Marradi, inizio del '900

Marradi, inizio del '900

sabato 26 novembre 2011

Un trekking con le ciaspole a Casetta di Tiara

Il 30 gennaio 2011 con 80cm di neve
di Atanasio Kostis

Le ciaspole




Le ciaspole, o racchette da neve, sono degli attrezzi che permettono di camminare su un manto nevoso senza affondare. Un tempo erano delle specie di racchette da tennis legate sotto le scarpe, ma oggi sono più tecnologiche e hanno l'aspetto mostrato qui accanto.
Diciamo subito che il cammino sulla neve non è né semplice né riposante, perché gli attrezzi legati sotto ai piedi impongono un certo tipo di andatura e il necessario bagaglio dei trekking invernali pesa. Questa che segue è la descrizione di un percorso lungo diversi chilometri fatto da cinque amici di Marradi esperti in questo tipo di escursioni. Per chi non ha presente i luoghi si può dire che siamo sul crinale dell'appennino, spesso oltre i 1000m di quota. I cinque sono: Elmo Camporesi, Ermanno Cavina, Atanasio Kostis (Aki), Luciano Maurizi, Elio Pritoni

A fianco: La partenza 
dalla Sambuca


Il veterinario Aki ci dice che:

"Si parte dal Passo della Sambuca alle 8.30 e dopo 500m in prossimità di un cartello segnaletico in legno, in cui è disegnata una carta approssimativa, si gira a destra lungo le pendici del versante nord dell’Altello per ritornare sulla forestale.


 



















La carta con il percorso (in giallo)

Si prosegue per 1 km fino ad un bivio, e si gira a sinistra in direzione di Pian dell' Aiara. Nei giorni scorsi qui è tirato un vento gelido che ha rivestito i rami degli alberi con dei manicotti di ghiaccio. Il paesaggio è fantastico.

A fianco: 
gli alberi gelati vicino
a Pian dell'Aiara.



Clicca sulle foto per ingrandire





  


Fino a qui il sentiero è pianeggiante, poi scende per 800m e si arriva ad un rifugio modesto denominato Cà di Cicci, che si vede qui accanto. Il rifugio è semplicemente un vecchio capanno di pastori che ci riparerebbe ben poco in caso di bisogno, ma non ci serve. Comincia a nevicare.
 Dopo un 1km si giunge a Pian della Aiara, di qui si scende per 1,5km tenendo la sinistra fino al torrente Rovigo. Pian dell' Aiara è una casa distrutta, del tutto isolata. Chi abitava qui d' inverno rimaneva bloccato per settimane intere.



   Pian dell'Aiara 


Si costeggia a destra il torrente per 1km fino al podere la Lastra, dopo poco si arriva al Molinaccio da qui si risale per 400m lungo un sentiero molto ripido e si arriva alla Casetta di Tiara alle 13. Il raggiungimento della meta è un evento di cui si può gioire, però in questo genere di escursioni il traguardo è solo a metà della fatica. Insomma adesso dobbiamo percorrere altrettanti chilometri per tornare alle automobili.

 
Felici 
alla meta



Quando nevica la visibilità è ridotta, la via da seguire non è facile da individuare in quanto i segnali bianchi e rossi non sono visibili poiché coperti dal ghiaccio. Per chi non è pratico di montagna camminare con le ciaspole con 70-80 cm di neve fresca non è uno scherzo!
Prima la neve non tiene e si affonda ad ogni passo, poi la fatica dopo 4-5 ore comincia a farsi sentire, infine si calcola male il tempo necessario per il percorso che varia a seconda del tipo di neve (empiricamente un passo con neve sopra al ginocchio corrisponde a circa tre passi senza neve)








A sinistra: scende la sera e sale la nebbia vicino alla località La Faina

 


Si parte dalla Casetta (646m), si sale progressivamente per arrivare dopo 3km alla località denominata La Faina 1044m. Da qui si prosegue per altri 2km con una serie di saliscendi per arrivare al bivio per Pian dell'Aiara (si chiude l’anello ). Da ora in poi il percorso è il medesimo del mattino fino alla Sambuca .

A destra: siamo di nuovo nel bosco
degli alberi ghiacciati vicino a Pian della Aiara




Il tempo impiegato dalla Casetta di Tiara alla Sambuca è stato di h 4,30 inoltre dalle ore 16 fino alle ore 18,30 sono state usate le lampade frontali, in totale 9ore!


Alcuni consigli pratici: per prima cosa chi vuole cimentarsi in escursioni invernali deve essere allenato, deve avere un equipaggiamento adeguato (lampada frontale, telo termico, accendino, diavolina, vestiti di ricambio, scarponi, giacca a vento, mantella, copricapo ecc.) viveri ad alta energia (frutta secca, cioccolato fondente, torrone), un minimo di pronto soccorso e soprattutto liquidi caldi (d’inverno oltre al sudore con la respirazione si perdono liquidi) occorre bere non quando arriva la sete (tardi!) ma poco e spesso. Non bere alcool (subito si ha una sensazione di caldo in realtà il corpo disperde calore perché l’alcool è un vasodilatatore) infine prima di partire controllare sempre il meteo! Se non conoscete i luoghi fatevi accompagnare da un esperto.

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