e quelli dei sismi più antichi
Ricerca di Claudio Mercatali
La scossa del 18 settembre 2023 è stata quella che nella nostra zona a memoria d’uomo ha destato più apprensione. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha individuato subito l’epicentro 3 Km SW di Marradi (circa a Fantino) a 8,4 Km di profondità. La stessa località fu epicentro del sisma del 4 marzo 2013, che alle 8 e 24 mise in apprensione i marradesi e i lutiranesi.
C’è qualche punto di debolezza nelle rocce sotto Fantino?
La risposta ce la darà il Tempo, negli anni a venire perché l'epicentro è in superficie sopra l’ipocentro profondo, dove c'è la rottura che provoca la vibrazione, percepita come scossa e rombo. Quindi per definizione è il punto di maggior intensità. Da qui in poi il terremoto perde vigore e produce dei danni minori via via che ci si allontana.
Ecco quello che ci interessa ora. A Marradi nel primo sopralluogo sono state individuate alcune decine di case lesionate in modo non irrimediabile, le chiese sono state chiuse per danni da verificare e la Casa di Riposo è stata sgomberata. Palazzuolo è qualche chilometro più lontano di Marradi dall’epicentro e i danni sono stati simili. Invece a Lutirano distante come Palazzuolo sembra che i danni siano stati maggiori.
C’è qualche motivo geologico per questo?
La risposta è no, la valle Acerreta non mostra strutture che possano far presagire una maggiore vulnerabilità ai sismi. In particolare la valle a Lutirano ha una struttura rocciosa salda, per composizione e disposizione degli strati. La copertura argillosa sul crinale della Collina è più debole, perché la terra ha uno spessore maggiore lungo tutto il percorso della cosiddetta Strada Panoramica, dal Passo fino alla chiesa di Cesata. Però qui il terremoto non ha mosso le terre come invece hanno fatto le piogge del maggio scorso e anche quelle degli anni precedenti. Dunque Lutirano è un sito come Marradi riguardo ai sismi, è una zona di media pericolosità.
E allora i danni ingenti negli edifici dell’ alta valle come si spiegano?
La risposta è che questi dissesti hanno creato sorpresa e sconcerto nella gente di qui, ma sono del tutto simili a quelli dei dintorni di Marradi. Però è possibile che lo zoccolo roccioso del fondovalle, coperto da poca terra, permetta di sentire meglio la scossa. Fu così anche nel marzo 2013, al tempo del terremoto di cui si è detto prima, che nonostante avesse lo stesso epicentro di quello di quest’anno, fu percepito più a Lutirano che a Marradi, ma non provocò danni in nessuna delle due località.
E Tredozio? Il paese è stato colpito in modo duro, non c’è dubbio, anche se è solo a due o tre chilometri da Lutirano (le onde sismiche vanno diritte e non fanno i cinque chilometri di curve del Passo della Collina). Il motivo può essere che quel paese è nel fondovalle del Tramazzo su una coltre di terre e pietrami, mentre Lutirano e Marradi sono sulla viva roccia, a vista in tutto l’ abitato. Però questo aspetto non si può approfondire qui, lasciamolo ai tecnici se vorranno farlo e andiamo avanti.
Nei secoli scorsi come andarono le cose nell’ Acerreta e nel Tramazzo?
Il primo terremoto di cui si hanno sufficienti notizie è del 22 marzo 1661 e Ferdinando II de Medici (Tredozio e Modigliana erano nel Granducato di Toscana) mandò qui da noi l’architetto Giovan Battista Pieratti per un sopralluogo, che descrisse Tredozio così:
Pieratti non parla di Lutirano ma in compenso lo fa il parroco don Vespignani di San Martino in Collina che ebbe la sua chiesina devastata e la fece riassestare a sue spese, come ci dice in questa lapide murata:
Sempre Pieratti ci dice che:
… E dopo arrivai à Modigliana, dove si è trovato la cattedrale in maniera, che non ci è rovine, e ci si puole uffizziare, e non ci è danno di considerazione. È ben vero che il mastio della fortezza è scoperto, et è rovinata quasi tutta la coperta, e lo hò visitato su luogo, et hò considerato la spesa, come anco altre particolarità di detta fortezza ...
Dunque Modigliana non fu toccata dal sisma ma la paura fu così forte che la gente fece voto di partecipare ogni anno a una processione di ringraziamento, come si legge in una lapide del Santuario del Cantone. Qui c’è un bel quadro di Silvestro Lega, che nell’ Ottocento (dopo più di due secoli!) rappresentò i timori della gente che visse al tempo dell’ evento.

Invece a Modigliana le cose andarono male nel maggio 1918, quando un terremoto demolì il màstio della rocca dei conti Guidi, che assunse l’aspetto odierno mentre nei dipinti di Romolo Liverani (1850 circa) appare ancora intero. Le cronache non parlano di Lutirano o di Tredozio ma i danni di quel sisma di certo ci saranno stati, anche se più lievi.
Così andarono le cose qui in paese e nei dintorni nei tempi passati, più o meno remoti.



















