Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

sabato 6 maggio 2023

La canizza

L'attesa per una battuta 
di caccia a Gamogna

da un racconto di Francesco Cattani


Oggi la caccia è una passione ma un tempo era anche una necessità e serviva per portare a casa un po' di ciccia da mangiare. Questo che segue è il racconto dell'attesa di una battuta fatta a Gamogna circa alla fine dell'Ottocento. A quel tempo nell'alta valle dell'Acereta vivevano 400 - 500 persone, quasi tutte al limite della povertà ...



Questa storia fu scritta dal veterinario Francesco Cattani, parente del parroco di Gamogna don Ubaldo, cacciatore accanito anche lui ...



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Fonte
Periodico Valle Acereta, notiziario della parrocchia di San Pietro Apostolo in Lutirano









domenica 30 aprile 2023

La flora spontanea del nostro appennino

Cinque piante 
di bell'aspetto

ricerca di Claudio Mercatali




Le piante non fanno niente per attirare la nostra attenzione perché siamo dei pessimi diffusori di polline e degli inseminatori maldestri. Noi Umani per loro contiamo meno di un'ape o di un uccellino e ogni pianta ha una strategia per attirare questi animali e non noi, che se non ci fossimo tante volte sarebbe meglio. Queste che seguono sono alcune essenze spontanee che di solito scampano alla falce e al rasaerba perché rendono bello il campo attorno a casa e chi ha imparato a riconoscerle da piccole non le estirpa. Sono essenze particolari, che crescono rapidamente fino a un metro o due e quindi sono molto ornamentali.



L'Altea

L’Althaea Officinalis ha tante proprietà benefiche e curative. Lo stelo può crescere fino ad 2m di altezza. Ha un fogliame ruvido e i fiori sono grandi fino a 10 cm, bianchi, rosa, rossi, porpora, violetti e gialli. Sbocciano in luglio e agosto, ma non mancano fioriture autunnali e tardo primaverili. Predilige i luoghi temperati e umidi, una buona esposizione al sole e terreni incolti, ma con una vegetazione non troppo fitta. Il nome deriva dal greco αλθος (althos), "cura" e dunque il significato è "colei che cura". Nell' antichità si pensava che l’Altea fosse sotto l’influsso di Venere, il che la rendeva perfetta per la cura della pelle.


Il Verbasco 
(Tasso barbasso)

E' una pianta erbacea biennale, con fusto alto da 50 cm a 2 metri. Le foglie sono ovali, molto grandi alla base del fusto e poi sempre più piccole man mano che si sale. Hanno una fitta peluria di colore verde chiaro. I fiori sono gialli riuniti in una infiorescenza, lungo tutto il fusto. Il nome Verbascum deriva da barbascum, barbuto, in riferimento alla fitta peluria delle foglie. E' nota fin dall’antichità: Dioscoride e Plinio la consigliavano per le bronchiti e la suora santa Hildegarda la considerava ottima per curare l'abbassamento di voce.




Il Cardo spinoso

E' una pianta biennale, che il primo anno forma una rosetta basale molto distesa, che in genere è sotto l'altezza di taglio dei rasaerba e sopravvive. Il secondo anno si manifesta per quello che è: una pianta erbacea alta un metro o due, spinosa, che in piena estate forma un fiore violetto gonfio e buffo, di bell'aspetto anche quando è secco. Certe varietà sono commestibili, poco digeribili ma saporite se cucinate assieme alla salsiccia, però questa di cui parliamo ora non lo è.





Il Finocchio selvatico


E' una tipica ombrellifera, per l'aspetto dei fiori. Molto nota. inconfondibile, aromatica, è usata per dare sapore alla carne nel salame toscano "finocchiona". Un tempo l'aggiunta dei semi di finocchio veniva fatta anche per mascherare il sapore della carne non tanto fresca. I semi aggiungono una nota di sapore anche ai pomodori in insalata.



L'Erigeron annus

E' detta anche Cespica annua o Falsa camomilla per la somiglianza dei fiori, ma solo di quelli perché la Cespica è alta un metro e mezzo. E' una Asteraceae originaria del Nord America e importata in Europa nel Settecento a scopo ornamentale. Nel nord Italia cresce spontanea quasi dappertutto fino a 1000m di quota. Qui da noi si trova facilmente al Passo dell'Eremo. E' ornamentale, per il portamento e l'abbondante e insistita fioritura bianca o giallina.


Per Ampliare
Nel Comune di Marradi la strada che porta al Passo dell'Eremo e la Valle Acerreta sono due ottimi siti per queste osservazioni.



mercoledì 26 aprile 2023

Osserviamo Marte

Un pianeta 
che sembra scomparire
ogni 13 mesi

Ricerca di Claudio Mercatali




Per vedere bene Marte bisogna che sia in opposizione, cioè allineato lungo la direttrice Sole - Terra - Pianeta. L’ottimo per la visibilità è una opposizione nel giorno del suo perielio, quando le distanze dalla Terra sono minime. Ogni quanto?

Un anno marziano (687 giorni) dura due anni terrestri (365,25 x2 = 730,5 giorni) meno 43,5 giorni (un mese e mezzo). Perciò le opposizioni di Marte succedono ogni 25 mesi e mezzo, con il pianeta che è circa 40° più avanti ogni volta. Una opposizione proprio al perielio avviene invece quando i 43,5 giorni di differenza annuale si accumulano e danno un anno marziano intero dopo circa 15 anni (ma a volte anche un po’ meno, o dopo 16 o 17 anni per le complicate forze di attrazione degli altri pianeti).


Il 27 agosto 2003 Marte era in perfetta opposizione al perielio e dopo 15 anni il 27 Luglio 2018 ci fu una opposizione come quella precedente. Per giunta quella sera c'era anche una bella eclissi di luna, come si vede qui accanto. E’ importante che l’opposizione di Marte sia proprio al suo perielio, perché l’ orbita è molto eccentrica (dista da noi 55 milioni di chilometri al perielio e 101 milioni all’ afelio). Dunque la migliore condizione di visibilità sarà nel 2018 + 15 = 2033 e la peggiore circa nel 2025.

Gli antichi Greci non ragionavano in termini di perielio e di rivoluzioni attorno al Sole perché secondo loro la Terra era immobile, al centro dell'universo. Però praticavano l’astronomia visuale, cioè conoscevano bene il cielo e siccome erano degli ottimi osservatori a loro sfuggivano poche cose. Figuriamoci se non si accorsero di questa comparsa e scomparsa di Marte! La videro e quasi di sicuro entrò nella loro mitologia:



Secondo il mito Efialte e Oto erano due giganti, fratelli e figli adottivi di Aloèo. Fidando sulla loro forza si ribellarono agli Dei e diedero la scalata all’Olimpo. Però Diana trasformata in cervo bianco si presentò di fronte a loro ed essi cercando di colpirla con le lance si uccisero l’un l’altro. Dante parla di questo nell’ Inferno al Canto XXXI e riprende il mito da Omero che l’aveva descritto sia nell' Iliade (libro V) che nell' Odissea (libro XI), raccontando che essi prima avevano sconfitto Marte e l’avevano rinchiuso per 13 mesi in un vaso di bronzo, dal quale fu liberato da Mercurio.

Secondo l’astronomo Paolo Colona questo mito forse fu concepito sulle effemeridi del pianeta Marte, che compare e scompare alla vista ogni tredici mesi e nell’anno di comparsa è spesso accompagnato dal pianeta Mercurio.

Dunque quest’anno non è il migliore per l’osservazione di questo pianeta, però il 25 aprile (e anche la sera dopo), fra le 23 e le 24 ci sarà una congiunzione (ossia una stretta vicinanza) con la Luna, nella costellazione dei Gemelli e si vedrà Venere nella costellazione di Orione. Una situazione interessante che merita uno sguardo.


♂ Nel 2023 Marte si sta allontanando dalla Terra. La notte di martedì 25 aprile era circa 3° a est della Luna al primo quarto, in congiunzione fino all’alba.

♀ Venere ha una buona luminosità e si sta avvicinando alla Terra. Domenica 23 aprile era poco sotto la Luna vicina al primo quarto e sarà lì anche nerlle sere seguenti.




Bibliografia:
www.pianetamarte.com
www.vialattea.ne/asperti/astro/astro.htm

Paolo Colona, Ares e gli Aloàdi, un mito descrive la visibilità del pianeta Marte. Nel sito Accademia delle stelle oppure nella rivista Coelum Astronomia n° 237, ottobre 2019.