Lanfranco Raparo, Marradi

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lunedì 24 maggio 2021

Cinque proposte per la rinascita

Le idee del PCI per l'economia
italiana nel 1953





Nei primi anni Cinquanta lo scontro
politico fra il PCI e la DC fu particolarmente aspro. Nel 1953 in più si aggiunse il fatto che la DC e parte dei suoi alleati avevano ottenuto dal parlamento l'approvazione di una
legge fortemente maggioritaria giudicata truffaldina dal PCI.  




I Comunisti si impegnarono al massimo per la campagna elettorale di quell'anno e i loro propagandisti girarono di paese in paese, e vennero anche a Marradi. Avevano un ottimo metodo di comunicazione, fatto di diapositive in bianco e nero, facili da comprendere e di sicuro effetto, che vennero proiettate nei circoli delle frazioni del Comune. 




Il rullino è conservato (assieme ad altri già pubblicati su questo Blog) presso la Biblioteca Comunale.














... I parlamentari del PCI e degli altri partiti dell'opposizione hanno presentato al Parlamento 5 progetti di legge per la rinascita del paese ...






Primo: La nazionalizzazione della Montecatini

La Montecatini era una grande azienda mineraria e chimica, al centro di tanti interessi finanziari.

Venne nazionalizzata negli anni seguenti assieme all'azienda elettrica Edison. Dalla loro unione nacque la multinazionale Montedison.





Secondo: la nazionalizzazione delle aziende elettriche










Clicca sulle immagini
se vuoi una
comoda lettura




Terzo: l'istituzione di un Ente nazionale per l'industria siderurgica e meccanica.


Quarto: lotta contro il tugurio, cioè contro le abitazioni malsane.


Quinto: assistenza sanitaria gratuita per i non abbienti.



Fonte: Documenti della Biblioteca Comunale di Marradi, impaginati dal prof. Claudio Mercatali





martedì 30 marzo 2021

Come eravamo (e come votavamo)

 
La propaganda del PCI
contro la legge maggioritaria
del 1953


Dalle diapositive della Biblioteca 
comunale di Marradi.

 

Nel 1953 il governo cercò di introdurre una nuova legge elettorale, la prima di una lunga serie che abbiamo visto applicare senza grandi risultati anche in questi ultimi anni. La nuova legge elettorale prevedeva di introdurre anche in Italia un sistema elettorale maggioritario, di per sé democratico e in vigore in tanti paesi europei, ma inviso alla Sinistra che preferiva e preferisce anche oggi un sistema proporzionale, altrettanto democratico. Il  partito PCI iniziò una accanita campagna contro questa legge e preparò una serie di “slides” per illustrare, di paese in paese, le sue posizioni. Un propagandista del PCI venne a Marradi a proiettarle e forse dimenticò il rullino qui da noi, che è stato ritrovato e ora è alla Biblioteca Comunale di Marradi, assieme a molti altri, di cui abbiamo detto nei precedenti post della rubrica Archivio del PCI. Prima di guardare le gustose diapositive facciamo un riassunto di come andarono le cose allora.

La legge elettorale del 1953, detta legge truffa dagli oppositori, modificò la legge proporzionale pura vigente dal 1946 con un premio di maggioranza che assegnava il 65% dei seggi della Camera al gruppo di liste collegate che avesse superato la metà dei voti validi. La legge, promulgata il 31 marzo 1953 (n. 148/1953) era in vigore alle elezioni del 3 giugno 1953 ma nessuno raggiunse i voti necessari a far scattare il premio. Fu abrogata con la legge n. 615 del 31 luglio 1954.

 Storia

Voluta dal governo di Alcide De Gasperi, fu approvata dal Parlamento solo con i soli della maggioranza, dopo forti dissensi delle opposizioni. Alla Camera la maratona oratoria dell’ ostruzionismo delle opposizioni finì il 21 gennaio 1953 con un voto di fiducia. Al Senato l'iter fu più celere: l'8 marzo 1953 De Gasperi pose la questione di fiducia ed il 23 marzo il presidente Paratore si dimise. Il nuovo Presidente del Senato, Meuccio Ruini riuscì a far approvare l'articolo unico della legge e ne scaturì un tumulto in aula. Il PCI contestò la regolarità della seduta ma il giorno dopo il Presidente della Repubblica Luigi Einaudi sciolse le Camere.

Le reazioni alla legge

 Per ottenere il premio di maggioranza la Democrazia Cristiana, il Partito Social Democratico, il Partito Liberale, il Partito Repubblicano, la Südtiroler Volkspartei il Partito Sardo d'Azione formarono un apparentamento. Ferruccio Parri, repubblicano, Piero Calamandrei e Tristano Codignola, del Partito Socialdemocratico, fondarono Unità Popolare, un movimento che avversava la nuova legge. Da una scissione nel partito liberale si costituì Alleanza Democratica Nazionale. Le forze apparentate ottennero il 49,8% dei voti: per circa 54.000 voti il meccanismo previsto dalla legge non scattò. Unità Popolare e Alleanza Democratica Nazionale raggiunsero l'1% dei voti riuscendo entrambe nel loro principale proposito. Rispetto alle elezioni del 1948 la DC perse l'8,4%; i repubblicani arretrarono dello 0,86%i il Partito Sardo d'Azione dimezzò il suo consenso, anche liberali e socialdemocratici arretrarono. Il Partito Comunista Italiano e il Partito Socialista Italiano ottennero 35 seggi in più; il Partito Nazionale Monarchico passò da 14 a 40 deputati e il Movimento Sociale Italiano da 6 a 29 deputati.

















Le opinioni

Secondo gli oppositori le leggi che prevedono un premio di maggioranza distorcono il responso delle urne. I fautori invece sottolineano la possibilità di assicurare al Paese dei governi stabili. In Italia molti considerano corretta la rappresentatività politica se il sistema elettorale è proporzionale, con pochi correttivi, però molti altri preferiscono un maggioritario più o meno schietto. Chi ha ragione?


Fonte: Rullino di pellicola di celluloide (anni Cinquanta) con immagini proiettate a Marradi dai propagandisti del PCI durante la campagna elettorale del 1953. Ritrovato per caso, è conservato alla Biblioteca Comunale.


martedì 11 febbraio 2020

Come eravamo

La propaganda del PCI
a Marradi negli anni Cinquanta




Il rullino dal quale sono tratte queste diapositive fa parte di una serie di pellicole conservate alla Biblioteca Comunale di Marradi, preparate dal PCI (Partito Comunista Italiano) per la propaganda elettorale del 1953. Non si sa perché siano a Marradi, probabilmente un anonimo propagandista le dimenticò qui da noi dopo averle proiettate in paese e nelle frazioni. Sono fotogrammi su pellicola di celluloide, in bianco e nero, da proiettare su un muro con una apposita macchinetta. Un proiettore di questo tipo non si trova più, però la tecnologia giapponese ha permesso di trasformare le diapositive in files jpg che poi, raggruppate, hanno dato il risultato che potete vedere.





Si tratta di propaganda schiettamente PCI, antigovernativa, che immancabilmente sconfina nella critica anti DC (la Democrazia Cristiana) che era il partito antagonista, a capo di una coalizione di diversi partiti minori che ha governato in Italia dal 1946 ai primi anni Novanta.



Siccome il PCI e la DC in quegli anni non si facevano mancare nulla, probabilmente anche i propagandisti cattolici giravano il comune di Marradi con dei filmati analoghi, di tenore opposto, però non se li dimenticarono qui da noi e quindi non possiamo vederli.

Il tempo passa e le regole in vigore al tempo di Carletto Bianchi, il simpatico personaggio di queste slides sono decadute da tempo. Dunque sarà meglio rammentarle, per facilitare la comprensione delle sue preoccupazioni:


L’IGE era l’Imposta Generale sulle Entrate, soppressa nel 1973 perché nacque sua sorella, L’IVA, Imposta sul Valore Aggiunto.

Nel 1951 non c’erano emittenti locali e la radio aveva solo tre programmi nazionali: il Programma Nazionale di informazione, il Secondo Programma, di intrattenimento e il Terzo Programma, culturale. 





Nel 1952 il Governo firmò la convenzione esclusiva con la RAI per le trasmissioni radio e poi televisive, che rimase in vigore fino al 1972. Questa convenzione prevedeva che l’IRI (Istituto Ricostruzione Industriale), un Ente dello Stato, avesse tutte le azioni RAI. Ragionando con la nostra odierna mentalità sarebbe a dire che lo Stato concesse a sé stesso l’esclusiva delle trasmissioni radio televisive.


Il 3 gennaio 1954 l'annunciatrice Fulvia Colombo, qui ccanto, diede avvio alle trasmissioni televisive regolari del Programma Nazionale (l'attuale RAI 1). La televisione era nata anche il Italia.
Clicca sulle immagini
se le vuoi ingrandire
 



























































NOTA  Questo e altri rullini sono stati trovati da Luisa Calderoni.