Lanfranco Raparo, Marradi

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lunedì 6 settembre 2021

La Cassa di Risparmio e la SOMS di Brisighella

Due società collettive nate nell'Ottocento
Ricerca di Claudio Mercatali







Alla fine dell’Ottocento in molti paesi della nostra zona ci fu una fioritura di imprese collettive, azionarie o in cooperativa, fondate da persone intraprendenti o facoltose. Era evidente che una ditta o una azienda o una impresa nata per iniziativa locale interpretava meglio i bisogni della gente. A Marradi aprì la Banca di Deposito e Sconto (1861) e la Società di Mutuo Soccorso (1872) e a Brisighella la Cassa di Risparmio e la Società operaia di Mutuo Soccorso. Delle prime due è già stato detto in altre ricerche, ora parliamo delle altre.

La Cassa di Risparmio di Brisighella


Nel 1871 cento benestanti sottoscrissero cento azioni da cento lire l’una, per un capitale sociale di 10.000 lire e così fu fondata la Cassa di Risparmio di Brisighella. Lo sviluppo di questo istituto fu rapidissimo e in dieci anni raggiunse un giro di cassa di cinque milioni di lire. Però nel 1880 Domenico Berti, ministro del governo Depretis, propose una Cassa di Previdenza per le pensioni di vecchiaia, da finanziare con una tassa sugli utili delle banche e a Brisighella gli azionisti si infuriarono. Infatti l’art. 6 dello Statuto della Cassa diceva: “… le azioni saranno rimborsate ai Soci tostoché la Cassa avrà raggiunto un fondo sociale uguale alla somma totale delle azioni versate dai soci medesimi”.
In pratica questo significa che i cento soci fondatori avevano sottoscritto le azioni con la promessa che poi i loro soldi sarebbero stati restituiti, cosa che invece rischiava di non avvenire. E allora? Leggiamo come racconta il fatto il dott.Francesco Consolini nella sua Cronaca contemporanea di Brisighella, dal 1850 al 1883.


Ma prima diciamo qualcosa di lui. Secondo il suo racconto, i due fratelli Consolini capostipiti della famiglia vennero a Brisighella da Milano: uno rimase in paese e l’altro sposò una marradese e si trasferì, dando origine ai Consolini di Marradi. Il dott. Francesco era del ramo brisighellese.




Il dottore era un ottimo scrittore, sintetico ed efficace.  Era anche un critico pungente, come ci fa sapere nell' Introduzione del suo libro, che è qui accanto, perché secondo lui: nocet bonis qui parcit pessimis ossia nuoce ai buoni chi perdona ai pessimi (Massima del filosofo romano Seneca).


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La Società operaia di Mutuo Soccorso

Le Società Operaie di Mutuo Soccorso (SOMS) sorsero nella seconda metà dell’Ottocento per sopperire alle carenze dello Stato e dare ai lavoratori una prima tutela. Ebbero subito grande successo e ben presto per mettere ordine il governo fece una legge molto chiara:


Legge 15 aprile 1886 n°3818 Costituzione legale delle Società di Mutuo Soccorso
Art. 1 Possono conseguire la personalità giuridica, le Società operaie di mutuo soccorso che si propongono tutti od alcuni dei fini seguenti: assicurare ai soci un sussidio, nei casi di malattia, d'impotenza al lavoro o vecchiaia; aiutare le famiglie dei soci defunti.

Nel giro di pochi anni nella nostra zona nacque una SOMS praticamente in ogni paese. Queste società spesso divennero anche dei laboratori politici per i partiti di sinistra e anche per questo furono sciolte all'avvento del Fascismo. 

L'unica ancora esistente è la SOMS di Tredozio, che ha sede in Piazza Jacopo Vespignani e alla porta di ingresso fa bella mostra di sé il logo del Mutuo Soccorso, che mostra la stretta di mano simbolo di solidarietà. Questa qui sopra è la descrizione della SOMS di Brisighella fatta da Consolini.


La descrizione di Consolini non era certo lusinghiera per i repubblicani di Brisighella, che erano stati fra i più attivi fondatori del sodalizio e infatti essi reagirono con due articoli del loro giornale, Il Lamone di Faenza.



Per ampliare con il blog

1872 La SOMS di Marradi 26 aprile 2018
1872 La SOMS di Palazzuolo di Romagna 28 ottobre 2018
La Cassa Cattolica di Palazzuolo di Romagna 9 maggio 2018
La Cassa Rurale di Palazzuolo di Romagna 2 maggio 2018
1910 La Banca di Lutirano 25 febbraio 2016
Le Casse Rurali e artigiane 11 gennaio 2016
La Banca di S.Adriano breve storia 2 gennaio 2017



giovedì 12 agosto 2021

La SOMS di Tredozio

Breve storia di una Società
di Mutuo Soccorso
ricerca di Claudio Mercatali

Tredozio alla fine
dell' Ottocento



Dopo l’unità d’Italia varie categorie di lavoratori cominciarono ad organizzarsi per avere una assistenza medica, una cassa infortuni e un fondo pensione. Nacquero spontaneamente diverse società di mutua assistenza (SOMS) e la loro attività fu preziosa, visto che allora non c’era la Previdenza Sociale. 

Per regolare queste associazioni fu promulgata la Legge del 15 aprile 1886.  I primi dodici articoli sono qui accanto.





La gestione delle SOMS era quanto di più democratico si potesse avere e molti articoli della legge andrebbero bene anche oggi per le nostre associazioni senza fini di lucro.

Fra il 1870 e il 1885 furono fondate le Società Operaie di Mutuo Soccorso di Brisighella, Fognano, Marradi, Palazzuolo di Romagna, Modigliana e Tredozio.



Con il trascorrere dei decenni alcune SOMS divennero anche dei laboratori politici, soprattutto per i partiti della Sinistra, altre fondarono delle cooperative. Questo non era tollerabile per il Fascismo che infatti negli anni Trenta le abolì e inglobò i loro beni negli Enti del Regime. Negli anni Cinquanta alcune SOMS dopo azioni legali e politiche complesse, si ricostituirono e riuscirono a riavere dallo Stato le loro proprietà. In Italia 146 SOMS sono attive anche oggi e si occupano soprattutto di previdenza integrativa e di assistenza sanitaria, ma qui da noi riaprì solo la SOMS di Tredozio, che ora ci interessa.


La storia comincia agli inizi del 1883 quando un gruppo di benestanti del paese aprì il Circolo Democratico di Tredozio, una associazione composta soprattutto da mazziniani, repubblicani e in seguito anche da Socialisti, in netto contrasto con il clero locale . I più ferventi animatori furono Giovanni Ghetti e Pier Matteo Fabbroni, figlio del medico Giuseppe originario di Marradi e fratello della poetessa Virginia Fabbroni.


L’avvocato Luigi Bonfante, discendente di alcuni soci fondatori e autore di un saggio fondamentale su questa Società ci dice che in uno dei primi verbali del Circolo c’è scritto quello che si può leggere qui accanto:





Il socio onorario don Verità forse non fece a tempo a far visita alla SOMS perché era già malato e morì nel novembre del 1885. Al suo funerale la SOMS partecipò con la bandiera sociale, assieme alle altre associazioni del circondario, come si legge in questo articolo del settimanale faentino Il Lamone.


Era un rito civile, con le bande musicali dei paesi limitrofi, anche quella di Marradi, e il funerale di un prete senza preti già dà l'idea della situazione. Don Giovanni Verità era mazziniano, garibaldino, scomunicato, le chiese di Modigliana furono chiuse e le campane rimasero mute.


Dopo pochi mesi i soci del Circolo fondarono la SOMS, riconosciuta ope legis il 5 novembre 1886.






I fondatori rivendicarono spesso la primogenitura nei confronti dei nuovi iscritti, specialmente se cattolici e questo fu un grave errore, perché la casa della solidarietà non ha le porte. I toni furono a volte eccessivi, come si può leggere qui accanto.







I Soci fondatori ebbero un coinvolgimento forte in questa iniziativa e alcuni ricchi lasciarono in eredità una parte delle loro proprietà. Così fece Giovanni Ghetti, il più attivo fondatore della Società Operaia.






Il lascito consisteva in tre poderi, che sono subito dopo la attuale piscina comunale e una casa nel centro del paese.









Ghetti era stato assessore e sindaco di Tredozio e al suo funerale civile vennero anche dai paesi vicini, con una cerimonia simile a quello di don Verità. Anche questa volta partecipò una delegazione della SOMS di Marradi, che era già attiva da diversi anni, accompagnata dalla banda. 


Anche Francesco Frassineti fece una donazione alla SOMS. Come altri della sua famiglia era un fervente mazziniano e il rito funebre senza prete fu duramente commentata dal pievano don Antonio Tabanelli.




La SOMS ormai era uno dei riferimenti  per la solidarietà paesana e non mancava mai in caso di bisogno. Fu così anche in un tragico giorno dell' aprile 1895 quando una frana si staccò dalla pendice sopra la attuale piscina e travolse diverse case poderali.



Alla fine degli anni Venti, con l'avvento del Fascismo l'attività si ridusse molto e alla fine la Società fu sciolta d'autorità e i beni furono incamerati dalle organizzazioni del Regime. Però resistette fino al 1939 e fu l'ultima delle SOMS della nostra zona a cessare. Fu anche l'unica a ricostituirsi dopo la Seconda Guerra Mondiale e opera anche oggi. Ora che c'è l'INPS e la Cassa Integrazione che cosa fa? Leggiamo come si descrivono i soci attuali:




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se le vuoi ingrandire









C'è un futuro per le SOMS? Nella Finanziaria 2021 si prevede la loro trasformazione in ATS (Associazioni     del Terzo Settore) secondo una normativa in divenire sulla quale si sa ancora troppo poco.







Però la SOMS fondata dai laici non fu certo l’unica associazione attiva a Tredozio nel campo del sociale. Il paese era di profonda cultura cattolica e anche le famiglie benestanti più o meno legate alla Chiesa erano sensibili alle necessità dei poveri, come si può leggere qui accanto in questo articolo del settimanale faentino Il Piccolo, patrocinato dalla curia e dunque in permanente contrasto con il settimanale repubblicano Il Lamone. 

Inoltre a fine Ottocento il pievano don Antonio Tabanelli aprì un Circolo con un doposcuola e a sue spese costruì il campanile della chiesa di San Michele. Spesso fu anche in contrasto con quelli della SOMS per la diversa sensibilità che entrambi avevano sui temi sociali e di fede.
Nella prima metà del Novecento Jacopo Vespignani proprietario della fattoria La Collina, che si estende anche nella valle Acerreta fu per tanti anni sindaco democristiano e la piazza principale del paese porta il suo nome.

Per approfondire

Luigi Cesare Bonfante La Società di Mutuo Soccorso di Tredozio, un testo fondamentale.
La SOMS di Palazzuolo, nel blog 26.04.2018
La SOMS di Marradi, nel blog 28.10.2018
La SOMS di Brisighella, prossimamente.
La SOMS di Fognano.



venerdì 6 agosto 2021

La Società Operaia di Mutuo Soccorso di Fognano

Un Ente di assistenza
anche per le necessità delle donne
ricerca di Claudio Mercatali

  

Perché gestire una Società di Mutuo Soccorso a Fognano in aggiunta a quella di Brisighella, attiva dal 1879? 
I due paesi distano solo quattro chilometri. Il fatto è che questa frazione si sentiva trascurata dal capoluogo e lo scontento alimentava la sfiducia e il campanilismo. Nella stampa locale dell' epoca ci sono decine di articoli che danno voce a questi malumori e nel  1907 Fognano chiese anche di formare un comune in proprio. Non lo ottenne e nacque lo sfottò dei brisighellesi: A Fugnân i avrà e comôn quant ch' el guerz e farà i limôn.


I delegati al Congresso del 1880


Può darsi che la Società di Mutuo Soccorso di Fognano sia stata fondata in contemporanea con quella di Brisighella, o sia più vecchia, perché nell'ottobre 1880 partecipò al secondo Congresso delle Società operaie di Bologna e pare già attiva da tempo.

I Soci fondatori erano quasi tutti dei mazziniani di spirito libertario e risorgimentale, con diversi Repubblicani e qualche Socialista.


Nel dicembre 1885 una Delegazione della Società partecipò ai funerali di don Giovanni Verità, a Modigliana.
Era un prete mazziniano, che salvò Garibaldi in fuga nel 1949. Scomunicato, chiese il rito civile e il funerale di un prete senza preti già dà l'idea dell'aria che tirava a Modigliana in quei giorni.






Una delle più tipiche iniziative delle Società di Mutuo Soccorso era la fondazione e la gestione di Enti cooperativi o assistenziali. Qui accanto si parla della fondazione di una scuola o doposcuola a Fognano.


In questo articolo del 1886 un dirigente della Società polemizza con l'amministrazione comunale di Brisighella, rea a suo dire di trascurare le necessità dell'istruzione per quelli di Fognano.





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Il forte spirito anticlericale dei Soci si manifestava spesso. Era dovuto anche al fatto che la Stato Pontificio, cessato da non molto, era stato un ostacolo per l'Unità d'Italia. 


All'epoca i Repubblicani, specialmente quelli romagnoli erano abbastanza contestatori e venivano tenuti sott' occhio dai Carabinieri e dalla Pubblica Sicurezza. 


Però non dobbiamo dimenticare che il Regno d'Italia nell'Ottocento fu sempre democratico, e le Società di Mutuo Soccorso erano legali e riconosciute anche negli atti della Gazzetta Ufficiale.

I contrasti fra laici e cattolici furono sempre aspri, però non giunsero mai ad una rottura definitiva. Ecco qui accanto una celebrazione del Primo Maggio fatta in comune, con tanto di sfilata.






L'iniziativa più interessante della SOMS di Fognano fu la fondazione di una Società di Mutuo Soccorso femminile, avvenuta nel 1901.



Questo è lo Statuto originale, un atto da leggere per intero perché sembra scritto l'altro ieri e non 120 anni orsono.




Per approfondire sul Blog

Digita nella casella di ricerca "Società di Mutuo Soccorso di ...  Brisighella, Marradi, Tredozio" oppure "Cassa rurale di ... Palazzuolo, S.Adriano, Lutirano, Tredozio".








giovedì 24 ottobre 2019

Le cooperative di consumo

I marradesi si associano
per l'acquisto
di beni di consumo
ricerca di Claudio Mercatali

 
 
 
 



 
Ci sono diversi tipi di cooperativa: le cosiddette Coop di produzione lavoro hanno per scopo di associare le persone nell'ambito del loro mestiere, per poter accedere ad appalti maggiori, avere maggior forza contrattuale e in genere ottenere condizioni migliori di quelle che avrebbero i singoli. Con queste stesse finalità ci sono anche le Coop di consumo e i Consorzi per gli acquisti, che ci interessano ora. Questi che seguono sono gli atti costituitivi di tre cooperative di consumo fondate a Marradi e a Ronta nel primo Novecento.



 
Atto costitutivo di Società anonima cooperativa denominata Consorzio fra esercenti del Comune di Marradi
 
… L'anno millenovecentosedici il giorno sedici di Maggio davanti a me dott. Giuseppe Abbate di Vincenzo notaro con studio in Marradi in Piazza Guerrini n°3 …


 



comparvero i seguenti signori … della cui identità io notaro sono personalmente certo ... 

 
 
 … Il signor Bandini Odoardo viene delegato dagli altri costituenti ad eseguire ad espletare a favore della Società tutte le pratiche necessarie …
 
 
 
 
  
 
 
 
… dell'intero atto e dell'allegato il notaro ha dato lettura alle parti che espressamente interpellate hanno dichiarato di essere in tutto conforme alla loro volontà e di approvarlo pienamente.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
La cooperativa di consumo di Marradi
 
 
L'anno millenovecento diciannove a questo dì otto del mese di giugno …
 
 
 
 
Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario addetto al Regio Tribunale di Firenze … ho affisso nella Sala della Borsa l'Atto pubblico costitutivo della Società Anonima Cooperativa di Consumo popolare in Marradi …
 
 
 
 


 
Il capitale è costituito da azioni da Lire 10 delle quali ogni socio ne ha una …






 



... Gli intervenuti dichiarano inoltre di esonerare gli Amministratori, compreso il cassiere, dal prestare cauzione …

La Società si ripropone di procacciare ai soci tutti i generi di consumo necessari e
indispensabili alla vita.
 
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il primo bilancio

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La Cooperativa di consumo di Ronta