non reattive con l’acido,
al contrario delle altre rocce.
Facciamo una sosta al guado del fosso della Bedetta per ricompattare il gruppo. Fra i sassi qualche scaglia di mica brilla alla luce delle torce. La Bedetta è un podere ormai distrutto molto più alto del punto in cui siamo. Il nome come al solito viene dal romagnolo Bendètta, cioè Benedetta e fa un tris con Pré degl’Ovre e Biana, ossia Bibbiana. Perché meravigliarsi?
In fondo i monaci di Crespino furono padroni di questi siti per tanti secoli.
Al chiarore della luna i prati pascolo di Biana sono una meraviglia. Il fosso della Bedetta versa ancora acqua, nonostante l'eccezionale siccità di quest' anno e questo posto deve essere un paradiso per questa mucca, un po' assonnata e sorpresa da tutto questo insolito bagliore ...
Dopo Biana si esce dalla conca delle Argille Scagliose e si torna nella formazione Marnoso Arenacea e quindi nei monti ricompaiono i soliti strati di arenaria e di galestro. La strada ora è larga, agevole e in discesa.
La luna è scomparsa e sprofondiamo nel buio pesto, però le pile a led risolvono il problema.
Crespino visto dalla vecchia
strada per Biana.
Clicca sulle immagini
se le vuoi ingrandire
Ad un certo punto deviamo per la vecchia mulattiera ed entriamo a Crespino dalla vecchia via, che dalla strada statale non si vede.
E' ricomparsa
la luna dietro il campanile
della chiesa del monastero
La via interna di Crespino è la vecchia strada
per Firenze, abbandonata nel Settecento
quando il Granduca fece costruire la
Faentina attuale, quella lungo il Lamone
Gli amici del Circolo hanno aperto per noi la sala del monastero dove c’è la mostra "Dalla terra della Linea Gotica" una interessante raccolta di reperti molti dei quali sono stati trovati nei monti qui attorno.
Si è fatta ora di cena la serata si conclude come al solito a tavola, nella sala dell'attivissimo
Circolo di Crespino.
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