Lanfranco Raparo, Marradi

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venerdì 24 novembre 2023

1893 La descrizione tecnica della Faentina

La ferrovia 
di valico 
più moderna 
d'Italia
ricerca di Claudio Mercatali


Le gallerie vicino
alla stazione di Fornello




La fine dell'Ottocento fu l'epoca d'oro delle ferrovie italiane. Il treno allora era il più moderno e comodo mezzo di traporto per le persone e le cose. Lo sarebbe anche oggi in molti casi, se le Ferrovie fossero gestite come si deve, il che in certi casi non è. La Faentina è una linea ferroviaria costruita in quel tempo, dal 1880 al 1893 e il tracciato ha tutte le caratteristiche tipiche di allora: binario unico, gallerie non molto larghe, ponti e viadotti in pietra e mattoni. Ponti di ferro …



Questa che segue è la descrizione tecnica della linea appena finita, comparsa sul periodico Il giornale dei lavori pubblici e delle strade ferrate, Monitore della Società degli ingegneri e degli architetti italiani.




Clicca sulle immagini
per avere
una comoda lettura






... Seguendo la cronologia di esecuzione diremo prima minutamente del 3° tronco Borgo S.Lorenzo Firenze, costruito anteriormente all'intermedio ...


... Molte sono le opere d'arte costruite in questo tronco. Fra ponti e ponticelli di corda fino a 10 metri se ne contano 141 ...


... Le stazioni del Tronco sono a Borgo S,Lorenzo, S.Piero, Vaglia, Montorsoli e Caldine.


I° Tratto Marradi - Crespino

E' lungo 10.891 metri e fu appaltato diviso in due parti alle Imprese Lori (Marradi - Fantino) e Colacicchi (Fantino - Crespino) ...


II° Tratto Crespino Fosso Canecchi

... Fra le opere d'arte di maggior luce notansi il viadotto di Fosso Burione, a 5 luci di metri 12, il viadotto di Valdicampi a due ordini di 7 luci di 10 metri ciascuna, il viadotto sul Vallone del Facto a 5 luci di 10m, il viadotto di Bucadinora  a 4 luci ...




III° Tratto Fosso Canecchi  Borgo S.Lorenzo

... Questo terzo tratto fu surripartito dapprima in due: Fosso Canecchi Ronta e Ronta Borgo S.Lorenzo.




... Si avverte infatti che per costruire il tratto Ronta Borgo S.Lorenzo si impiegò un solo anno ...


... nel 1889  i lavori e i progetti definitivi furono preparati dal comm. ing. Perego ...

Per ampliare
Nel tematico del blog, alle voci "Lavori per la ferrovia" e "Lavori pubblici 1863 - 1899 ci sono altri post sulla ferrovia Faentina.



venerdì 26 luglio 2019

Il ponte della Lontria

La spettacolare sostituzione
del ponte di ferro
resoconto di Claudio Mercatali

Questo ponte è uno dei più noti della Faentina, ad arco fino a metà e poi in ferro poggiato da una parte su un pilone di cemento e mattoni e al capo opposto direttamente su roccia. Fu costruito negli anni 1887 – 1892 assieme al viadotto di Villanceto, al Ponte delle Fossa (Camurano) al Ponte delle Frèra (Fantino) e ai ponti vicino alle stazioni di Fantino e Crespino, che oggi sono di cemento perché rifatti dopo che i Tedeschi nel 1944 fecero saltare in aria quelli originari di ferro.

Il Ponte della Lontria in costruzione
(1887 - 1892)
Alla fine dell’Ottocento le costruzioni in tralicci di ferro erano la grande novità, come dimostrò l’ingegnere Auguste Eiffel nel 1889 realizzando in due o tre anni la sua famosa torre. Poi cominciò l’epoca del cemento armato e le costruzioni in ferro vennero realizzate di meno. Oggi sappiamo che il cemento armato dura circa quarant’anni e poi richiede degli interventi strutturali importanti e quindi come materiale da costruzione è molto meno alternativo di quanto si credeva.

Senza voler entrare nel merito dell’ingegneria possiamo notare che il ponte di Valbura (Crespino) ricostruito in cemento nel 1956, alla fine degli anni Novanta è stato completamente ristrutturato mentre il Ponte della Lontria è andato avanti fino al 21 luglio 2019 con una manutenzione minore.

Sopra i suoi tralicci ormai arrugginiti passarono i primi treni in transito sulla Faentina, e poi sessanta treni al giorno negli anni 1915 – 1918 quando era indispensabile portare al fronte i soldati della Prima Guerra Mondiale e i relativi rifornimenti.
Nella Seconda Guerra Mondiale la linea venne intensamente usata dai Tedeschi per spedire a sud armi e soldati e per questo gli Americani nel 1944 cercarono di interromperla con dei tragici bombardamenti su Marradi, anche sul Ponte della Lontria, che non venne colpito.

Nel 2019 questo pezzo di storia marradese ha finito il suo servizio ed è stato sostituito con un nuovo ponte in ferro. Le Ferrovie dello Stato hanno scelto la tecnica della sostituzione per intero, cioè rimuovendo il ponte vecchio senza smontarlo e mettendo al suo posto quello nuovo già assemblato nel piazzale della stazione di Marradi.



Operazione facile a dirsi ma difficile da fare: i lavori sono durati quasi un anno, per preparare il cantiere dove piazzare la gru adatta allo scopo. 



Una gru gigantesca ha sollevato il ponte lentamente.















Poi l'ha girato e appoggiato nel piazzale della stazione.


sabato 12 dicembre 2015

Da Marradi a Biforco


Il tracciato della ferrovia 
sotto il paese

dai Documenti dell'archivio storico 
del Comune di Marradi


Il Ponte di Villanceto
agli inizi del '900










Un tracciato ferroviario richiede delle pendenze minime, del 2 o 3%
Questo significa che in cento metri il dislivello può essere solo di due o tre metri, impercettibile o quasi per una persona che cammina.
Invece una strada di montagna qui da noi si considera agevole, a piedi o in bicicletta, se non supera il 4 o 5%
Un sentiero da trekking si accetta fino al 20% o anche al 30%  se il posto merita.

Sapendo che la stazione di Marradi è alla quota di 321m sul livello del mare (c'è scritto sul muro vicino alla sala d'aspetto) e la stazioncina di Biforco, distante 2,5km, è a 371m, è facile calcolare che la pendenza media della ferrovia qui è di: 50m : 2500m  x 100 = 2%







Per ottenere questo risultato l'ing. Baccarini, progettista della linea Faentina, disegnò un percorso serpeggiante, che in pratica passa sotto al paese e taglia a metà la valle al ponte di Villanceto. 
Le curve ferroviarie hanno un raggio largo e in treno non si sentono, però nelle planimetrie antiche qui accanto si vedono bene.





Da Marradi a Biforco non c'è nemmeno un metro di ferrovia che sfrutti la pendice naturale, è tutto un susseguirsi di gallerie e ponti. Il primo ponte, detto della Lontria è di ferro.
Segue la Galleria della Colombaia, che sbocca sul Ponte degli Archiroli, poi la Galleria degli Archiroli, che finisce al Viadotto di Villanceto, e la Galleria dell'Annunziata.
In una valletta molto stretta ci sono il Ponte e la Galleria di Val di Vinco e finalmente la stazioncina di Biforco. Quattro gallerie e altrettanti ponti in poco più di due chilometri.





Dal 1885 - 1890,  quando fu costruito
questo tratto di ferrovia,
qui non è cambiato niente.


Clicca sulle immagini
se le vuoi ingrandire







Per collaudare un ponte ferroviario 
si caricava al massimo, e i tecnici
 constatavano dal vero se reggeva.
Questi qui accanto sono gli ingegneri 
che verificano il Ponte della Schiavonia 
appena ultimato.







La Galleria di Val di Vinco è all'altezza 
della diga dell'Annunziata, nascosta
 in una valletta strettissima 
che parte appunto dal podere
che ha questo nome.

Qui si vede la ferrovia non ancora
finita. Ci sono i binari di servizio
del cantiere, sui quali un somarello
 traina un carretto.








La galleria di Biforco, appena dopo la stazione era un punto critico, anche per i treni con motore diesel in servizio prima del Minuetto.

Capitava ogni tanto che le automotrici scivolassero sul binario ghiacciato 
e stentassero a ripartire. 
Deve essere successo così anche a questo 
treno a vapore (anni Trenta)



Fonte; Le planimetrie (1908) sono frutto di una ricerca di Mario Catani, archivista del Comune di Marradi. La foto vengono da: Tarabusi, Marradi com'era e da Panconesi Colliva, La Faentina.



venerdì 19 dicembre 2014

Il viale della stazione di Marradi

Il Comune pianta i tigli




Il viale nei primi anni
 del Novecento



Nel 1889, dopo appena un anno dall'arrivo del primo treno da Faenza il Comune completò il viale della stazione. La nuova strada, larga, diritta e ben fatta era la porta d'accesso al paese e quindi sul lato verso i binari venne piantata una fila di tigli. Sono ancora tutti lì e quindi nel 2014 hanno compiuto 125 anni. Tutto bene? No perché l'Ispettorato delle Ferrovie di Bologna contestò al Comune il mancato rispetto delle distanze dalla recinzione dell'area ferroviaria e chiese di rimuovere le piante.





Le piante d'alto fusto devono essere ad almeno tre metri dal confine del vicino mentre lì ce ne sono meno di due. Era una pignoleria, però le Ferrovie insistevano e scoppiò la polemica.

L'ing. Molinari, delle Ferrovie dello Stato, fece fare una bella piantina per illustrare la situazione e ora ci fa comodo, perché ci mostra com'era il viale.










 

Il Sindaco scrisse addirittura all'onorevole Brunicardi, il deputato della nostra zona, che chiese una deroga al ministro. Alla fine la ragione prevalse e i tigli rimasero lì dove sono ancora oggi. 



La corrispondenza fra il Sindaco, l'Onorevole e l'Ispettorato Regio delle Ferrovie.















Una vecchia "Littorina" abbandonata sui binari, la stessa che fu portata giù da Valbura.  La littorina passò attraverso la piazza, rischiando di andare a sbattere contro il Credito Romagnolo.Sul retro uno dei  primi tigli   del viale della stazione. Tra i giovani si riconoscono Angiolino Samorì a cavallo del rspingente, sul retro Sergio Miniati



Sotto:
Una fioritura nel viale della
stazione di Marradi






Il tiglio è un genere di piante della famiglia delle Malvacee. Il nome deriva dal greco ptilon (=ala), per la caratteristica aletta che favorisce la diffusione eolica dei grappoli di frutti. E' un albero longevo, che vive circa due secoli. A Marradi è una pianta che è sempre piaciuta molto, tanto che nel perimetro del paese ce ne sono circa duecento, quasi tutti secolari.
Fiorisce all'inizio dell'estate, facendo delle infiorescenze a grappolo, poco appariscenti ma molto profumate.








L'odore delicato che si sente nei viali del paese in giugno è dovuto proprio a queste. Nell'Ottocento il Comune deliberava ogni anno il prezzo per la vendita dei fiori, dai quali si ricavavano delle essenze profumate e anche degli infusi.




Per realizzare due tazze di infuso di tiglio servono due manciate di fiori freschi, o una manciata di fiori secchi, conservati in una bottiglia chiusa ermeticamente.

Quelli del viale della stazione di cui abbiamo detto prima vanno benisimo.

Si fa bollire un tegamino d'acqua zuccherata e poi si versano i fiori. Si lascia bollire qualche minuto e poi a riposo per un quarto d'ora.
Alcuni buongustai assicurano che il sapore migliora se si dolcifica con il miele, altri preferiscono zuccherare con il fruttosio.


Chi ha ragione? Gli antichi Romani dicevano: "de gustibus non est disputandum" sui gusti non c'è da discutere.



I tigli lungo il viale della stazione
di Marradi, oggi e nel 1930.





Che proprietà ha questo infuso?
Gli esperti dicono che la tisana di tiglio contiene l'olio eterico che, assieme ad altre essenze idrosolubili è un lenitivo antispasmodico (contro la tosse) e ha un effetto rilassante (favorisce il sonno). Inoltre rilassa i muscoli, ed è efficace in caso di crampi.
.


Fonte: Documenti dell'Archivio storico del Comune. La parte dell'infuso di tiglio è tratta da una ricerca di Claudio Mercatali.


lunedì 15 dicembre 2014

La Ferrovia Faentina

1890 si costruisce il viale della stazione
di Marradi
ricerca di Mario Catani



Nel 1888 arrivò a Marradi il primo treno da Faenza e la foto famosa dell'evento è qui accanto. La ferrovia cambiò il volto del paese e dove prima c'era il podere Marciana fu costruita una grande stazione di manovra per le locomotive. A Marradi cominciava il tratto di vera salita e bisognava dividere in due i treni merci o raddoppiare la trazione.
Si rese anche necessario un viale d'accesso al paese e la deviazione della strada Faentina granducale, che tagliava di traverso i campi, dalla attuale stazione ferroviaria verso Casa Gondi. Il tutto è illustrato nella tavola qui sotto, dove si vede a tratteggio la Faentina dismessa e il nuovo tracciato, che è quello odierno.


La Società delle Ferrovie Meridionali, che gestiva la linea, non costruiva a spese proprie gli accessi ai binari perché questi lavori spettavano ai comuni. Fu così anche a Marradi e il Comune fece preparare dall' Ufficio Tecnico il progetto per il Viale della Stazione, subito intitolato ad Alfredo Baccarini, l'ingegnere che aveva fortemente voluto questa linea ferroviaria.
Osservando la Tavola rossa qui sotto si vede che l'imbocco originario era più lungo dell'attuale e partiva di fronte al magazzino vicino al casello ferroviario, cioè all'incirca all' altezza del tabernacolo di S.Rocco. Qui c'era un edificio, chiamato La Croce, con uno stradello che andava al molino (poi divenuto  Il Molinome) e per il resto erano campi.





Comune di Marradi
Progetto e Perizia
della rampa di accesso 
alla stazione di Marradi
e relativi disegni




La rampa di accesso alla Stazione sarà formata come nei disegni planimetrici e altimetrici allegati. Avrà una pendenza uniforme del 3% La sua lunghezza sarà di m 100 e comprenderà il massicciato con a monte cunetta e panchina ed a valle marciapiede alberato, e limitato verso il centro da panchina a vista o lista di pietra con rialzo dal piano del massicciato di m 0,10. Ai piedi di detta panchina sarà formata per tutta la lunghezza della rampa una zanella larga m 0,35 la quale trasmetterà le acque della rampa in una o più fogne della Stazione. Il tutto com' è indicato nel disegno suddetto.

...........................................

Il Comune fece le cose in grande, perché questi terreni ormai non erano più agricoli e diventavano la porta d'accesso al paese. Fu curato il raccordo con la Faentina in modo che la pendenza fosse la minima possibile e l'incrocio ampio.



Il progetto definitivo è questo qui sopra.




Occorreva anche un arredo urbano adeguato e nel nuovo viale della Stazione, come del resto lungo la Nuova Faentina fino al passaggio a livello, furono piantati una settantina di tigli, quasi tutti ancora gagliardi.In corso d'opera la rampa di accesso alla stazione fu accorciata, così com'è oggi, e dei ventisei tigli previsti ne furono piantato solo dodici.


1890 Lavori in corso





Fonte: Archivio storico
dell'Ufficio Tecnico.





venerdì 28 novembre 2014

1891 La passerella per la Fonte di Sette

Una nuova via per una importante

sorgente di Crespino
ricerca di Luisa Calderoni


 
Vista dalla strada statale

 

La Fonte di Sette era un punto di presa importante per l'approvvigionamento idrico di Crespino prima della costruzione dell' Acquedotto degli Allocchi. Dopo la costruzione della ferrovia la sorgente rimase isolata, oltre i binari, e il Comune ottenne dalle Ferrovie che fosse fatto un sottopasso e una passerella d'accesso per permettere ai crespinesi di andare là a prendere l'acqua senza tante difficoltà.

La Società delle Strade Ferrate Meridionali, che gestiva la linea, diede seguito all'accordo e poi consegnò la passerella al Comune, per togliersi ogni obbligo di manutenzione.
 
Strade Ferrate Meridionali - Rete Adriatica
Ferrovia Faenza - Firenze
Sezione quarta Tronco Crespino - fosso Canecchi

Verbale di consegna di una passerella metallica costruita sul fiume Lamone in corrispondenza al ponticello al Km 0 + 151,37 e che serve per accedere alla fonte detta di Sette, di proprietà del Comune di Marradi.

Col presente verbale i sottoscritti:
Tadini Fedele, Aiutante Governativo all'uopo delegato in rappresentanza dell'Ing. capo Sezione sig. Fabbio Amaddii e il sig. Mughini ing. Antonio, quale rappresentante il Comune di Marradi, delegato a ricevere la consegna con ordinanza in data 4 novembre 1891 N° 366 del Sindaco di Marradi, di comune accordo riconoscono che la passerella sopra descritta e relative opere murarie trovasi in istato di perfetta costruzione e regolare
manutenzione, e stabiliscono quindi che dalla data del presente verbale passata in consegna All' Amministrazione Comunale di Marradi come sopra rappresentata dal sullodato Sig. Ing. Antonio Mughini la quale da oggi in avanti dovrà curarne a tutte sue spese la manutenzione, restando in pari tempo esonerata l'Amministrazione Governativa da qualunque peso e obbligo a riguardo della opera consegnata.
Col presente verbale le parti Sottoscritte fanno risultarer quanto appresso:

 



che la passerella di cui oggi si eseguisce la consegna è costituita da due putrelle ancorate con controfisso e tiranti, appoggiate su spalle in muratura incatenate a mezzo dei cuscinetti in ferro e pietra da taglio. Il pavimento è formato da lamiere striate di mq 45 e il parapetto con cantonate di 45 x 45 /5.
che tutto il ferro costituente la passerella sopradescritta è colorito a due mani di minio e due a olio e biacca con tinta cenere.
che in seguito all'ultima piena del fiume Lamone avvenuta nello scorso agosto, venne a cura e spese dell'Amministrazione Governativa provveduto perché il piano di posa delle travate metalliche fisse fosse portato al disopra del livello della massima piena anzidetta, e a tale scopo vennero rialzate le due spalle sulle quali appoggia la passerella in discorso.
che finalmente la passerella sopradescritta e le relative opere murarie trovansi in perfetto stato di costruzione e manutenzione.

Il presente verbale dovrà riportate l'approvazione dell'autorità tutoria per la sanzione dell'operato di cui si richiede per la validità dell'atto, e alla quale il convenuti ing. Antonio Mughini è soggetto.

Fatto, letto e in conferma sottoscritto in due conformi esemplari, uno dei quali verrà rimesso all'utente consegnatario dopo eseguita la registrazione gratis per conto dello Stato.

Crespino 25 novembre 1891




La Fonte di Sette versa anche oggi la sua acqua, che è una delle migliori della vallata. E' pura perché scaturisce direttamente dalla roccia di una montagna del tutto disabitata.
Dov'è? Si prende lo stradello che va al Lamone, appena fuori dall' abitato di Crespino, verso Casaglia, e si arriva alla passerella dopo cento metri. E' tutto come nel 1891 ...


A destra, dove c'è il cartello dello Stop, 
comincia la via per la fonte

 



... la passerella di cui oggi si eseguisce la consegna è costituita da due putrelle ancorate con controfisso e tiranti, appoggiate su spalle in muratura ...













... Il pavimento è formato da lamiere striate di mq 45
e il parapetto con cantonate di 45 x 45 /5 ...










La fonde vista dal sottopasso ferroviario




Fonte: documenti dell'Archivio storico
del Comune di Marradi