domenica 1 febbraio 2026

La Scuola elementare di Gamogna

Il sopralluogo del tecnico 
e i ricordi di una maestra

ricerca di Claudio Mercatali



L’eremo di Gamogna sorge in uno dei siti più sperduti del Comune di Marradi. La parrocchia nel primo Novecento contava quasi trecento abitanti, perché era molto estesa. Tutti boscaioli, castagnini e agricoltori nei pochi terreni fertili, dai quali si ricavava poca risorsa e molta miseria.

Il 27 febbraio 1925 venne nominato parroco don Giacomo Piazza, detto don Postumio, famoso camminatore, in grado di andare a piedi a Faenza e anche a Firenze. Don Postumio insistette tanto presso il Comune per avere una scuola decente e chiese di ristrutturare lo sgangherato locale vicino alla canonica. Così il podestà Federico Consolini mandò il tecnico comunale a fare un sopralluogo e decise di sistemarlo.


Nella relazione del tecnico si legge:

Marradi 9 marzo 1928

Dal sopralluogo fatto alla scuola di Gamogna il giorno 7 corrente ho potuto constatare che la parete interna che divide l’aula scolastica dal corridoio è formata da un tramezzo di mattoni in coltello posti a filarone che è tutto scollegato e minaccia rovina essendo costruito su un falsoe per di più riceve il continuo urto della bussola che chiude l’apertura d’accesso della scuola. Più necessita l’imbiancatura di detto vano che è in pessime condizioni e con poca luce avente una sola finestra e un’inferiata di luce limitatissima 0,70 x 110 e che non è possibile poterla ingrandire perché è posta sopra un tetto di un sotto coperto e l’architrave di detta forma il piano di gronda del tetto che copre l’aula scolastica. Per fare riparo alle suaccennate degradazioni si propone i seguenti lavori:

demolizione e ricostruzione del tramezzo divisorio di metri 2 x 3 = 6mq
Imbiancatura dell’aula pareti 5,70 + 5,70 +v 3,00 + 3,00+ 3,00 x 3 = 52,20mq
Soffitto 5,70 x 3 = 17,10mq

Per fare le suaccennate integrazioni accerto che compresa la manodopera i materiali e il trasporto da Marradi a Gamogna la spesa è di 160 lire.



Anni Quaranta  
La processione in arrivo sul sagrato.

Dopo la guerra la parrocchia di Gamogna era ancora abitata e ogni anno il Provveditorato nominava una maestra con supplenza annuale. A turno toccò a tutte le maestre di Marradi, che accettavano questa destinazione con poco entusiasmo, giusto se erano in fondo alla graduatoria.

Nel 1950 toccò a mia mamma Emma Piazza e suo babbo Attilio la prima volta la accompagnò perché lei non sapeva neanche dov’era questo posto. Era un giorno di ottobre con una nebbia così fitta che i due videro Gamogna proprio quando erano ormai alla porta della chiesa, mentre di solito il monastero si vede da lontano.
La maestra aveva una cameretta vicino alla canonica e tornava a casa il sabato, a piedi naturalmente. Il lunedì andava un po’ meglio perché saliva lassù la carovana dei muli di Nello Sartoni, detto il Muto, che andava a caricare la legna.

Lo spopolamento fu veloce, e nel 1956 la scuola fu chiusa per mancanza di alunni.




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