Questo è il post n° 700 del blog. Il primo fu pubblicato nell'aprile 2010.
Lanfranco Raparo, Marradi
mercoledì 25 novembre 2020
martedì 24 novembre 2020
1781 Le Cronache e le relazioni sul terremoto in Romagna

Resoconti, impressioni
e umori sui fatti
Ricerca
di Claudio Mercatali
Avere
una descrizione e valutare le conseguenze di un sisma antico è un
lavoro interessante e difficile, ma per me che sono un geologo è quasi
irresistibile. Per le scosse della primavera 1781 che sconquassarono Faenza
e la tutta la media collina fino a Marradi si trovano tanti documenti, ma è
bene leggerli con le dovute riserve.
Le
relazioni delle Autorità pontificie sono una prima fonte, però risentono delle
convinzioni scientifiche di chi le compilò e delle sue impressioni durante i
sopralluoghi.


E’ il caso della relazione qui di seguito, del conte Annibale
Ferniani che scrisse al sig. abate don Girolamo Ferri, professore di eloquenza
all’Università di Ferrrara. Annibale era convinto che i terremoti fossero
causati anche dai periodi di siccità degli anni trascorsi, cosa non vera. Però
era un attento osservatore e ci dà un bel po’ di notizie. Leggiamo:
Clicca sulle immagini
per avere
una comoda lettura
Un’altra relazione fu fatta pubblicare da un prelato alla tipografia faentina Archi, una istituzione all’epoca, e descrive soprattutto gli effetti sulle chiese, le canoniche e le solennità religiose organizzate per chiedere la protezione divina. Anche qui i dettagli sui danni non mancano, però sono rimarcati quasi solo quelli sui beni ecclesiastici. In più c’è l’interessante descrizione dell’ effetto emotivo che il sisma ebbe sulla gente e anche un’interpretazione del fenomeno, del tutto diversa da quella del conte Ferniani, ma errata ancor più di quella:
Infine
si può fare riferimento ad una fonte esterna, in questo caso la Gazzetta
Fiorentina, che rilevò il fenomeno perché una parte del territorio colpito era
nella Romagna Toscana, Dominio del Granduca.
Questo periodico
evitò ogni commento sulla Romagna Pontificia e sottolineò che
il Granduca, nella magnificenza sua, aveva concesso l’esenzione dalle tasse (mente lo Stato Pontificio non lo fece).Le vicende umane sono così, cambiano a seconda dell'intensità con la quale vengono vissute.
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ampliare
Archivio tematico alla voce Scienze della Terra e Scienze geologiche
mercoledì 18 novembre 2020
La Prima Guerra di Indipendenza
nel 1847–48 (prima parte)
Ricerca di Claudio Mercatali
... L'Italia s'è desta ... dell'elmo
di Scipio s'è cinta la testa ...
L'Inno di Mameli, che poi divenne
d'Italia, fu scritto nel 1847
Nel Granducato di Toscana il Decreto sulla libertà di stampa del 1847 autorizzò la pubblicazione di quotidiani indipendenti . L’aveva concesso Leopoldo II pressato dall’ opinione pubblica. Oltre a questo atto di liberalità abbastanza sincero concesse anche la Guardia Civica, un corpo armato gestito dai vari comuni, indipendente dalla gendarmeria e dall’ esercito.
Cresceva a vista d’occhio il patriottismo della prima ora, quello più sincero e più ingenuo, pieno di speranze, di sogni e anche di incubi. I giornali spuntavano come funghi, ognuno con la sua linea editoriale: viva l’Italia Unita! No, è meglio uno Stato federale con a capo il papa. Che? Il Papa? E’ meglio uno Stato Federale con a capo un Re di Casa Savoia! Che? Di regnanti ne abbiamo avuti abbastanza! Vogliamo la Repubblica!
Tutti i giornali editi nel 1847 – 48 chiusero nella primavera del 1849 quando gli Austriaci vinsero quella che per noi è la Prima Guerra di Indipendenza e cominciò la Restaurazione. Leggiamo la cronaca locale per quanto riguarda la nostra zona:
5 settembre 1847
La Guardia Civica
Anche a Marradi fu istituita la Guardia civica ma i giornali non diedero risalto alla cosa. Allora Evaristo Piani, un ricco proprietario che poi diventerà il primo sindaco dopo L'Unità scrisse al Direttore del giornale L'Alba ...
10 settembre 1847
Inno per la Guardia Civica
L'Alba fu un quotidiano pubblicato a Firenze dal 14 giugno 1847 al 12 aprile 1849. Fondato da G. Bardi era diretto da Giuseppe La Farina. Di idee democratiche, antiaustriache e anticlericali, a volte apertamente repubblicano, criticava il liberalismo del giornale La Patria anche se cercava di mantenere l'unità del fronte nazionale.
11 novembre 1847
Un comizio dal balcone di Palazzo Fabroni
Il notaio Jacopo Fabroni, fervente patriota e ottimo oratore, parlò dal balcone di casa sua dopo il Te Deum in chiesa.

13 dicembre 1847
L'Accademia del teatro
L'Accademia del Teatro Animosi si attivò per finanziare la Guardia Civica.

8 marzo 1848
I collegi elettorali
Si elessero i Deputati rappresentanti della Toscana nel Consiglio Generali. Marradi faceva parte del Distretto di Borgo S.Lorenzo
22 aprile e 22 maggio 1848
Bisognava provvedere ad
equipaggiare la Guardia Nazionale
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vuoi una comoda lettura
La resa di Peschiera
La Patria fu un giornale pubblicato a Firenze dal 2 luglio 1847 al 30 novembre 1848. Era stato fondato da Bettino Ricasoli e un collaboratore era il marradese Celestino Bianchi. Sulle sue pagine si prospettava una Italia liberale e federale fra i vari stati allora esistenti.
26 giugno 1848
Carlo Torriani diventò comandante della Guardia Civica.
28 ottobre 1848
Il patriota Angelo Masini passò da Marradi con la sua compagnia di lancieri. Morirà a Roma nel giugno 1849 a difesa della Repubblica Romana.

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