Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi
Visualizzazione post con etichetta Emeroteca Il Popolo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Emeroteca Il Popolo. Mostra tutti i post

giovedì 2 novembre 2017

1904 Lo sciopero del maccarini


Una vertenza sindacale
del primo Novecento
ricerca di Claudio Mercatali

 

 Un martelletto per tritare la ghiaia
(dalla collezione di Giuseppe Farolfi)
 

I brecciatori o maccarini erano dei poveri operai che si guadagnavano da vivere sbriciolando le pietre con un martelletto come quello che si vede qui accanto, per fare della ghiaia da spargere sulle strade.  Oggi un mestiere del genere non è neanche pensabile, ma  nei primi anni del Novecento e anche dopo la Provincia di Ravenna appaltava il lavoro di sbriciolamento delle pietre per la la manutenzione delle strade.

 
 
Il lavoro del brecciatore era miserabile anche allora, e comportava ore e ore di impegno, a sedere sul  bordo delle strade per tritare qualche metro cubo di ghiaia al giorno.

 

Nel gennaio del 1904 la misura era colma e i maccarini entrarono in sciopero, ma gli appaltatori reagirono reclutandone altri, i cosiddetti crumìri, in sostituzione degli scioperanti.  Leggiamo la vicenda sui settimanali faentini Il Socialista (qui sopra) e il Popolo (del Partito Repubblicano) …
 
  
 
 
 
 







Clicca sulle immagini
per avere una comoda
lettura
 
 
  
 
 
 
 
 









I Socialisti e i repubblicani romagnoli non perdevano occasione per criticarsi e anche questa volta ci fu polemica.




 
 
 

lunedì 6 febbraio 2017

1907 Il Popolo

Trilussa
nel settimanale faentino
ricerca di Claudio Mercatali




Trilussa, anagramma di Carlo Alberto Sallustri letto a rovescio, Sa - lus - tri (Roma, 1871 - 1950) fu poeta e giornalista, noto per i suoi scritti in dialetto romanesco. La sua biografia completa si può trovare facilmente su internet e non conviene ripeterla qui. Basterà ricordare che durante il Ventennio si dichiarò "non fascista" e non volle mai la tessera. Nel dopoguerra venne nominato senatore a vita quando ormai era alla fine. Lusingato, fedele al suo spirito commentò: "m'hanno nominato senatore a morto" e dopo poche settimane in effetti spirò.

Ora Trilussa ci interessa perché spesso pubblicava nei giornali popolari i suoi acuti epigrammi e sonetti, per capire che gradimento avessero. Era una tattica intelligente, perché "si scrive per gli altri" ossia un concetto è valido se i lettori lo apprezzano o lo disprezzano ma comunque lo capiscono.

Il settimanale faentino Il Popolo nei primi anni del secolo pubblicò diversi componimenti di Trilussa, perché meritevoli, ma soprattutto perché politicamente pungenti nei confronti degli avversari (soprattutto i Socialisti). Il Popolo era infatti il settimanale del Partito Repubblicano, sezione di Faenza.

Questo settimanale era in vendita anche a Marradi, dove però era meno letto del Piccolo, il periodico cattolico ancora oggi in edicola.
Questo perché Marradi era ed è un paese fortemente cattolico e i sentimenti repubblicani e socialisti avevano meno seguito.

Il fatto che Il Popolo fosse letto anche a Marradi si dimostra con uno scritto di Giovanni Campana, il padre del poeta, che comparve nel febbraio 1907. Giovanni, maestro elementare, in quell' anno volle muovere una critica all' amministrazione liberale e cattolica marradese, a proposito di alcune questioni scolastiche spiegate qui accanto e quindi  si rivolse a Il Popolo perché difficilmente Il Piccolo avrebbe pubblicato le sue doglianze.

Scriveva bene il maestro Giovanni, non era poeta ma era chiaro nel dire, al contrario del figlio ...







Detto questo passiamo a Trilussa, che ci interessa di più. I nostri bisnonni ebbero modo di leggere, quasi in anteprima, gli scritti di questo poeta dialettale, che sono questi ... 







Clicca sulle immagini
se vuoi una comoda lettura










Trilussa






































Fonte: Emeroteca della biblioteca
comunale di Faenza,  
per gentile concessione.







lunedì 19 settembre 2016

1908 Galileo Chini espone a Faenza

L'artista mugellano all'inaugurazione
dell'Esposizione Torricelliana




Galileo Chini

Nel 1908 Galileo Chini era già un'autorità nel campo della ceramica e venne invitato alla grande Esposizione Torricelliana di Faenza, che commemorava il terzo centenario della nascita di Evangelista Torricelli.






Nel giorno dell'inaugurazione l'avvocato Vicini, assessore alla cultura del comune di Faenza, mentre accompagnava le autorità nel padiglione della ceramica, volle dire la sua e...

















Auguste Rodin, testa
Pinacoteca Comunale
di Faenza