Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi
Visualizzazione post con etichetta Lavori pubblici (1860 - 1899). Mostra tutti i post
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lunedì 24 gennaio 2022

La scoperta a sorpresa della sorgente degli Allocchi

Sgorga dalla galleria ferroviaria
una gran quantità d’acqua purissima
Ricerca di Claudio Mercatali







Nel 1889 - 1890, nel corso dei lavori ferroviari da Crespino a Fosso Canecchi (Fornello) dalla Galleria degli Allochi sgorgò una grossa quantità d’acqua, tanto che per un po’ i lavori furono sospesi. Era una preziosa risorsa, acqua purissima filtrata dal monte soprastante, della quale non si conosceva l’esistenza. Si pensò subito ad un suo utilizzo come acqua potabile, con un acquedotto da costruire lungo la ferrovia fino a Faenza. In effetti il paese di Marradi è stato alimentato così fino agli anni Settanta, quando fu costruito l’ Acquedotto consorziale di Campigno.

L’acqua degli Allocchi era ed è apprezzata molto, tanto che nel dialetto locale si dice l’ha dbù l’aqua di Alòcc per indicare un forestiero che torna d’abitudine qui da noi.


In questo articolo dell’ ing. Camerani, pubblicato sul periodico L’ingegneria Civile del 1895 si descrive la sorgente e l’acquedotto con molta precisione e quindi leggiamo:

Una portata di 24 litri al secondo è alta o bassa? 24 x 60 x 60 x 24 = 2160 metri cubi al giorno, quanto basta per riempire tre o quattro piscine con vasca da 25 metri. Dunque all’epoca era tanto, ma oggi? Noi in media consumiamo ogni giorno 250 litri d’acqua pro capite e dunque solo con questo acquedotto sarebbero soddisfatti i bisogni di circa 8640 persone, cioè quelli di Marradi, di circa metà di Brisighella e Fognano e dei Faentini fino alle porte della città e non oltre.





Perciò negli anni Settanta fu costruito l’Acquedotto Consorziale di Campigno, che non prende origine da una sorgente ma da un intero fosso. Nonostante questo oggi il Comune di Faenza fa parte del Consorzio di Ridracoli, perché gli acquedotti degli Allocchi e di Campigno soddisfano solo il 30% circa del fabbisogno cittadino.




L'ing. Camerani era un tecnico del Comune di Brisighella

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Per approfondire:
Nel tematico del blog alle voci: La ferrovia Faentina, Lavori per la ferrovia e Lavori pubblici 1860 - 1899 ci sono altri post su questo argomento.



giovedì 14 novembre 2019

1860 Comincia l'attività dell'Ente Provincia di Firenze

Le prime delibere
dopo l’Unità d’Italia
Ricerca di Claudio Mercatali

  

L’11 e 12 marzo 1860 gli elettori delle province toscane votarono l’annessione al nuovo Regno d’Italia con una percentuale del 96% Quel giorno finì ufficialmente il Granducato di Toscana, dopo 450 anni di storia. La Provincia di Firenze, o per meglio dire il Consiglio Compartimentale cominciò subito a funzionare, anche se i suoi membri non erano eletti ma semplicemente nominati in via provvisoria dai vari Municipi. Nei primi tempi, con mirabile senso della democrazia, i verbali delle riunioni furono pubblicati e così oggi senza tante ricerche possiamo sapere che cosa dissero e decisero i Padri Coscritti di allora nelle prime riunioni.

Questi che seguono sono i verbali delle adunanze del 1860 e 1861 per quanto riguarda il comune di Marradi e in generale la Romagna Toscana. I temi trattati erano importanti:

1)    Il 17 settembre 1860 fu presentato il Progetto Lapini, che prevedeva un riordino di tutto il territorio sul versante adriatico in vista di un passaggio all’Emilia. I Comuni si espressero.
2)      L’11 settembre 1861 la Provincia concesse un finanziamento a Marradi e Palazzuolo per costruire una strada di collegamento (fino ad allora c’era solo una mulattiera).
3)      Il 19 novembre 1861 il Consiglio fece propria la richiesta dell’Ospedale di Marradi di avere un finanziamento stabile per poter ricoverare anche i malati di Palazzuolo.
4)      Il 23 novembre 1861 Il finanziamento concesso per la strada di Palazzuolo non bastò e la Provincia si fece carico dell’intero importo e passò Provinciale la nuova via.
5)      L'1 dicembre 1861 un gruppo di cittadini di Palazzuolo protestò perché avrebbe preferito che i soldi fossero spesi per la strada Palazzuolo – Casola.



Ecco l’estratto dei verbali:

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Quadro sinottico dei pareri espressi
dai Comuni della Romagna Toscana in merito al passaggio all'Emilia (in conseguenza del Progetto Lapini)


La Provincia delibera un contributo di 100.000 lire (era molto) per Marradi e Palazzuolo, affinché i due Comuni possano costruire una strada moderna di collegamento fra di loro.


L'Ospedale San Francesco di Marradi ottiene un finanziamento per ricoverare anche i malati di Palazzuolo.


La strada Marradi - Palazzuolo era troppo costosa, i due Comuni non riuscirono a provvedere in proprio.
La Provincia allora intervenne direttamente.







L'importo necessario ai lavori era impegnativo anche per la Provincia e ci furono non poche discussioni.














martedì 23 aprile 2019

L'inaugurazione della linea Faentina

Il viaggio inaugurale
del 23 aprile 1893
Ricerca di Claudio Mercatali

 
La stazione di Crespino
nel primo Novecento.

 
Il 9 novembre 1880 cominciarono i lavori da Faenza verso Marradi, raggiunto il 26 agosto 1888. Mentre i lavori procedevano dopo molto discutere fu deciso il percorso diretto da Borgo San Lorenzo a Firenze e non quello da Pontassieve. I lavori da Firenze al Mugello iniziarono nel  1884 e si conclusero l'8 aprile 1890. Il 31 maggio 1890 iniziarono anche i lavori della parte centrale, da Borgo San Lorenzo e Marradi, che naturalmente era la più impegnativa. L’inaugurazione della linea intera avvenne il 23 aprile 1893.
L’opera era imponente, tanto che desta meraviglia anche oggi. C’erano migliaia di operai impegnati in un durissimo lavoro quasi tutto manuale. Si sfruttarono le nuove tecnologie: oltre alla tradizionale calce si fece uso del cemento Portland (quello che usiamo anche oggi) in commercio in Europa dal 1860 e soprattutto della dinamite, brevettata nel 1868 dallo svedese Nobel. La stampa locale dava spesso notizia del procedere dei lavori.
 
Questo qui accanto è un trafiletto del periodico faentino il Lamone che con un certo entusiasmo comunica l'arrivo dei primi treni di prova a Fognano e il ritorno a Faenza in 29 minuti (a circa 30 km/h).

 
Il 26 agosto 1888 il primo treno giunse a Marradi dove i ferrovieri e i macchinisti fecero la classica foto ricordo. C’erano anche il capostazione e sua moglie, seduto al tavolinetto dell’ufficio, messo accanto ai binari per far vedere il Telegrafo Morse a fili, il massimo della tecnologia delle comunicazioni, che poi nel giro di qualche anno fu abbinato al telefono.

 

 

 
 
La ferrovia fu un desiderio profondo per i nostri antenati, un vero e proprio sogno. Proprio per tutti? Leggiamo questo articolo del periodico Il Messaggero del Mugello, specialmente il finale:






… Ecco dunque cosa sognai …













… e i barrocciai, se pure sanno bestemmiare, bestemmieranno di meno su per Pratolino e lungo la Carza perché non avranno che raramente occasioni di esporsi al caldo alla pioggia, al gelo …
 
 
 
 
 
 
Questa che segue è la cronaca del viaggio inaugurale pubblicata dal quotidiano La Nazione.
 
 



 
 
 
 

 
 
 
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La Ferrovia Bologna - Ancona c'era già dal 1861 e quindi la Faentina si innestò in quella creando un moderno collegamento verso il nord Italia. Il primo orario fu questo qui accanto, del primo gennaio 1893 quando ancora la ferrovia non era in funzione. Da Faenza per Firenze partivano due treni misti (metà passeggeri e metà merci): uno alle 8.10 di mattina e uno alle 8.10 di sera.
 

Per approfondire:
Panconesi Colliva, Cara Faentina, Ponte Nuovo Editrice Bologna
Blog alla voce dell’ archivio tematico “La ferrovia Faentina”.

 

martedì 20 giugno 2017

L'Acquedotto degli Allocchi

Di chi fu la prima idea?
ricerca di Claudio Mercatali


Crespino 
alla fine dell' Ottocento


Durante gli scavi della Galleria degli Allocchi, quella di valico nella Ferrovia Faentina, venne scoperta una sorgente d'acqua abbondante che rallentò non poco i lavori. La qualità della risorsa era notevole, tanto che ancora oggi si dice "... Hai bevuto l'acqua degli Allocchi ..." per dire a un forestiero prima o poi tornerà da noi.

Era evidente che tutto questo ben di Dio non poteva essere scaricato semplicemente nel Lamone e si poteva costruire un acquedotto per servire la vallata. Chi ebbe per primo l'dea?

24 marzo 1887

Il periodico faentino Il Lamone pubblica questo articolo dell'ing. Fortunato Camerani, del Comune di Brisighella, che spiega di essere stato lui il primo a pensare che ...



17 aprile 1887

L'ing. faentino Zannoni risponde prontamente a Camerani e lo contesta, dicendo che in realtà l'idea primigenia è stata sua ...






La polemica è aspra, però ci fa comodo, perché l'ing. Zannoni, impegnato a sostenere le sue tesi, ci dà tanti particolari che permettono di ricostruire con cura l'origine di questo storico acquedotto.








Dunque anche le polemiche hanno una loro utilità ...








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1 maggio 1887


La redazione del giornale pubblica un'ultima nota di precisazione ma dice chiaramente che quello che interessa è il progetto in sé e non chi l'abbia pensato per primo ...




7 agosto 1887

Il progetto prende forma e l'entusiasmo è tanto,troppo. Qui l'articolista immagina una biforcazione a Faenza per servire anche Bagnara di Romagna e Massalombarda ...





30 ottobre 1887

Si costituisce la Società Italiana per Condotte d'acqua, con lo scopo di costruire l'Acquedotto Romagnolo (L'Acquedotto degli Allocchi).

Però la storia non finisce così e in successivi passaggi l'acquedotto verrà gestito dalle Ferrovie dello Stato.


Fonte: Emeroteca della Biblioteca Comunale di Faenza per gentile concessione.


martedì 29 marzo 2016

La strada per Badia della Valle

1895 Il Comune costruisce una strada moderna nell'alta valle dell' Acerreta
ricerca documentaria di Mario Catani



Badia  della Valle, o di Valle Acerreta, è un sito dell' anno Mille, cenobio di frati secondo la Regola di San Pier Damiano. Gamogna era il suo eremo, perché i monaci alternavano un periodo di vita cenobitica a uno di vita eremitica. Nel Cinquecento il convento chiuse e la chiesa divenne una semplice parrocchia di fondovalle. E anche Gamogna ebbe la medesima sorte.


 
I frati non avevano bisogno di comode vie d' accesso, perché si spostavano soprattutto a piedi e poi in fondo erano dei penitenti. 
Così Badia della Valle a fine '800 si poteva raggiungere solo con un sentiero che saliva da Lutirano lungo l'alveo del torrente Acerreta.
Il tracciato si vede nella planimetria qui sotto.




Essendo cambiati i tempi, nel 1895 il Comune di Marradi commissionò all' ing. Lorenzo Fabbri un progetto per costruire una comoda strada comunale, che è quella odierna.


Qui accanto: 7 novembre 1895
il Sindaco commissiona 
il progetto all'ing. Fabbri



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Fabbri era preciso nelle sue cose e dopo un sopralluogo a Lutirano stimò che le cose da fare fossero queste ...













L'ingegnere, che negli stessi anni aveva costruito la centrale elettrica di Marradi, fece un progetto accurato, con due ponti ad arco di 4m di luce, e due ponticelli da 2m, in pietre squadrate.




... Le opere d'arte di maggiori dimensioni sono i ponti sui fossi di Maggio e Badia che hanno 4m di luce ...


e concluse ... Ci si astiene da ulteriori descrizioni perché dal qui annesso profilo longitudinale possono dedursi tutti gli altri particolari che si omettono per brevità ...

 
5 agosto 1897
Pietro Fabbri, fideiussore,
(omonimo dell'ing Lorenzo)
 consegna i disegni
con i lavori da fare
al capomastro Antonio Filipponi
(che li esegue)


Dunque questa è la planimetria della strada con i disegni dei ponti, che allora erano di bella fattura e oggi sono abbastanza malmessi.







 


Fonte: Archivio storico 
del Comune di Marradi,
impaginazione
di C.Mercatali