Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi
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venerdì 15 gennaio 2021

Bianca Fabbroni Minucci

La pittrice innamorata 
di Gamberaldi
Ricerca di Claudio Mercatali

 Autoritratto

Bianca Fabbroni coniugata Minucci nacque a Gamberaldi nel 1878 nella villa di famiglia, sito amatissimo soggetto di tanti quadri, dove è sepolta nel cimitero accanto alla chiesa. Nell’ottobre 1900 sposò Giovan Battista Minucci, di Livorno, e da allora la sua vita fu un alternarsi di soggiorni nella nostra montagna e alla villa marina di Arzignano.



Nel 1916 ad Arzignano arrivò Dino Campana, che rimase in casa sua qualche tempo e le donò la poesia All’Italia, che disse di aver composto per lei e la sua amica Bianca Lusèna. Non era vero, la poesia era stata pubblicata qualche tempo prima con il titolo Domodossola nella rivista La Riviera Ligure.



Bianca Lusèna


Gabriel Cacho Millet riferisce nel suo libro Le mie lettere sono fatte per essere bruciate che Bianca Lusèna descrisse così Dino Campana: “scontroso, silenzioso, pensoso e triste. Tutto il suo bagaglio era una valigia di vimini ovale, che sembrava più una cesta che una valigia. In essa teneva qualche vestito, libri, in particolare parecchie copie dei Canti Orfici … e una sciarpa nera, anche se era estate …”.
I quadri di Bianca nel primo Novecento piacquero abbastanza e il periodico romagnolo La Piè nel 1922 le dedicò un ampio editoriale che mise a fuoco la sua arte più di quanto si possa fare ora continuando questi discorsi. Guardiamoli:
  



Clicca sulle immagini
se le vuoi ingrandire








A sinistra: Venezia

A destra: Bianca a Gamberaldi


I soggetti dei quadri di Bianca sono tanti, quelli che seguono sono tutti della nostra zona o della sua famiglia.



L'asilo di Marradi, anni Trenta


Il giardino della villa di Antignano (Livorno) dove passò qualche giorno Dino Campana.


La filanda di Giuseppe Guadagni, a Marradi.


La filatura, villa di Gamberaldi. Il podere sullo sfondo è Pianello.


Il castagneto


A destra: Il pozzo della villa di Gamberaldi.
C'è ancora è davanti alla casa.
Sotto: Lina Fabbroni


 


















Casa Bandini, a Lutirano











Il mercato di Marradi, anni Trenta







La filatura della seta a Marradi


Per ampliare

Marilena Pasquali, Di pittura e di altre bellezze, serie "I quaderni del Centro Culturale Dino Campana”.




La amata villa di Gamberaldi (Marradi) era uno dei suoi soggetti preferiti.








Bianca era anche una discreta pittrice di ritratti.










sabato 16 aprile 2016

La tomba di Dino


I tentativi 
per riportare
i resti a Marradi
dai documenti 
del prof. Antonio Cassigoli


La traslazione della salma di una persona famosa non è semplice per niente.
Spesso i personaggi più noti trovano la loro definitiva sistemazione nel luogo in cui sono morti perché la loro tomba nobilita il luogo, lo rende più importante oppure costituisce un ricordo per chi abita lì. Spesso il luogo del decesso non è particolarmente significativo per la biografia della persona, però è un fatto importante dal punto di vista burocratico, e questo conta.




E' successo così anche per Dino Campana.
Già alla fine degli anni Cinquanta il Comune di Marradi manifestò l' intenzione di riportare il poeta a Marradi e il prof. Antonio Cassigoli, che allora era sindaco, mosse i primi passi, che non sortirono il risultato voluto.








La richiesta venne ripetuta in maniera più o meno discreta negli anni seguenti finché, nel 1972 parve che la conclusione positiva fosse a portata di mano.
Non era vero e la salma rimase a Badia di Ripoli.





Nel febbraio 1972 in paese si fece un gran parlare delle varie sistemazioni possibili per l'illustre compaesano di ritorno e, a seconda delle sensibilità di ognuno, le soluzioni prospettate furono queste:

... alla chiesetta di Santa Maria 
delle Grazie (la cosiddetta
Cappellina) ...



Però i resti del poeta non vennero trasportati qui da noi. E allora quale fu il seguito della vicenda?
Quando uno ti dice spesso ... si, si, si .. vuol dire che cerca il modo per dirti di no. E infatti dopo un certo numero di intoppi, contrattempi e imprevisti i resti del poeta rimasero là dove sono tuttora.
E allora l'Amministrazione di Marradi fece allestire nel cimitero comunale un cenotafio cioè una tomba senza la salma, dove il poeta idealmente riposa in mezzo ai suoi compaesani.


Fonte: Archivio del prof. Antonio Cassigoli, per gentile concessione delle figlie.