Nel 1922 qui in paese il tran tran quotidiano, le liti dei politici, le beghe di paese sembra che abbiano avuto più importanza dell’evento dell’ anno, che è la Marcia su Roma. Sembra quasi che una ebbrezza collettiva abbia colto i Marradesi impedendo loro di distinguere il tanto dal poco. L’Amministrazione comunale non funzionava, c’erano tafferugli in paese fra Fascisti e Comunisti, a Biforco la Sezione comunista Spartaco spadroneggiava e tuttavia dalla stampa locale si ricavano delle notizie minori, piccole liti, impuntature e quant’altro.
Il blog della Biblioteca di Marradi
Lanfranco Raparo, Marradi
venerdì 12 giugno 2026
Successe nel 1922 a Marradi
Nel 1922 qui in paese il tran tran quotidiano, le liti dei politici, le beghe di paese sembra che abbiano avuto più importanza dell’evento dell’ anno, che è la Marcia su Roma. Sembra quasi che una ebbrezza collettiva abbia colto i Marradesi impedendo loro di distinguere il tanto dal poco. L’Amministrazione comunale non funzionava, c’erano tafferugli in paese fra Fascisti e Comunisti, a Biforco la Sezione comunista Spartaco spadroneggiava e tuttavia dalla stampa locale si ricavano delle notizie minori, piccole liti, impuntature e quant’altro.
lunedì 1 giugno 2026
I bozzetti e le incisioni di Francesco Galeotti
Francesco Galeotti, pittore naif di Sant’ Adriano, è
un marradese illustre. Qui in paese molti hanno in casa un quadro suo, con le
immancabili faraone in circolo e la torre di Casa Cappello sullo sfondo. E’
noto a livello nazionale, c’è tanto di lui su internet e non importa ripetersi
qui.
Fra i collezionisti che lo apprezzarono c’era Dino
Menozzi, di Reggio Emilia, che comprò una serie intera di bozzetti e incisioni
per stampe in tiratura limitata. Nel 2021 furono donate alla Biblioteca
pubblica Panizzi di Reggio Emilia e ora sono nel sito www.collezionidigitali.comune.re.it
. Questa Biblioteca per gentile concessione ha dato il permesso di pubblicarle
sul nostro Blog, e noi abbiamo affiancato illustrazioni di contesto per
inquadrarle nell’ambiente di Sant’Adriano, che fu di ispirazione per l’artista.
Fonte
Per gentile concessione della dr.ssa Chiara Panizzi, Responsabile del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe "A.Davoli" Sezione di Conservazione e Storia Locale della Biblioteca Panizzi di Reggio Emilia
Le illustrazioni sono state aggiunte da Claudio Mercatali
martedì 12 maggio 2026
La visuale dalla Colla di sant'Ilario
Ricerca di Claudio Mercatali
Sant’Ilario è un personaggio da leggenda, della
prima cristianità. A Galeata (Forlì) ne rivendicano la nascita che
sarebbe avvenuta nel 476. Secondo i galeatesi S. Ilaro o Ellero fu asceta ed
eremita e vicino al paese fondò l’abbazia di Sant’ Ellero, dove secondo
loro c’è la sua tomba. Predicatore e camminatore instancabile, percorse buona
parte della Romagna Toscana.
Di sicuro passò anche qui da noi da quella che
appunto si chiama Colla di Sant’ Ilario e mena da Marradi a Palazzuolo. Al
Passo, nella villa Andreani, c’è ancora una stanzina con un suo quadro antico.
Secondo il ricordo di una signora di Palazzuolo la villa era l’ arrivo delle
processioni fatte per “chiedergli l’acqua” ossia per invocare la pioggia e suo
babbo quando era bambina la mandava a pulirla prima che arrivasse il prete.
Altri mondi.
Di solito la temperatura cala con la quota ma a volte succede il contrario. Se di notte è molto freddo l’aria umida a contatto dei suoli del fondovalle forma la nebbia. All'alba la vetta dei monti si scalda prima dei fondovalle e si verifica “l’inversione termica” ossia in quota la temperatura cresce.
Nel settembre 1916 passò di qui anche Dino
Campana, di ritorno a Marradi da Casetta di Tiara, che scrisse a Sibilla Aleramo:



















































