Dino Campana ebbe un rapporto difficile con Papini e Soffici. Per loro in sostanza era un pazzo che si credeva poeta e qualche volta ci riusciva. Questi critici non colsero il valore dei Canti Orfici (Papini) o persero (Soffici) il manoscritto di una delle più innovative opere poetiche del primo Novecento. Almeno qualcuno degli altri letterati fiorentini avrebbe dovuto cogliere la profonda cultura che traspare dagli scritti di Dino. Invece gli affibbiarono un epiteto offensivo: l’homme des bois (l’uomo dei boschi). Capirono di più i suoi compaesani, che pur non avendo studiato lo definivano in dialetto “e màt”, voce di per sé non spregiativa che significa soprattutto “fuori dalla norma”, “impulsivo oltre misura” e anche “intrattabile o ingestibile”, senza sottintendere una minus valenza. Campana conosceva la letteratura internazionale del suo tempo? Ecco otto autori che compaiono nei suoi scritti, non come semplice citazione ma proprio con frasi prese a riferimento:
I poeti americani
Conosciamo gli scrittori statunitensi soprattutto come ottimi narratori e romanzieri ma qui da noi una persona di media cultura fa fatica a citare un poeta nord americano. Eppure Dino Campana prese spunti anche da loro. Il più facile da individuare è:

"I tre uomini erano tutti laceri e ricoperti dal sangue del ragazzo". Nel marzo 1916 scrisse a Emilio Cecchi: "Se vivo o morto lei si occuperà ancora di me la prego di non dimenticare le ultime parole che sono le uniche importanti del libro. La citazione è di Walt Whitman che adoro nel Song of myself quando parla della cattura del flour of the race of rangers".
Campana quindi si identifica con un giovane della poesia di Whitman massacrato a tradimento a Fort Alamo.
I poeti francesi
Senza dubbio Campana conosceva bene la letteratura d’Oltralpe e ne fu influenzato molto. Uno dei suoi poeti preferiti fu Paul Verlaine.

I poeti dell'est europeo

I poeti tedeschi
Faust (Dino Campana) parla con Mefistofele. I due guardano una ragazza, ma vedono due cose diverse ...

Kennst du das alte Liedchen Conosci la vecchia canzoncina
Wie einst ein toter Knab Come una volta a mezzanotte
Um Mitternacht die Geliebte Un giovane morto prese a sé
Zu sich geholt ins Grab? La sua amata nella tomba?
Glaub mir, du wunderschönes, Credimi oh meravigliosa fanciulla
Du wunderholdes Kind, Son io più vivo
Ich lebe und bin noch stärker E ancor più forte
Als alle Toten sint! Di tutti i morti!

Ermafrodito (sarebbe Heine)
Ermafrodito baciò le sue labbra allo specchio
In un quadro profondo .......... Heine guarda soddisfatto i suoi ritratti
Nerastro appare rosea, biaccosa la carne di lui sullo sfondo
Di ermafrodito in spasimi molli affogato ..... La biacca è un pigmento bianco, da pittore
Dal paese della chimera eterno e profondo
Dove perdesi l'anima fantasticando ...... il paese della chimera è Marradi
M'apparve affacciato alla superficie del mondo
Ermafrodito risveglio che inanellò l'acque insaziabile di giungere al fondo
Ermafrodito in spasimi molli affogato. ... La ninfa abbraccia Ermafrodito e si fonde con lui
Dal fiume maledetto dove non canta la vita
Ti levi talvolta pur nelle notti lunari ed appari ... Ermafrodito (Heine) appare a Dino
Alla finestra mia con la madreperlacea luna
E stai come uno spettro vigilando il mio cuore
Che si consuma alla luce funerea lunare
La primavera anche ti è amica talvolta ... Neuer Frühling (Nuova Primavera) è un ciclo di poesie di Heine
E passi lontano coi venti odorosi pei prati
Brucia il cuore al poeta mentre riguardano i bovi;
Ma sempre sopra al mio letto vigila la bocca stanca e convulsa
Il vago pallore del volto e delle tue bionde chiome. ... Heine veglia il sonno di Dino
La descrizione della luna e del fiume dove non canta la vita corrisponde bene a quanto il poeta poteva vedere dalle finestre della sua casa di Marradi, che è su un fosso in parte coperto da una volta, che si vede qui accanto. La luna piena, rispetto alla casa di famiglia, sorge da est, così ...
C'è una lirica di Heine che dice:
"Sul cheto lido si è diffusa la notte, la luna esce dalle nuvole e dalle onde vien su un bisbiglio: quell'uomo lì è matto o è forse innamorato. Ha l'aria così triste e lieta, lieta e triste ad un tempo!
Ma la luna ci ride su, e con chiara voce risponde: Quegli è innamorato e matto, e per giunta è anche poeta".
Dunque in conclusione Dino Campana può essere considerato quello che si vuole ma non fu un homme des bois.