Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

sabato 30 dicembre 2017

La battaglia delle Scalelle

Il fatto secondo
Scipione Ammirato
ricerca di Claudio Mercatali



Scipione Ammirato il Vecchio (Lecce 1531 - Firenze 1601) è stato uno storico importante per Firenze. Dopo aver girato mezza Italia, nel 1569 arrivò a Firenze, dove il granduca Cosimo I de' Medici gli affidò il compito di scrivere le Istorie Fiorentine, dalle quali è tratto lo scritto che stiamo per leggere. 
Ora siamo nel 1358 e  parliamo della Compagnia di ventura del Conte Lando, un mercenario in transito nella valle del Lamone, diretto in Toscana e poi in Umbria, assoldato da Arezzo e Siena in guerra contro Perugia. Il transito delle Compagnie di ventura era un disastro per le popolazioni, perché i mercenari rubavano e violentavano.





Per questo Firenze intavolò una trattativa con il Conte per farlo passare il più lontano possibile dalla città e alla fine ottenne che non passasse dalla Colla e dal Mugello. Venne dato il permesso di transito lungo la Valle di Campigno fino a Dicomano e poi dal Valico di Croce ai Mori verso il Casentino.



Il Conte Lando era senz’altro scontento di questo percorso malagevole, ma accettò perché Firenze non aveva la forza per respingerlo però avrebbe potuto recargli tanti fastidi se avesse cercato di passare dal Mugello.

Ma lasciamo che sia Scipione Ammirato a raccontarci come andarono le cose nella zona di Marradi …

Questi bei documenti vengono da una digitalizzazione fatta dall' Università del Michigan (USA).

E' una bella lezione per noi, che abbiamo questi libri nei polverosi scaffali delle maggiori biblioteche e li lasciamo lì ad ammuffire.



Clicca sulle immagini
se vuoi una comoda lettura

martedì 26 dicembre 2017

I crateri della luna

Il nono giorno del mese lunare
(27 dicembre 2017)
ricerca di Claudio Mercatali

La luna sorge
dietro Pian dei Preti (Marradi)

Una meteora è un frammento di cometa o una piccola massa solida che entra nell' atmosfera, si scalda per attrito e si incendia. E' più nota come stella cadente, però con le stelle non ha parentela. La sua velocità di caduta va da 20 a 70 chilometri al secondo, e dunque è elevatissima. L'energia di un corpo in movimento dipende dalla sua massa e ancora di più dalla velocità. Sicché un corpo veloce e di poco peso può avere più energia cinetica di un corpo grande e lento.
Per esempio un camion di 500q a 60 Km/h ha un'energia cinetica di =  1,45 x 108  joule e una meteora di 1 Kg a 70 Km/s  2,45 x 109 joule, cioè diciassette volte di più.

Quasi tutte le meteore dirette verso la Terra si incendiano per attrito e si consumano nell' atmosfera prima di arrivare al suolo. Però se questo non avviene l'urto produce crateri,  terremoti e danni ambientali. In questi casi il nome esatto dell'oggetto è meteorite.

Si conoscono circa 180 crateri da impatto di meteoriti sulla Terra, nessuno dei quali recente.
Il più famoso è senz'altro il Meteor crater dell' Arizona (USA) che si vede qui accanto.

Sulla Luna le cose vanno diversamente, perché l'atmosfera non c'è e quindi tutte le meteore si schiantano al suolo e creano crateri di varie dimensioni. I più grandi si vedono bene con un normale binocolo, specialmente quando la Luna è di quarto e il Sole la illumina di sbieco formando ombre allungate.

Il giorno migliore è il nono dalla luna nuova, perché il terminatore, ossia la linea che separa la parte illuminata da quella oscura, è proprio vicino ai crateri Platone, Copernico e Tycho che sono fra i più belli da vedere con il binocolo.



Nella foto a fianco: il puntino nero in alto, vicino al margine dell'ombra, è il cratere Platone. Il puntino bianco al centro è il cratere Copernico e quello in basso, sempre vicino alla linea dell'ombra è il cratere Tycho.

 
Il cratere Platone è nel bordo settentrionale del Mare Imbrium e si distingue dagli altri perché è nerastro. Questo dipende dal fatto che il fondo del cratere è molto più basso dell' orlo e rimane in ombra. Quella volta, in un lontano e sconosciuto tempo geologico, la Luna rischiò di spezzarsi, colpita da un corpo che scavò una voragine del diametro di 100km.

Un altro cratere famoso è Copernico, ai margini del mare Imbrium. Il mite Copernico fu il primo a contestare il fatto che la Terra fosse immobile al centro dell'Universo.
 L'effetto dei suoi studi fu enorme e ancora oggi il termine "rivoluzione copernicana" indica un rovesciamento completo di situazioni e credenze.


Il cratere Tycho è quasi al polo sud lunare.
L'astronomo Tyco Brahe, maestro di Keplero, era famoso per i suoi studi e per gli stravizi.
Perse il naso in un incredibile duello al buio e lo sostituì con una calotta d'argento. Infatti nell' effigie che è nella sua tomba, nella chiesa di Thyn a Praga, il naso è fatto con un pezzo di marmo diverso dal resto. Si dice che sia morto dopo una enorme sbornia di birra perché si sfondò la vescica.

A lui è stato intitolato un cratere che attorno ha le tracce dei materiali proiettati al momento dell' urto. Anche questo deve essere stato un evento traumatico per la Luna perché a distanza di tante centinaia di milioni di anni se ne vedono ancora gli effetti.

La luna si vede in dettaglio già con un binocolo 8x50 e si colgono tanti dettagli, però non illudetevi di scoprire qualcosa di nuovo. I crateri lunari sono stati osservati e studiati quasi tutti e hanno un nome, anche quelli più piccoli.
Questo qui accanto si chiama cratere Luciano di Samosata, uno scrittore dell' antica Grecia che scrisse Una storia vera, un fantasioso viaggio sulla Luna. Immaginò perfino i Selenìti, gli abitanti del luogo:

"...  Il cibo per tutti è lo stesso: accendono il fuoco, e sulla brace arrostiscono ranocchi, dei quali hanno una gran quantità che volano per aria: e mentre cuoce l’arrosto, seduti a cerchio, come intorno ad una mensa, leccano l’odoroso fumo e scialano. E questo è il cibo loro: per bere poi spremono l’aria in un calice, e ne fanno uscire certo liquore come rugiada ...".

Questa fu la mia prima versione dal greco, quando da ragazzino facevo il ginnasio. Presi due e ci rimasi male.
 

sabato 23 dicembre 2017

Il canto di Natale di Serafino Razzi


Dolce, felice e lieta
canta Chiara Voli


Frà Serafino era un esperto in musica sacra. Questa qui accanto è una sua Laude della Natività, del 1563, musicata sullo spartito originale e cantata da Chiara Voli  accompagnata dal coro.

Il canto ripete la prima, la quarta e la sesta strofa del testo, che si può seguire dall'originale mentre si ascolta.

E' un canto molto lontano
dal nostro gusto musicale.

Clicca qui sotto per fare partire la laude.



https://www4.bing.com/videos/search?=serafino+razzi&&view=detail&mid=E948D010C0477F0B3235E948D010C0477F0B3235&FORM=VRDGAR