Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi
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giovedì 28 aprile 2016

1915 Il lastricato di via Talenti

L'ennesimo rifacimento 
del lastrico 
nel centro del paese
da una ricerca documentaria di Mario Catani




L'arenaria è una bella pietra, però è geliva e poco resistente all' usura. Per esperienza noi a Marradi sappiamo che una pavimentazione in lastre della nostra pietra dopo circa sessanta anni va rifatta.
Questo documentato qui di seguito è il rifacimento di via Talenti del 1915, che infatti durò fino alla metà degli anni Settanta e poi dovette essere rifatto, assieme alle fogne sottostanti. Da allora sono passati quaranta anni e dunque comincia a vedersi la necessità di ...






Fonte: Archivio storico del Comune di Marradi. Elaborazione grafica di Claudio Mercatali



L'ingresso al centro
del paese davanti all'ospedale.









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Marradi, 17 settembre 1915
La liquidazione per i lavori svolti
dalla Cooperativa Muratori
e scalpellini di Biforco
















I lavori di rifacimento delle fogne 
e del lastrico di via Talenti 
negli anni Settanta.
(foto Meucci)










martedì 22 dicembre 2015

Il telefono

26 luglio 1914 Si inaugura la linea
Marradi - Ronta - Firenze




Il telefono è il mezzo di comunicazione più innovativo della prima metà del Novecento. Sollevare la cornetta, comporre il numero con il selettore a ruota e sentire la voce dell'altra persona fu una vera rivoluzione. Del resto anche oggi quasi nessuno riesce a fare a meno del suo pronipote, che è il "cellulare".


Le linee telefoniche classiche erano a fili e per impiantarle occorrevano molti soldi. Per questo nel luglio 1914 a Marradi ci fu gran festa: era entrata in funzione la linea che permetteva di telefonare a Firenze. Intervenne il senatore Gaspare Finali, marradese d'adozione e il consigliere provinciale avv. Giuseppe Baldesi, che era stato sindaco di Marradi qualche anno prima, non mancò di ricordare che " ... egli era a capo dell'amministrazione comunale quando si approvò l'istituzione del telefono ..."

Nell'Ufficio telefonico e postale, che era in piazza Scalelle, proprio dove ora c'è il Bar Bianco, si offrì un rinfresco, mentre in piazza suonava la banda. Il resto è qui sopra. Leggiamo ...


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Però non c'era ancora il collegamento da Marradi a Faenza e quindi per telefonare in Romagna bisognava usare la linea Marradi - Firenze - Bologna - Faenza. 
Quando venne attivato il collegamento con Faenza? Dalla stampa di allora apprendiamo che nel 1931 la questione era ancora aperta, ma non si trattava solo di un disservizio, come ci spiega il corrispondente del Corriere Padano in questo articolo del 7 giugno di quell' anno ...



lunedì 6 luglio 2015

1916 La strada di Casa Vigòli

le proteste degli abitanti
per l'incuria del luogo
ricerca di Luisa Calderoni




Marradi, 1802.
Stampa di F.Fontani



Il via di Casa Vigoli è una strada antica. E' l'unico accesso dal paese alla sponda sinistra del Lamone. E' uno degli angoli caratteristici di Marradi, usato già da Francesco Fontani come punto di vista per la sua famosa litografia, che si vede qui accanto.
Oggi il vicolo prosegue, si allarga, diventa via Francini e arriva fino al Ponte dell'Annunziata, ma fino agli anni Sessanta questa straduccia andava avanti fino al molino e poi finiva.
  



Ai Signori Componenti del Consiglio Comunale

I sottoscritti, ai quali specialmente interessa la viabilità del vicolo di Casa Vigòli, fanno rispettosa istanza a codesto Onorevole Consiglio affinché a spese del Comune venga riparato e ove manca assolutamente costruito il pavimento in detto vicolo all'imbocco del medesimo  fino all'imposta delle colonne pel castello d'accesso ai prossimi molini.
Lo stato attuale di detta strada la rende quasi impraticabile specialmente nei giorni di pioggia o di neve ed i bambini obbligati a frequentare le scuole nel centro del Paese, sono costretti ad accedervi, specie i meno calzati, tutti umidi e fangosi con grave danno per la loro salute.
Non è quindi un lusso che si domanda ma una necessità che si impone in un braccio di strada del Paese ove abitano persone esse pure soggette alle tasse al pari di tutti gli altri paesani; i quali attendono i compensi pari agli oneri loro imposti.




Non è il caso di rilevare l'opportunità di riparare la detta strada, basta la visita di chiunque esso sia per riconoscere non la necessità ma l'urgenza del provvedimento.
La spesa poi non dovrebbe essere che lieve inquantoché pel poco attrito che ha la strada possono servire benissimo i materiali di rifiuto tolti dalle via principali del Paese.
Far eseguire il lavoro in questi tempi è anche un provvedimento lodevole del Comune sia dal lato estetico ed igienico sia dall'occupare qualcuno che attende lavoro.








Confidano pertanto i sottoscritti in codesta Saggia Amministrazione alla quale anticipano la dovuta 
riconoscenza.



                       
Marradi 16 febbraio 1916

Ravagli Silvestro, Betti Arturo, Pazzi Matteo, Fabbri Pietro Federico Bombardini, Ciottoli Antonio, Giovanni Donatini, Alpi Gaetano, Vincenzo Mughini fu Antonio, Giuseppe Torriani, don Tommaso Carmonini, dott. C. Mughini, Giovanni Mughini.

  



I fregi delle facciate di questo vicolo, alcuni portoni e lo stemma mediceo sono coperti dal
vincolo delle Belle Arti.










Queste sono le schede del vincolo 
architettonico con la descrizione 
e la numerazione.







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Fonte: Archivio storico del Comune di Marradi





domenica 23 novembre 2014

La circonvallazione di Marradi

Un progetto del 1905
ricerca di Mario Catani



L'abitato di Marradi si snoda per più di un chilometro. Tanto c'è dalla stazione ferroviaria al viadotto di Villanceto, che è la porta di ingresso al paese per chi scende dall' appennino.
In questo tratto, lungo il Lamone, si addensano gli edifici del centro storico ma anche i più recenti. Non è una trascuratezza urbanistica, o non lo è del tutto, perché per natura il luogo è un fondovalle stretto, alla confluenza di vallecole laterali altrettanto strette.
In un secolo imprecisato dell'alto medioevo il Paese si formò proprio perché la confluenza delle valli e delle genti avveniva qui e non nella più comoda spianata di S.Adriano.

Il trascorrere dei secoli e le aumentate esigenze di viabilità crearono il problema, che esiste tutt'oggi, visto che Marradi non ha una circonvallazione.

Nel 1905 tutte queste considerazioni erano già evidenti e il comune incaricò l'Ufficio Tecnico di progettare una circonvallazione del centro storico. L'ingegnere del comune dopo aver studiato la situazione propose di risolvere il problema come si vede nelle Tavole seguenti.



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Sopra:
I tracciati proposti rispetto 
alla situazione attuale






Facendo mente locale chi conosce i luoghi potrà senz'altro rendersi conto delle difficoltà, dei pregi e dei difetti di questo progetto. Gli altri sappiano che le soluzioni proposte in questi disegni erano del tutto logiche allora e in parte lo sarebbero anche oggi. Il principale difetto era, e ancor oggi sarebbe, l'elevato costo di realizzazione, e infatti il progetto rimase sulla carta.


1916, la lunga strettoia di via Celestino Bianchi 
(dalla Chiesa, punto di scatto, a Casa Randi, 
bianca, sullo sfondo)



Ora però ci interessa quello che scrisse e disse l'ingegnere del comune e non quello che pensiamo noi oggi.





Relazione riguardante
due bracci di strada unenti la via provinciale fiorentina a monte del Paese colla parte della via a valle che prosegue verso Faenza.
...............................................

Come prevedevo e come feci osservare all' Illmo Sig. Sindaco e ad alcuni Signori Componenti la Giunta Municipale, la brevità del tempo accordatomi e la cattiva e rigida stagione dei giorni nei quali avrei dovuto lavorare fuori, non mi hanno permesso di disimpegnare secondo il mio desiderio l'incarico, che con officiale in data 8 febbraio corrente mi veniva affidato, di compilare cioè i progetti massima di due bracci di strada che congiungere dovrebbero la via Provinciale a monte del paese al di sopra dello Spedale, con la parte a valle nei pressi della Stazione Ferroviaria, percorrenti uno la zona esterna al caseggiato lungo la sponda sinistra del fiume Lamone, l'altro la zona esterna sulla destra per il Chiuso e Archiroli Campo della Torre ecc.
Soltanto da una breve ispezione dei luoghi ho potuto rilevare il tracciato più conveniente a mio avviso che espongo nell'unita planimetria, e che credo poco dovrebbe scostarsi dalla linea definitiva, qualora uno dei due progetti dovesse effettuarsi.
Per l'andamento altimetrico del terreno lungo il tracciato, ho dovuto procurarmi alla meglio , più ad occhio che con l'aiuto degli istrumenti opportuni, la quota di livello dei vari punti obbligati per formare il profilo longitudinale approssimativo del terreno e crearmi un'idea dei lavori che potranno occorrere.
Presento non ostante quanto ho fatto convinto che sarà per ora sufficiente allo scopo al quale mi si disse dovesse servire.













Tracciato sulla sinistra del Lamone






Il tracciato pel tratto di strada che dovrebbe percorrere il terreno lungo la sinistra del Lamone si staccherebbe dalla via provinciale Fiorentina normalmente ad essa, nel punto dal quale si parte la stradetta che scende al fiume in prossimità del viadotto di Villanceto, attraverserebbe il Lamone nel punto in cui ha la sezione più ristretta con un ponte di una quarantina di metri di lunghezza alto appena sei metri, e dopo il ponte mediate una breve curva seguiterebbe quasi pianeggiante lungo la sponda sinistra del fiume, fino a confondersi con la strada esistente che porta ai mulini dei Signori Mughini, e che allargata a valle e convenientemente rialzata servirebbe al tracciato fino presso il secondo fabbricato che si incontra venendo dai mulini in Casavigoli.
Parte di questo fabbricato, come pure l'altro attiguo dovrebbe essere demolito per il proseguimento della strada, a monte della caserma dei Reali Carabinieri, che verrebbe a congiungersi con la Traversa per Palazzuolo ad un centinaio di distanza dall'imbocco del paese. Da quel punto della provinciale palazzuolese per un piccolo viadotto di m 20 di lunghezza per sette di altezza si attraverserebbe il Fosso di Collecchio e demolita una parte di fabbricato dei signori Costa, e di una parte della casa pure da pigionali dei Signori Piani, e attraversato il resede di detta casa si taglierebbe lo stradone del Poggio e rasentando al disotto la casa più in basso del Poggio il tracciato ritornerebbe nella provinciale Faentina nel punto dal quale dirama anche il Viale della Stazione.
Questo braccio di strada di millecento metri di lunghezza, dovrebbe avere almeno una larghezza di metri sei avrebbe pendenze leggerissime e non si richiederebbe di lavori importanti che la costruzione del ponte sul fiume Lamone, un muro a sostegno del rialzamento del piano stradale nel tratto ove l'attuale strada dei molini è più avallata fra Casa Vigoli e Casa Gianni, e la costruzione del ponte sul fosso di Collecchio.
Il vantaggio di questa strada, oltre a quello grandissimo di una ottima esposizione, sarebbe quello di dare al paese una zona splendida di terreno fabbricativo presso il Poggio e di togliere il transito dall'interno dei veicoli che vanno e vengono da Palazzuolo alla Stazione Ferroviaria.

 

Tracciato sulla destra del Lamone
 





Il tracciato sulla destra del fiume dovrebbe staccarsi dalla Via Provinciale all'angolo del Fosso del Bastione salire al piano di questa fino presso al resede sottostate alla villa del sig. cav. Attilio Bandini, e quasi al livello di quello attraversare mediante un cavalcavia di m 22 di larghezza per 8 di altezza, la via di accesso a detta villa, la via degli Archiroli e il Fosso di Rio di Salto, tagliare il vicolo della Badia di Borgo al di sopra della Casa Bernasconi per scendere nella proprietà Matulli e percorrendo il terreno pianeggiante della Torre abbassarsi di un tre metri almeno nella ripa dove si dovrebbe impostare il ponte sul Lamone. Attraversato obliquamente il Lamone con questo ponte lungo circa m 85 alto 11 e 9 metri, per un tratto di rilevato discendente gradatamente avente un centinaio di metri di percorso si tornerebbe a sboccare nella Provinciale Faentina prima del piazzaletto davanti alla Casa della Croce. I lavori importanti di questo braccio di strada largo almeno 6 metri lungo appena 710 metri consisterebbero nel rilevato del piano stradale dallo stacco della via Provinciale presso la Croce fino al punto di unione col ponte nel Lamone, rilevato che in prossimità del ponte raggiungerebbe i 4 metri di altezza; nel ponte obliquo attraverso il Lamone lungo come si è detto m 85 portante il piano stradale ad una altezza di m 9 sul lato sinistro della corrente, di m 11 sul lato destro e sul cavalcavia attraverso il Rio di Salto, la via degli Archiroli e la stradetta di accesso alla Villa Bandini, lungo m 22 portante il piano stradale ad una altezza di m 8 dal livello del fosso. Questo braccio di strada sarebbe certo da preferirsi all'altro per la sua brevità, per la maggiore prossimità al Paese, e la possibilità di vari comodi accessi dal centro dell'abitato; e inferiore per l'andamento specialmente altimetrico quantunque non riesca cattivo e di molto per l'esposizione. 


Qual era il tracciato migliore nel 1905? Studiate le Tavole del progetto qui allegate, fate mente locale, e se siete di Marradi troverete una risposta.   

Naturalmente  la realizzazione di ambedue i progetti necessitava di espropri  e il bravo ingegnere fece presente il fatto agli amministratori, con un certo tatto:

 ... il preventivo di spesa per le espropriazioni occorrenti alla realizzazione di questi bracci di strada non credo per delicatezza di doverli mettere in cifra ...

 



Fonte: Archivio storico dell'Ufficio Tecnico





 

martedì 18 novembre 2014

Il viale di Crespino

La via d'accesso al paese 
dopo la costruzione
della ferrovia
ricerca di Luisa Calderoni e Claudio Mercatali



 Crespino nei primi
anni del Novecento



La costruzione delle Ferrovia Faentina modificò profondamente Crespino sul Lamone, nel centro e anche sul lato verso Marradi, dove venne costruita la stazione. La manovra dei treni richiedeva degli spazi che vicino al paese non c'erano e dunque lo scalo ferroviario, merci e passeggeri, venne ricavato dai campi piani vicino al sito ancora oggi noto come La Ghiacciaia. Così quei terreni, che prima erano agricoli, ebbero altre destinazioni.



1895
Terminati i lavori della ferrovia il comune decise di costruire lì il nuovo cimitero. Come si legge in questa delibera in un primo tempo venne scelta un'area oltre il Lamone, ma la Commissione Sanitaria Provinciale impose di costruire il cimitero lungo la Provinciale, dov'è ora:

Comune di Marradi
Nuovo cimitero a servizio della Parrocchia
di S.Maria a Crespino

Richiesto dall'Onorevole Sindaco del Comune di Marradi del progetto e perizia sommaria di un nuovo Cimitero a servizio della Parrocchia di Crespino mi portai nel giorno 18 agosto 1895 in di lui compagnia nella località e ivi a seguito delle ricerche e indagini fatto non fu possibile rintracciare fra quelle rocciose montagne altro terreno adattato al di fuori di quello di proprietà del sig. Carlo Mazza fu Antonio situato sulla parte destra del fiume Lamone fra la via Ferrata e il torrente.

Il terreno individuato ha tutte le caratteristiche volute dal vigente regolamento di polizia mortuaria. La sua ubicazione presenta però delle difficoltà per l'accesso essendo indispensabile una spesa relativamente considerevole per la costruzione di una nuova strada ed un ponticello sul Lamone. L'Onorevole Commissione Sanitaria Provinciale nella sua visita che dovrà fare sulla località vedrà se quel terreno fu ben scelto, o se possa a suo giudizio trovarsene altro da risparmiare con molto vantaggio dell'Amministrazione Comunale la spesa dei due sopracitati lavori.






1906
A metà strada circa fra il cimitero e Crespino dalla montagna sgorga una sorgente d'acqua ottima e quindi, siccome la strada stava ormai diventando un viale annesso al paese, il Comune costruì il fontanile detto Delle Fabre, ancora oggi molto frequentato.


La Fonte delle Fabre


1907
Il Comune prese in consegna il piazzale della stazione e la rampa d'accesso, con questo atto privato:

Ferrovie dello Stato
Linea Firenze - Faenza
Atto Privato Reg. 24 luglio 1907

Verbale di consegna al Comune di Marradi del piazzale esterno della stazione di Crespino e della rampa di accesso alla stazione medesima.

Premesso che il terreno sul quale si trova il piazzale esterno e la relativa rampa di accesso alla stazione di Crespino è di proprietà del Regio Demanio Nazionale - Ramo Strade Ferrate - e che quel piazzale venne finora mantenuto dall'Amministrazione ferroviaria a propria cura e spesa. Dovendosi ora procedere alla consegna di detto piazzale all'amministrazione del Comune di Marradi e dovendosi al tempo stesso regolarizzare la concessione fatta senza atto regolare al predetto Comune dalla cessata Direzione Tecnica Governativa della linea Firenze - Faenza di occupare la zona di proprietà ferroviaria occorsa per la costruzione di detta rampa di accesso:
Fra l'Amministrazione delle Ferrovie dello Stato e per essa il sig. Cav. Ing. Ufficiale Luigi Sugliano Capo del Dipartimento di Firenze e il Comune di Marradi rappresentato dal sig. Bandini dottor Attilio Sindaco del medesimo Comune si è convenuto e si conviene quanto segue:


Art 1 L'amministrazione delle Ferrovie dello Stato proprietaria della linea consegna in uso, e non altrimenti, al Comune di Marradi ...







1908
Il Comune chiese alla Provincia il permesso di piantare due file di tigli, lungo la via principale e così quel tratto di strada diventò un viale ombreggiato, completato fino alla stazione con altre piante, come si legge in questa delibera di Giunta

La Giunta
considerato che la Provincia ha concessa la piantagione di quaranta piante di tiglio lungo la strada provinciale faentina nei pressi della frazione di Crespino; considerato che dalla strada Provinciale si stacca un brevissimo tronco di strada Comunale che conduce alla stazione di Crespino. Tenuto presente che sarebbe oltre che incomodo antiestetico  il far si che nei mesi estivi fosse necessario attraversare un tratto di strada Comunale nudo e soleggiato per giungere ad una strada Provinciale alberata.
 delibera

di stanziare la somma di lire otto sul bilancio 1908 per l'acquisto di sei piante di tiglio e per la piantagione delle medesime ai due lati della strada Comunale.


 
  
E così il tratto di strada campestre che nell' Ottocento portava in paese divenne un viale.












Fonte: Documenti dell'Archivio storico
del Comune di Marradi