Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi
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lunedì 18 maggio 2020

1867 La prima crisi comunale a Marradi

Arriva il commissario prefettizio
Ricerca di Claudio Mercatali



Nel 1867 l’amministrazione comunale di Marradi entrò in crisi. La Prefettura aveva bocciato il bilancio a causa del rendiconto di spesa carente nel capitolo destinato alla Guardia Civica. Nel maggio 1868 il sindaco Evaristo Piani e i suoi consiglieri, nel corso di una seduta del Consiglio Comunale, ebbero la sgradita sorpresa di veder arrivare il Commissario nominato dal Prefetto, che in modo garbato ma deciso li dichiarò decaduti tutti quanti e assunse le redini dell’amministrazione.
Il commissario prefettizio è previsto anche dall’ odierno ordinamento e arriva se l’amministrazione regolarmente eletta non è in grado di portare avanti i suoi compiti. Il suo incarico è breve, di solito tre mesi rinnovabili in attesa di nuove elezioni da fare prima possibile, perché la democrazia impone che gli amministratori siano eletti dai cittadini e non nominati d’autorità.

Il commissario Giovan Battista Bisio prese molto sul serio il suo compito, si occupò dell’ordinario, come di dovere, ma avanzò anche proposte straordinarie, pubblicate in una memoria che lesse al Consiglio comunale prima di partire. Leggiamo:




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giovedì 30 aprile 2020

Il primo maggio del 1893

Quattro sospetti sovversivi
a pranzo da Angelone, 
a Crespino
ricerca di Claudio Mercatali




Quattro amici di Marradi decisero di festeggiare il 1° maggio 1893 a Crespino, a pranzo alla trattoria di Angelone. 



La ferrovia era stata appena inaugurata e fu una buona occasione per un viaggetto in treno. Il clima di festa e qualche frase gridata ad alta voce attirarono l'attenzione del Delegato di Pubblica Sicurezza, che evidentemente non aveva in simpatia i Socialisti. Successe che ...

 
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Chi era il Delegato di Pubblica Sicurezza? Si tratta di una figura che non esiste più, in pratica era un funzionario della Questura che controllava abbastanza strettamente il comportamento dei cittadini. La gente lo considerava uno sbirro ed era in genere poco amato.




giovedì 14 novembre 2019

1860 Comincia l'attività dell'Ente Provincia di Firenze

Le prime delibere
dopo l’Unità d’Italia
Ricerca di Claudio Mercatali

  

L’11 e 12 marzo 1860 gli elettori delle province toscane votarono l’annessione al nuovo Regno d’Italia con una percentuale del 96% Quel giorno finì ufficialmente il Granducato di Toscana, dopo 450 anni di storia. La Provincia di Firenze, o per meglio dire il Consiglio Compartimentale cominciò subito a funzionare, anche se i suoi membri non erano eletti ma semplicemente nominati in via provvisoria dai vari Municipi. Nei primi tempi, con mirabile senso della democrazia, i verbali delle riunioni furono pubblicati e così oggi senza tante ricerche possiamo sapere che cosa dissero e decisero i Padri Coscritti di allora nelle prime riunioni.

Questi che seguono sono i verbali delle adunanze del 1860 e 1861 per quanto riguarda il comune di Marradi e in generale la Romagna Toscana. I temi trattati erano importanti:

1)    Il 17 settembre 1860 fu presentato il Progetto Lapini, che prevedeva un riordino di tutto il territorio sul versante adriatico in vista di un passaggio all’Emilia. I Comuni si espressero.
2)      L’11 settembre 1861 la Provincia concesse un finanziamento a Marradi e Palazzuolo per costruire una strada di collegamento (fino ad allora c’era solo una mulattiera).
3)      Il 19 novembre 1861 il Consiglio fece propria la richiesta dell’Ospedale di Marradi di avere un finanziamento stabile per poter ricoverare anche i malati di Palazzuolo.
4)      Il 23 novembre 1861 Il finanziamento concesso per la strada di Palazzuolo non bastò e la Provincia si fece carico dell’intero importo e passò Provinciale la nuova via.
5)      L'1 dicembre 1861 un gruppo di cittadini di Palazzuolo protestò perché avrebbe preferito che i soldi fossero spesi per la strada Palazzuolo – Casola.



Ecco l’estratto dei verbali:

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Quadro sinottico dei pareri espressi
dai Comuni della Romagna Toscana in merito al passaggio all'Emilia (in conseguenza del Progetto Lapini)


La Provincia delibera un contributo di 100.000 lire (era molto) per Marradi e Palazzuolo, affinché i due Comuni possano costruire una strada moderna di collegamento fra di loro.


L'Ospedale San Francesco di Marradi ottiene un finanziamento per ricoverare anche i malati di Palazzuolo.


La strada Marradi - Palazzuolo era troppo costosa, i due Comuni non riuscirono a provvedere in proprio.
La Provincia allora intervenne direttamente.







L'importo necessario ai lavori era impegnativo anche per la Provincia e ci furono non poche discussioni.














mercoledì 21 agosto 2019

Il primo anno dopo l'Unità


Disordini e pasticci
a Marradi nel 1861 e 1862
Ricerca di Claudio Mercatali


Vittorio Emanuele II il 17 marzo 1861 proclamò la nascita del Regno d'Italia con un discorso al Parlamento, a Torino. Da quel giorno comincia la storia dell' Italia Unita e nel 2011 abbiamo festeggiato il 150° Anniversario.


Che cosa successe qui da noi durante il primo anno dopo l' Unità? Con le disposizioni del nuovo re fu abolita la figura del Gonfaloniere e, in attesa delle elezioni amministrative, le funzioni di Sindaco vennero svolte da un Delegato di Governo, che era un funzionario prefettizio.

Il Prefetto in uniforme

Anche la figura del Prefetto era una novità arrivata con i Piemontesi:
"Il Prefetto rappresenta il potere esecutivo in tutta la provincia; provvede alla pubblicazione ed esecuzione delle leggi; veglia sull' andamento delle Pubbliche Amministrazioni, e nell' urgenza fa i provvedimenti che crede indispensabili; sopraintende alla pubblica sicurezza, ha il diritto di disporre della forza pubblica, di richiedere la forza armata e dipende dal Ministro dell' Interno".

I Gendarmi Granducali erano stati sostituiti dai Carabinieri e soprattutto dalla Guardia Nazionale, una forza armata per reprimere il brigantaggio e la resistenza degli ultimi nostalgici del Granduca. Dai rapporti stilati dal Commesso di vigilanza e inviati al Delegato del Governo si scopre che la situazione non era per niente tranquilla:


La richiesta minacciosa

Marradi    Rapporto speciale
del Commesso di vigilanza    
Lì 16 aprile 1861

Illustrissimo signor Delegato

Giuseppe figlio di Marco Catani, possidente, dimorante in luogo detto Vossemole, cura di Badia della Valle, ha dichiarato al Tribunale di Marradi che verso le ore nove della mattina del 16 scorso si presentarono alla sua casa quattro individui a lui ignoti, di circa 20 anni, vestiti all' artigiana, armati ciascuno di pistole e fucili, i quali dichiararono al Catani di essere disertori e chiedevano quasi in piacere da mangiare e qualche quattrino per proseguire il viaggio; intimoritosi costui alle loro dichiarazioni, tutti e quattro assicurarono che non temesse di loro, fu allora che il Catani li diede del pane, vino, formaggio e una moneta da dieci paoli ciascuno, dopo che partirono ringraziandolo. Dalle indagini della Vigilanza nulla è venuto a resultare per porre in essere chi fossero i suddetti incogniti, ma però prosegue le sue investigazioni per quindi riferire in caso di favorevole risultato alla Signoria vostra Illustrissima.

Il sequestro
e il ricatto


Marradi    Rapporto speciale
del Commesso di vigilanza         
Lì,  9 giugno 1861

Illustrissimo Signor Delegato

Poco dopo le 9 antimeridiane del decorso giorno, il contadino Luigi Voltancoli dimorante al podere delle Capanne, cura di Gamogna, si presentò all'abitazione del sig. Andrea Mercatali della Badia del Borgo e piangente consegnò una lettera a lui diretta narrando che due incogniti armati di fucile a due canne e pistole si erano presentati alla sua abitazione ingiungendo al medesimo di recare immediatamente la lettera allo stesso sig. Mercatali, alla intimazione di costoro i medesimi tenevano in ostaggio la propria moglie Maria ...

Arrivano i soldati


Sotto Prefettura
di Rocca San Cassiano
Provvidenza per la pubblica  sicurezza

Al Delegato di Governo di Marradi 8 agosto 1861

Sabato mattina alle ore 10 anti meridiane giungerà costà sull' albeggiare un distaccamento di venti soldati dell' 11a Compagnia del 23° Reggimento di linea che starà in questo capoluogo e che è destinato a rimanere costà per qualche tempo all'oggetto di provvedere d'accordo con la Guardia Nazionale ed i Regi Carabinieri al ristabilimento della sicurezza pubblica. La Signoria Illustrissima è invitata a tenere gli opportuni concerti con chi occorre.




La rapina

Marradi    Rapporto straordinario
del Commesso di vigilanza    
Lì,   12 agosto 1861

Illustrissimo Signor Delegato

Il sottoscritto si affretta a prevenire la Signoria Vostra Ill.ma che erano suonate da poco le ore cinque anti meridiane di ieri 11 andante quando Antonio Mocali, ammogliato con figli, tornitore, dimorante nel popolo della Valle Acerreta in questa giurisdizione ascendeva il monte detto di Vilio, nella parrocchia di Terbana, per condursi a Tredozio venne da 5 individui incogniti armati di schioppo a due canne fermato e derubato ...

Le scritte anonime

Rapporto speciale del Commesso di Vigilanza
Marradi   Lì, 11 luglio 1862

Ill.mo Signor Delegato

Questa mattina a buonora sono state dal sottoscritto osservate in vari punti del paese diverse iscrizioni in carbone a carico del Maresciallo dei Regi Carabinieri, comandante di questo presidio, di questo tenore: Maresciallo ipocrita, codino, protettore di ladri e de' refrattari" le quali perché fossero tolte dalla vista del pubblico il sottoscritto tosto si è dato cura di prevenire il maresciallo medesimo ...

Al compimento dell'unità mancava Roma capitale, perché i Francesi nel 1861 avevano impedito alle truppe di Vittorio Emanuele di conquistare il Lazio. Per questo Giuseppe Garibaldi cercò di ripetere l'impresa dei Mille e nel 1862 sbarcò in Calabria, ma venne fermato e ferito sull'Aspromonte. L'impresa garibaldina era contro ogni convenienza politica e metteva in crisi i rapporti con la Francia. I Prefetti furono allertati perché scrivessero a tutti i comuni e a Marradi arrivò questa Circolare.

Garibaldi
Regia Prefettura di Firenze
Circolare riservata 
27 agosto 1862

Il Ministero dell' Interno ha diretto al sottoscritto il seguente dispaccio telegrafico: "Garibaldi essendo sbarcato in Calabria è più che mai necessaria la sorveglianza perché ad ogni costo sia impedita la partenza di volontari che volessero seguirlo. Se vigilare ed agire occorrendo con la più scrutolosa severità è sempre dovere imprescindibile di ogni Autorità politica, il meno che esatto adempimento di simile dovere sarebbe nelle attuali circostanze gravissima colpa della quale si ritiene fermamente che Ella saprà guardarsi, operando ove l'occasione se ne presenti con il massimo vigore e facendolo comprendere ai subalterni agenti di polizia, quando importi che non vengano meno al loro zelo sul soddisfare alle incombenze proprie del rispettivo ufficio.


Fonti Archivio storico del Comune di Marradi, filza 716, i documenti sono numerati in alto a destra. Si ringrazia l'archivista Mario Catani per l'indispensabile aiuto dato.

mercoledì 14 agosto 2019

Marradi nel 1885


L’ anagrafe del Comune
nell’anno di nascita del Poeta
ricerca di Mario Catani


Marradi 1885, via Talenti
(prima della demolizione
della casa con l'insegna
"caffè" che avvenne nel 1887).





Il 20 agosto 1885 nacque Dino Campana, registrato all’Anagrafe di Marradi con il numero d’ordine 309. E’ un numero di catalogo elevato rispetto alla situazione anagrafica di oggi. Quella che segue è la situazione del Comune quell’ anno e nei precedenti, secondo un conteggio molto accurato che venne fatto allora.

 

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Nel 1885 si celebrarono 66 matrimoni e i 132 coniugi
dichiararono queste professioni:
51 coloni 18 braccianti
39 disoccupati ... 
 
 
 
 
 
 
 
La mortalità infantile
era elevatissima.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Dai quadri riassuntivi dei nati e dei morti nel quinquennio 1880 - 1885 risulta una media annua di più di 300 nati contro una mortalità di circa 250 persone all'anno. Dunque Marradi era in crescita demografica.
 
 
 
 
 
 
La natalità e la mortalità sono trattate sotto ogni aspetto,
con molta cura.
 
 












Il quadro delle morti violente registra 86 eventi nel decennio 1866 - 1875 e 61 eventi nel decennio successivo. Non è specificata la causa di morte ma si tratta spesso di incidenti sul lavoro.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il Comune contava 8648 abitanti, con leggera prevalenza dei maschi.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


venerdì 26 aprile 2019

1872 Le proteste per il dazio

Una dimostrazione 
a Marradi
contro gli agenti delle tasse
ricerca di Claudio Mercatali


La divisa del Prefetto
(1860 - 1880 circa )

Per comprendere quello che segue occorre definire in breve i personaggi di questa vicenda:
  • Il Delegato di Pubblica Sicurezza era un funzionario di polizia responsabile dell' ordine pubblico nei Comuni. La sua presenza era necessaria perché nei primi anni dell'Unità d'Italia l'ordine pubblico era incerto.
  • il Dazziere era un privato che aveva in appalto la riscossione del dazio.
  • Il Prefetto era ed è il rappresentante del governo nella provincia, dipendente dal Ministero dell' Interno. 
Il dazio sul consumo era una tassa dello Stato su bevande e carne. Istituita nel 1864 era considerata iniqua ed odiosa. I Comuni appaltavano la riscossione del dazio ad agenzie private, e queste a volte erano troppo aggressive nell' esazione. Ecco che cosa successe a Marradi nell'estate del 1872:






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Firenze   1 agosto 1872              Dimostrazione delittuosa dazio al consumo
Al Sig. Sindaco del Comune di Marradi

 
Dai rapporti in proposito pervenutimi apprendo che la causa della dimostrazione delittuosa e della ribellione avvenuta la sera del 28 luglio in codesto Capoluogo fu, per quanto si asserisce, un aumento del Dazio al Consumo. La Prefettura non sa comprendere un tal fatto una volta che la tariffa dei Dazi è rimasta quale fu votata da codesto Consiglio Comunale nel 30 novembre 1870 e quale fu approvata da questa Deputazione Provinciale con Decreto del 20 gennaio 1871, ed una volta che il subappalto fattosi per la riscossione dei Dazi suddetti al sig. Lorenzo Alpigini approvato da questo uffizio nel 16 luglio fu fatto sulla base di quella tariffa e anzi con un abbuono sul canone relativo. Desidero quindi che in tal proposito mi fornisca sollecite e categoriche informazioni per stabilire se l'operato aumento del dazio sussista, o sia stato invece un pretesto per turbare l'ordine pubblico.
Il Prefetto 
 
Il Vicesindaco rispose ossequioso al Prefetto:
 

 
 
 
 
 
8 agosto 1872
Al Prefetto

Dal 2° assessore del Comune di Marradi
(= il vicesindaco)

 Il Consiglio ritenuto che detto appaltatore (Lorenzo Alpigini) nella riscossione del dazio non aveva dato luogo ad alcun reclamo e che perciò conservando egli tale appalto poteva ottenersi un vantaggio per i compratori e i venditori, senza danneggiare l'interesse della Amministrazione comunale, con deliberazione del 7 novembre 1871 chiedeva l'autorizzazione prescritta dall' art. 128 della legge comunale vigente per concedere a trattativa privata il detto appalto con quelle condizioni che il Consiglio medesimo avrebbe reputate migliori. Ottenuta l'autorizzazione in parola veniva dal Consiglio del 4 maggio 1972 accordato l'appalto ad Alpigini Lorenzo per l'annua somma di Lire 6.000 …
 



... L'appaltatore nominò pure quattro agenti daziari uno dei quali era certo Monti di Forlì. L'asprezza dei modi di questo agente e alcune parole da esso pronunciate in luogo pubblico secondo quanto riferisce la voce pubblica suscitarono l'indignazione non solo degli esercenti ma anche della popolazione.
Si aggiunga che l'Alpigini sul cadere del mese di luglio inviò avvisi ai venditori di generi soggetti a dazio per avvertirli che nel giorno primo del mese successivo sarebbe stata eseguita la vista alle botteghe per riscuotere la tassa all'introduzione dei generi e che perciò sarebbero state suggellate le botti e gli altri recipienti. Sarà quindi facile il persuadersi come nascessero lagnanze degli esercenti soliti a pagare la tassa col sistema degli abbuonamenti parziali anche quando la riscossione di quella era fatta direttamente dal Comune ... 



 
 
... Queste pubbliche lagnanze erano note al Delegato di Pubblica Sicurezza del quale la popolazione lamenta l'imprevidenza e l'inettezza. Egli era in dovere per prevenire tristi conseguenze di far ritirare l'appaltatore e gli agenti Daziari nelle proprie case, e se ciò fosse avvenuto immediatamente avrebbero avuto termine i fischi contro i predetti agenti, i quali continuando a trattenersi a padroneggiare sulla piazza davano indizio di disprezzare la dimostrazione contro ad essi diretta, e con ciò non vi ha dubbio che irritavano maggiormente i dimostranti. Non avendo sventuratamente adottato questa savia misura preventiva e continuando per molto tempo i fischi contro gli agenti Daziari doveva il Delegato di Pubblica Sicurezza persuadersi di sciogliere l'assembramento nella forma e nei modi prescritti dalla Legge e non mai ricorrere all'uso delle armi contro una popolazione formata per la maggior parte di donne e di onesti e pacifici paesani.
 
 
 
E' dunque altamente da censurarsi l'esplosione di tre colpi d'arma da fuoco eseguita dai Carabinieri e ordinata dal Delegato la quale ebbe per scopo di intimorire i dimostranti e se raggiunse l'atto di sciogliere quasi immediatamente l'assembramento suscitò una giustificata sorpresa negli altri pacifici cittadini mentre una palla andava a colpire sotto palazzo Fabroni ove sedevano poco prima alcune signore. Così ebbe termine la dimostrazione del 28 luglio.  









Non posso poi dispensarmi dal rendere un giusto e sincero encomio al sig. Pretore di Borgo S.Lorenzo e al Sig. Luogotenente Comandante la Sezione dei Reali Carabinieri, il contegno dei quali funzionari in questa trista circostanza fu massimamente lodevole.


 Con distinto ossequio                 
Il Vicesindaco




Il Sindaco scrive ai Carabinieri e precisa che la responsabilità dell'accaduto non è la loro ma va attribuita tutta al Delegato di Pubblica Sicurezza:



22 agosto 1872
Oggetto Dimostrazione
del 28 luglio 1872

Ill.mo sig. Luogotenente Comandante della sezione dei Reali Carabinieri di Marradi


Sapendo che Ella si è recata in questo Capoluogo per procedere ad alcuni esami sui dolorosi fatti della sera del 28 luglio p.p. sento il dovere di accertare la S.V. Illma come questa popolazione non sia minimamente indignata contro l'Arma dei Reali Carabinieri, i quali se esplosero alcuni colpi non fecero che ottemperare a richieste verbali del Delegato di Pubblica Sicurezza che li comandava nel servizio fatto in quella trista circostanza. Soltanto la imprevidenza del suddetto Delegato è stata deplorata dalla intera popolazione e perciò la permanenza di tale funzionario in questo Capoluogo potrebbe nuovamente compromettere l'ordine pubblico. Ciò io debbo dichiarare per debito d'imparzialità e del mio ufficio; mentre tengo per fermo di non essere lungi dal vero. Aggradisca i sentimenti della mia peculiare stima e osservanza.

Il Sindaco 



Il Sindaco e il Vicesindaco minimizzarono ma il fatto era stato grave, come si può leggere nel quotidiano La Nazione e soprattutto nel periodico La Cronaca, di Trento, che pubblicò il resoconto nella pagina degli Esteri, perché il Trentino all' epoca faceva ancora parte dell' Impero Austro Ungarico.



Fonte: documenti dell'Archivio storico del Comune di Marradi.