Lanfranco Raparo, Marradi

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sabato 6 maggio 2023

La canizza

L'attesa per una battuta 
di caccia a Gamogna

da un racconto di Francesco Cattani


Oggi la caccia è una passione ma un tempo era anche una necessità e serviva per portare a casa un po' di ciccia da mangiare. Questo che segue è il racconto dell'attesa di una battuta fatta a Gamogna circa alla fine dell'Ottocento. A quel tempo nell'alta valle dell'Acereta vivevano 400 - 500 persone, quasi tutte al limite della povertà ...



Questa storia fu scritta dal veterinario Francesco Cattani, parente del parroco di Gamogna don Ubaldo, cacciatore accanito anche lui ...



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Fonte
Periodico Valle Acereta, notiziario della parrocchia di San Pietro Apostolo in Lutirano









martedì 18 aprile 2023

Dodici ville per una vallata

Le dimore padronali
della valle Acereta

ricerca di Claudio Mercatali




La valle Acereta è un vasto comprensorio per più della metà nel Comune di Marradi e per il resto nel Comune di Modigliana. Il bacino comincia dal Passo dell'Eremo e la strada Marradi – San Benedetto lo percorre, dalle Case Nuove a Coloreto. Da qui la valle scende per 9 km fino a Lutirano e poi per altri 12 km fino a Modigliana, dove l'Acereta, il Tramazzo l'Ibola si uniscono e formano il torrente Marzeno. Lungo tutto questo percorso c'è il paesino di Lutirano e per il resto solo poderi e fattorie.

Ecco, questa forse è una delle caratteristiche salienti della valle: una enorme estensione agreste di terreni fertili in un fondovalle pianeggiante, abitata fin dai tempi dei Galli e dei Romani con tanti insediamenti sparsi, poi sede di eremi e monasteri, a Trebbana a Badia della Valle e a Gamogna. Nove parrocchie, altrettanti molini e almeno dodici ville, sede di grandi fattorie. Questa che segue è appunto una rassegna di ville padronali della valle, che potrebbe essere anche ampliata, con la parte nel Comune di Modigliana, che ha lo stesso assetto territoriale. Partiamo dall' alta valle e scendiamo fino alla chiesa di Santa Reparata, dove finisce Marradi:



Ponte della valle è una villa padronale che compare nel Catasto Leopoldino del 1822 rappresentata assieme agli altri edifici del sito, cioè due molini e due case poderali. Il ponte che porta alla casa è l'inizio della strada per Trebbana, un comprensorio alto e remoto con una chiesa dell' anno Mille.



Rio faggeto è una casa padronale dell' Ottocento. Però il sito è antico, a 500 - 650 metri di quota, se consideriamo anche la valletta retrostante. 




Dunque il faggio non c'entra, perché questa pianta vive da 800 metri in su. Il nome è di probabile orgine longobarda, da Cafaggio, posto recintato, bandita, così come per la Villa di Cafaggiolo, nel Mugello.




Vossemole è una fattoria abitata dalla famiglia Catani fin dai primi dell' Ottocento. A quei tempi la acquistarono dalla famiglia Fiorini, di Modigliana. Lo sappiamo perché nell'Archivio storico di Marradi c'è un carteggio dell' epoca che parla di una disputa fra i Fiorini e i Mercatali di Vallamento grande per lo sfruttamento dell'acqua per il Molino di Valpiana, che è lì di fronte.


La Villa della Collina è esattamente al valico per Tredozio.

 

E' una proprietà della famiglia Vespignani fin dal Cinquecento e oggi è un elegante agriturismo.






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Veriolo, Veriò in romagnolo, deriva il suo nome dal verro, il maiale maschio. Siccome "olo" è un diminutivo, sarebbe come dire "la fattoria del maialino". Oggi è un Centro di Meditazione buddista Dhamma Atala. Prima per più di un secolo fu della famiglia Nati e nella prima metà dell' Ottocento era di una delle tante famiglie Bandini della valle Acereta. Lo sappiamo da alcuni contratti di compravendita.


Sessana è nella valle laterale del Fosso di Stagnana, tributario dell'Acereta ad Abeto.







Sessana e il Passo del Torretto visti dalla Maestà di Piaiano (al confine con Tredozio).






Le Colombaie è una grande villa padronale nella parte alta del Fosso di Bulbana, tributario dell' Acereta a Cignano.


Pian di sotto è nella parrochia di Bulbana. Fu sede di una delle più antiche filande del Comune di Marradi, premiata già al tempo del Granducato per la qualità dei filati. L'edificio della manifattura è ancora esistente a fianco della casa padronale, che invece è stata riedificata per intero negli anni Cinquanta. Infatti i Tedeschi, per vendicarsi dell'uccisione di uno dei loro avvenuta lì vicino, misero due bombe d'aereo nella cantina e .... Il veterinario Francesco Cattani, allora ragazzino abitava a Vossemole, che dista diversi chilometri in linea d'aria e trasalì per la forza dello scoppio.


La Villa di Cignano è ben visibile nel Catasto Leopoldino del 1822 e per quasi tutto l'Ottocento fu dimora della famiglia Montaguti. 





Poi venne acquistata dalla Diocesi di Faenza, che aprì un seminario e nella seconda metà del Novecento con la crisi delle vocazioni fu utilizzata per i ritiri spirituali dei ragazzi di Marradi e Tredozio.
All'epoca dei soggiorni estivi venne stampata anche una cartolina da inviare alle famiglie.



Rio Bulbana è una villa padronale a fianco di Cignano, edificata a fine Ottocento per rivalità interne alla famiglia Montaguti.





Rio Bulbana ha diverse sale dipinte in modo elegante.














La Villa di Abeto, oggi dimora estiva, era una residenza di Ferranti, un imprenditore che aprì a Marradi assieme al suo socio Tommasini la fondaria Fertom, che appunto aveva il nome abbreviato di questi due imprenditori.


Casa Gattoni
è una villa di Abeto oltre il torrente Acereta. C'è un bel progetto di fine Ottocento per fare un ponte ed evitare il guado. 




Il nome deriva dal longobardo "gatt" che indica un posto in alto, di sorveglianza. E' una etimologia abbastanza certa perché nel Comune ci sono altri sei siti con questa radice, tutti in posizione dominante.




Per approfondire sul blog


Nell'Archivio tematico alla voce "Comunità di Lutirano".



mercoledì 18 gennaio 2023

La bottega di Lutirano

Drogheria e Tabaccheria
dai primi del Novecento
ed editrice di tante cartoline

ricerca di Claudio Mercatali


Nei piccoli paesi la bottega, l'Ufficio postale, il Circolo e la Chiesa erano dei punti vitali ed è così anche oggi. Lutirano non fa eccezione e la Drogheria mescita e Tabacchi aperta più di cento anni fa al civico n°10 (ora n° 23) è attiva anche oggi. I fondatori furono i coniugi Rossi: Giuseppe era il titolare della licenza e sua moglie Giuseppina Quercioli era la proprietaria del palazzo. Lo dice lei stessa in un atto rogato da un notaio di Modigliana in cui chiarisce bene questa suddivisione. E' qui sotto.





La bottega vendeva un po' di tutto, era lo spaccio del paese e anche un punto di incontro, così come oggi. Giuseppe Rossi era anche un abile commerciante all' ingrosso, di vino, olio, liquori, legna e carbone e la previdente Giuseppina nel 1934 stipulò una assicurazione contro gli incendi, che potevano scoppiare nella bottega e rovinare anche la sua casa.




Così dal dettaglio della polizza, che è qui accanto,  apprendiamo che il signor Rossi aveva un carrettino trainato da un cavallo, per trasportare le sue merci, che forse è quello che compare parcheggiato davanti alla bottega in un bel quadro di Bianca Minucci Fabroni, pittrice marradese, e aveva anche alcuni annessi da usare come magazzini.
 
Dopo di lui la bottega passò al figlio Bruno che la gestì assieme alla moglie Annina come aveva fatto suo padre e ampliò l'offerta di prodotti tipici locali quando cominciò l'esodo dalle campagne e cominciò il flusso dei turisti domenicali e dei villeggianti. Nel 1976 la bottega fu rilevata da Marina Lamponi e da suo marito Giovanni Felice, che tuttora la gestiscono con cura e dopo quasi mezzo secolo vorrebbero venderla. L'edificio è ancora di proprietà Rossi, abitato dalla maestra Paola e dalla sua famiglia.

Ora in particolare interessa il fatto che il signor Bruno Rossi era anche un appassionato editore di cartoline di Lutirano e dintorni, che evidentemente avevano un certo successo, perché ne pubblicò diverse serie, che oggi sono interessanti documenti della evoluzione del paese. Sono queste:


La villa di Cignano alla metà dell'Ottocento era la residenza della famiglia Montaguti, proprietaria di tante terre in questa valle. 


Poi fu acquistata dalla Diocesi e divenne un seminario.


Dopo la chiusura del seminario, fino agli anni Sessanta, fu sede di ritiri spirituali per i giovani di Marradi e di Tredozio e luogo di soggiorno estivo. 


La valle Acereta, da Ponte della valle a Modigliana, per quasi venti chilometri è larga, pianeggiante e fertile.


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Questo edificio all'ingresso del paese dalla parte di Badia della valle, ora casa privata, prima era l'ambulatorio del medico condotto, prima ancora scuola elementare e nel 1920 casa antisismica (!) assegnata ai terremotati del 1919.


Il campanile è stato costruito negli anni Settanta. Prima le campane erano in una vela sul tetto.

















Negli anni Sessanta le nevicate copiose erano una costante in questa parte dell'appennino.


La villa di Ponte della valle è la prima residenza storica, delle dodici che sono nella valle Acereta compresa nel Comune di Marradi.




Acereta o Acerreta? Si trova scritto in tutti e due i modi ma il veterinario Francesco Cattani, proprietario della villa di Vossemole diceva che la dizione esatta è quella con una "t".




Il motivo della sua convinzione era che nella valle ci sono tanti aceri e pochi cerri.




... Lutirano m. 400 slm. L'ubertosa Valle Acerreta ideale soggiorno estivo ...







Per ampliare su internet
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giovedì 1 dicembre 2022

La valle Acereta e l’epidemia di Cholera morbus (1855)

Per lasciare qualche memoria 
di codesto non più veduto male

Ricerca della prof.ssa D. Lippi 
e del prof. F. Baldanzi 



Alla fine del '700 la famiglia Cattani comprò la fattoria di Vossemole, nell' alta valle del torrente Acereta, dalla famiglia Fiorini di Modigiliana e fissò lì la sua residenza, che dura tuttora.

 



Questa notizia viene dal veterinario Francesco Cattani, scomparso di recente, profondo conoscitore della valle e appassionato costruttore di meridiane, descritte in diversi articoli qui sul blog.

Alla metà dell' Ottocento i fratelli Marco e Lorenzo Cattani si spartirono la proprietà: a Marco toccò Vossemole e a Lorenzo Rio Faggeto, una fattoria vicina (vedi la foto all'occhiello). Questa notizia viene dalla prof.ssa Donatella Lippi, discendente di Lorenzo, che nelle carte di famiglia ha trovato il manoscritto che state per leggere. Lorenzo descrive l'epidemia di colera del 1855, che colpì mezza Italia e provocò diverse centinia di morti anche qui da noi. La zona di cui si parla qui è l'alta valle Acereta, proprio nella zona di Lutirano e quindi questa è una testimonianza diretta della diffusione e degli effetti del morbo.



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Per approfondire
30.7.2022   Donatella Lippi  In ricordo del dr. F.Cattani
02.04 2019  Pier Luigi Farolfi Facinorosi pontifici
23.09.2018   Le poesie del veterinario F.Cattani
09.10.2011 Francesco Cattani  Al sol misuro i passi

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