Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

sabato 1 agosto 2026

A Fido esempio di fedeltà

La commovente 
storia di un cane

Ricerca di Claudio Mercatali



Una sera di inverno del 1941 Carlo Soriani di Luco del Mugello, operaio alle Fornaci Brunori di Borgo San Lorenzo, trovò in un fosso un cucciolo di cane ferito. Lo portò a casa e lo chiamò Fido. Il cane si affezionò talmente al suo padrone che ogni mattina lo accompagnava da casa alla piazza di Luco, dove Soriani prendeva la corriera per Borgo San Lorenzo. Fido tornava a casa, ma alla sera era di nuovo alla fermata della corriera, attendendo l'arrivo del padrone.

Il 30 dicembre 1943 Borgo San Lorenzo fu bombardata, le Fornaci Brunori furono colpite e Carlo Soriani morì. Quella sera Fido non vide scendere il suo padrone dalla corriera. Per quattordici anni, fino alla sua morte, si recò ogni giorno alla fermata, nella speranza di veder scendere Soriani.



Colpito dalla straordinaria fedeltà di Fido, il sindaco di Borgo San Lorenzo dispose che potesse girare senza museruola e gli conferì, il 9 novembre 1957 una medaglia d'oro, alla presenza di molti concittadini e della commossa vedova di Soriani. Nel medesimo anno il Comune di Borgo San Lorenzo decise di omaggiare Fido con un monumento, collocato nella centrale Piazza Dante, ove si trova tutt'oggi. Fido morì il 9 giugno 1958. La notizia fu diffusa al pubblico dal quotidiano La Nazione con un titolo a quattro colonne. 


Il 22 giugno La Domenica del Corriere lo ricordò in una copertina firmata da Walter Molino. Fido fu sepolto all' esterno del cimitero comunale di Luco, dove era stato sepolto Carlo Soriani.

domenica 12 luglio 2026

Una medaglia per le filandaie

Il premio per le filandaie 
della Romagna Toscana

Ricerca di Claudio Mercatali




La Trattura della seta ossia la lavorazione del bozzolo per ottenere il filo tessile è una tecnica di antica industria cinese, segreto ben custodito per secoli. Fra’ Giovanni da Pian del Carpine (l’odierna Magione, Perugia) monaco itinerante del Duecento, protagonista di un interminabile viaggio a Oriente scoprì il segreto: il Bombix Mori, il baco da seta, è monofago cioè mangia solo le foglie di gelso e se non le trova muore di fame. Perciò il frate mise nel cavo del suo bastone dei semi di gelso e li portò in Europa. Così i Cinesi persero il monopolio della seta e gli Europei aprirono tante filande. Nell’Archivio storico di Marradi ci sono molti documenti che parlano del mercato dei bozzoli del baco da seta, a partire dal Seicento. Nei paesi vicini accadde lo stesso: nell’  '800 a Palazzuolo era in attività la Filanda Zavagli e a Modigliana una lunga serie di opifici.





Nel 1862 trattura della seta qui nella Romagna Toscana era diventata una vera e propria arte e riconoscimenti per le filandaie furono tanti. Questa che segue è la cerimonia di premiazione fatta all’ Accademia degli Incamminati di Modigliana. La sede era alle Logge del Municipio del 1861 (quello odierno fu edificato nel Ventennio).




Fu una bella cerimonia, con la banda e le autorità. Chissà come erano orgogliose le filandaie. I premi erano per categorie: fra le Direttrici e le Addette furono premiate Bandini Anna, Bandini Filomena, Bassani Pierina, Cappelli Anna, Fabbri Settimia, Ferri Anna, Graziani Marianna, Mercatali Metilde, Solaini Anna, Tarabusi Maria. 





In un altro elenco compaiono anche Ciani Teresa, Poggiolini Rosa, Scheda Teresa, Vanni Maria, Vinci Maria. Tutto questo to è importante, perché dimostra che già allora le Marradesi erano inserite bene nel mondo del lavoro e non solo in agricoltura.


La regola principale della Memoria Storica dice che il ricordo tramandato si perde dopo la terza generazione, cioè di solito arriva al racconto dei nonni, e quindi si va indietro solo di circa 70 - 80 anni.


Qui siamo a più di 150 anni di distanza e sarà difficile che qualcuno abbia in famiglia una memoria tramandata di questi premi, anche se ha lo stesso cognome delle premiate. In caso contrario ne riparleremo.


Per approfondire

Su questo blog ci sono altre ricerche di Luisa Calderoni:
Le Filande (archivio alla data 4.05.2011)
L'Expo della seta del 1850 (01.06.2011)
L'allevamento domestico del baco da seta (20.11.2011).


mercoledì 1 luglio 2026

Due rubriche del Messaggero del Mugello

Le barzellette e 
i proverbi del 1894

ricerca di Claudio Mercatali



Il Messaggero del Mugello era un settimanale pubblicato dalla Tipografia Mazzocchi di Borgo San Lorenzo. Arrivava anche a Marradi ed era uno dei fogli più letti. Le edicole non c’erano e veniva depositato presso una drogheria o un tabaccaio e poi distribuito, specialmente ai benestanti.

Possiamo immaginare il garzone di bottega che portava il periodico a casa di chi lo aveva prenotato e così guadagnava qualche mancia. Questo foglio era una creatura di Alessandro Mazzocchi e il primo numero uscì nel 1883. Poi gli eredi continuarono la tradizione fino al 1932, anno in cui fu chiuso d’autorità dal Fascio e cessò per sempre. In prima pagina c’erano sempre degli editoriali di buon livello su fatti nazionali, all’interno una fitta serie di notizie locali inviate dai corrispondenti da ogni comune del territorio. C’erano anche varie rubriche di agraria, cucina, sport e anche raccolte di poesie, proverbi e barzellette. Ecco, ora interessano questi due temi. Leggiamo:

LE BARZELLETTE





Il nome allusivo della Rubrica è Sotto zero
e sta a significare che queste sono delle freddure.











Clicca sulle immagine
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a tutta pagina



















I PROVERBI TOSCANI


E' difficile stabilire la regione di nascita di un proverbio, perché se ne trovano quasi sempre delle varianti in posti diversi e ognuno assicura che la sua è la forma originaria. Questi che seguono vengono da una raccolta di Giuseppe Giusti.



Sant' Antonio abate è il 17 gennaio,
San Lorenzo è il 10 agosto.