Lanfranco Raparo, Marradi

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sabato 12 marzo 2022

Successe nel 1920 a Marradi

Rassegna stampa 
sulla cronaca del paese
Ricerca di Claudio Mercatali


Allegoria sui diversi modi 
di intendere l'etica

L’ Idea Popolare, sottotitolo Organo settimanale della Sezione Faentina del PPI (Partito Popolare italiano) era una forma rinnovata del settimanale Il Piccolo, e fu in edicola dal 1920 al 1923 e poi fu chiuso d’autorità dai Fascisti. La testata non cessò del tutto e con il nome Il Nuovo Piccolo, nel Ventennio continuò, tollerato dal Regime, però si occupava solo di notizie parrocchiali. L’Idea Popolare era tutt’altra cosa: era un frizzante foglio politico, in continua polemica con  Il Lamone (periodico dei Repubblicani faentini) e Il Socialista, sempre a sostegno del PPI, il nuovo partito dei cattolici fondato dal don Luigi Sturzo nel 1919. Gli articoli riguardavano le vicende faentine e di tutto il territorio, compresi i Comuni di Marradi, Modigliana e Tredozio, che erano in Provincia di Firenze. Eccoci al punto che ci interessa: questi che seguono sono gli articoli su Marradi, scritti dai dirigenti del PPI del paese e in sottecchi anche dall’arciprete don Luigi Montuschi.





28 dicembre 1919
Il PPI di Marradi prende le parti dei contadini nella vertenza contro i padroni per il rinnovo dei Patti Agrari.


In questo articolo il linguaggio è quello tipico dei partiti di sinistra e infatti il periodico faentino Il Socialista risponde risentito ...  




5 gennaio 1920
Voi del Piccolo ... o fate degli esperimenti a tempo perso o siete degli ingenui ...


22 febbraio
Però la vertenza per il Patto Colonico ebbe un buon esito e i padroni concessero molte cose.

22 febbraio
Lunedì scorso, dietro invito fatto a mezzo di manifesti, i contadini di Marradi e Palazzuolo si adunarono in comizio nella sala della Società Operaia ... più di un migliaio ...







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14 marzo

Era da tempo che le autorità di Pubblica sicurezza si interessavano per identificare e acciuffare certi individui ...








2 maggio
I fanciulli dell'Oratorio passano un pomeriggio piacevole alla Villa Ersilia, invitati dai proprietari. Al Teatro Animosi c'è la Fiera di Beneficienza per raccogliere i fondi necessari per riparare il campanile, danneggiato dal terremoto del 29 giugno 1919.



11 luglio Nella seconda domenica di luglio c'è la festa triennale della Madonna del Popolo, tradizione marradese da due secoli. In piazza un gruppo di persone contesta la processione al grido di "... libertà ... libertà".



22 agosto

L'Unione del Lavoro e la Lega Tessile, due organizzazioni sindacali delle setaiole di Marradi concludono un complicato accordo sulle tariffe salariali delle Filanda.












5 settembre
Molti proprietari dell' Unione Agraria di Palazzuolo si rifiutano di firmare il Libretto Agrario secondo gli accordi faticosamente raggiunti con l' Unione Coloni, Mezzadri e Piccoli affittuari nel gennaio e febbraio scorso.



19 settembre

Comincia la campagna elettorale per le elezioni Comunali e le Provinciali. E' il battesimo per il neonato PPI che inizia a Marradi e Palazzuolo una lotta accanita contro i Liberali e i Socialisti







Il candidato per le Provinciali nel Mandamento di Marradi e Palazzuolo è l'avvocato Guido Stanghellini, di Pistoia, che viene presentato così ...




Il candidato liberal democratico è l'avvocato Giuseppe Baldesi. L'articolista dell' Idea Popolare, che forse è l'arciprete Montuschi, lo descrive così: 
.... Dobbiamo parlare un po' di lui. E lo facciamo volentieri. Parlando di lui ci si sente ossigenati. Si respira meglio ... Il Baldesi è un uomo dalle molte iniziative. Moderato, popolare, liberale democratico, democratico liberale, lesso con patate, patate con lesso, lesso solo, e patate sole ...





... e infine l'appello ...








26 settembre

... E' dalla fine della guerra in poi che l'industre paese di Marradi vive schiavo della piccola e vicina sezione di Biforco, da dove sette o otto scalmanati esercitano una specie di dittatura del terrore (ndr sono i Socialisti massimalisti della sezione Spartaco). E' il solito gioco delle minoranze turbolente ed audaci che si impongono alle maggioranze tranquille e miti; la Suburra che si impone a Roma (nrd la Suburra era un quartiere malfamato della Roma antica).






... Una trentina di ragazze della nostra filanda effettuarono, con grande entusiasmo, una gita a Brisighella ...






5 ottobre 1920
... La nostra vittoria è stata domenica grandiosa. Sia nel comune di Marradi che in quello di Palazzuolo la nostra bandiera bianca sventola trionfante ...









20 dicembre
Lunedi 20 ha avuto luogo l'assemblea generale dei soci della Federazione ...











25 - 26 dicembre
L'altra sera un gruppo di teppisti, soliti a disturbare la tranquillità del nostro paese ...









martedì 13 luglio 2021

Partigiani a Gamogna

Un episodio della Resistenza
nella nostra zona


Ricerca di Claudio Mercatali



L'eremo di Gamogna






Il 12 luglio 1944 una formazione di Tedeschi di pattuglia nei monti attorno a Gamogna incontrò due partigiani in avanguardia di un gruppo numeroso che seguiva. Ne venne uno scontro a fuoco e i due partigiani furono catturati e fucilati al cimitero di Gamogna. L'episodio ebbe una eco in tutta la zona e ancora oggi c'è il ricordo chiaro. Questo che segue è il resoconto del fatto scritto da un partigiano presente quel giorno.




Il Socialista, settimanale di Faenza, pubblicò questo articolo il 27 dicembre 1945.





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giovedì 2 novembre 2017

1904 Lo sciopero del maccarini


Una vertenza sindacale
del primo Novecento
ricerca di Claudio Mercatali

 

 Un martelletto per tritare la ghiaia
(dalla collezione di Giuseppe Farolfi)
 

I brecciatori o maccarini erano dei poveri operai che si guadagnavano da vivere sbriciolando le pietre con un martelletto come quello che si vede qui accanto, per fare della ghiaia da spargere sulle strade.  Oggi un mestiere del genere non è neanche pensabile, ma  nei primi anni del Novecento e anche dopo la Provincia di Ravenna appaltava il lavoro di sbriciolamento delle pietre per la la manutenzione delle strade.

 
 
Il lavoro del brecciatore era miserabile anche allora, e comportava ore e ore di impegno, a sedere sul  bordo delle strade per tritare qualche metro cubo di ghiaia al giorno.

 

Nel gennaio del 1904 la misura era colma e i maccarini entrarono in sciopero, ma gli appaltatori reagirono reclutandone altri, i cosiddetti crumìri, in sostituzione degli scioperanti.  Leggiamo la vicenda sui settimanali faentini Il Socialista (qui sopra) e il Popolo (del Partito Repubblicano) …
 
  
 
 
 
 







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I Socialisti e i repubblicani romagnoli non perdevano occasione per criticarsi e anche questa volta ci fu polemica.




 
 
 

lunedì 1 maggio 2017

1909 - 1910 Il primo Maggio

Rassegna dalla stampa
locale


La festa ha origine dalle battaglie operaie nelle fabbriche americane, in particolare quelle volte alla conquista dell'orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore. Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell' Illinois. La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa (in Italia con il RD n. 692/1923).


Pelizza da Volpedo:
 Il Quarto Stato



L'origine della festa risale a una manifestazione organizzata a New York il 5 settembre 1882 dai Knights of Labor, una associazione fondata nel 1869. Due anni dopo, nel 1884, in una manifestazione i Knights of Labor approvarono una risoluzione affinché l'evento fosse annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all'Internazionale dei lavoratori (vicine ai movimenti socialisti ed anarchici) suggerirono come data il primo maggio.


Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago e conosciuti come Rivolta di Haymaket.




 
Il 3 maggio i lavoratori di Chicago in sciopero si ritrovarono all' ingresso della fabbrica di macchine agricole McCormick. 
La polizia sparò sui manifestanti uccidendone due e ferendone altri.





In Europa la festa fu proposta dai delegati socialisti della Seconda Internazionale a Parigi nel 1889. Durante il Ventennio fu anticipata al 21 aprile, in coincidenza con il  Natale di Roma, divenendo giorno festivo con il nome "Natale di Roma – Festa del lavoro".




 
Fu poi riportata al primo maggio nel 1946, mantenendo lo status di giorno festivo.

Come venne ricordato il Primo Maggio  1909 – 1910 nei periodici della stampa locale in vendita anche a Marradi? 
Ecco qui accanto la rassegna.



Fonte: Emeroteca della Biblioteca Manfrediana di Faenza, per gentile concessione.

mercoledì 25 gennaio 2017

1919 I Patti Agrari

Un duro contrasto 
a Marradi
nel "biennio rosso"
Ricerca di Claudio Mercatali


Gli anni 1919 - 1920 sono quelli del "biennio rosso" , caratterizzato da lotte operaie e contadine che portarono anche all' occupazione di tante fabbriche nel settembre 1920.
Qui da noi le agitazioni riguardarono il mondo contadino, perché le fabbriche non c'erano. Ci furono tumulti per il prezzo dei generi alimentari, scioperi, picchetti e scontri.

L'Italia era il crisi, in conseguenza della Prima Guerra Mondiale e l'inflazione falcidiava i salari. Il peggioramento delle condizioni di vita dei contadini fu la causa dell' ondata di agitazioni del  1919.




Ecco, questo è il quadro complessivo che spiega la richiesta insistita di rinnovare i Patti Agrari a condizioni più favorevoli per i contadini, a scapito dei diritti dei padroni terrieri, ritenuti eccessivi.




Si  attivarono tutte le associazioni di categoria, quelle cattoliche che facevano riferimento al PPI (Partito Popolare Italiano) e quelle del PSI (Partito Socialista Italiano). In questi due articoli comparsi nel settimanale Il Piccolo (di ispirazione cattolica) e Il Socialista si confrontarono due punti di vista ...


Di quanto erano peggiorate le condizioni di vita nei primi anni del dopoguerra? Ecco una ricerca del settimanale faentino Il Socialista, che quantifica l'andamento dei prezzi rispetto all' anteguerra:




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Nei mesi successivi le organizzazioni cattoliche di Marradi riuscirono a riannodare i fili spezzati e la trattativa dei contadini con il proprietari terrieri andò a buon fine. Nel febbraio 1920 in paese c'era un clima di soddisfazione, per la firma del nuovo Patto Agrario.









L'Idea Popolare era il nuovo nome del settimanale Il Piccolo, che era diventato l'organo ufficiale del PPI nella nostra zona.

Ebbe questa funzione fino alla fine del 1922, quando venne chiuso d'autorità dopo la Marcia su Roma.

La diocesi faentina ottenne dal nuovo Regime Fascista il permesso di continuare le pubblicazioni, cambiando il nome in "Il Nuovo Piccolo", un tristissimo settimanale che si occupava solo di questioni di parrocchia.

Fonte: Biblioteca comunale di Faenza