I dodici mesi dal giugno del 1944 al giugno del 1945 furono drammatici a Marradi. Due bombardamenti aerei devastanti spianarono la maggior parte del capoluogo e di Biforco, poi ci fu l’eccidio di Crespino, il passaggio del fronte, l’accampamento dei soldati Inglesi, Scozzesi, Canadesi, Polacchi e soprattutto degli Indiani e Nepalesi della divisione Mahratta, che subirono tante perdite sulla Linea Gotica nella avanzata lungo la valle del Lamone.
Carissimo figlio
Credo avrai ricevuto la lettera che ti ho scritto di qui dove ti raccontavo la nostra vita di profughi. Però nel giungere la lettera tua dal ….. (?) ….. credo che sia difficile che ti giungano le nostre corrispondenze come prigioniero e subito io pure ti scrivo, dicendoti l’immenso piacere provato nel sentire che ormai sei tornato in Italia e si nutre la speranza di rivederti presto. Ci sarà da sperarlo?…
Noi poveri vecchi siamo lontani dalla nostra casa da giugno a causa del primo bombardamento e ci eravamo ritirati alla casetta di Barbuglio (= Casetta Barbagli) dove il 2 settembre i Tedeschi ci hanno messi in colonna e portati a Brisighella. Di qui venuti gl’Inglesi ci hanno fatto partire di nuovo in camion profughi in campo di concentramento prima a Meldola, poi a Rimini, Chiaravalle Assisi poi Firenze che di qui dicevano di mandarci a casa invece è quasi un mese e non ci mandano ancora il permesso, pensa che vita avremo fatto. Io credo se ancora siamo in vita lo devo a miracoli, però giunta a Firenze i signori Conti mi hanno levata dal campo e con tante cure mi sono rifatta un poco qui in casa con loro; babbo però è sempre al Centro Profughi assieme ad altre 18 persone di Marradi viene sempre qui a trovarmi sta bene ti saluta ti bacia e si fa tanto coraggio.
Il nostro paesello di Biforco fa piangere, i più fortunati siamo noi che la nostra casa è l'unica rimasta in piedi nella nostra contrada è tutto un piano, io però non ho ancora visto nulla che impressione mi farà?

Ieri abbiamo ricevuto la tua carissima il descrivere la nostra consolazione è stata grande, e più ancora nel sentire che almeno dopo due anni hai potuto sapere che i tuoi genitori vivono ancora sebbene soffrano tanto per la vostra lontananza e per essere anche privati nella nostra vecchiaia delle comodità e libertà che si poteva avere nella nostra casa.
Per ora siamo sempre qui, io certo non soffro perché nulla mi manca e i signori Conti mi tengono cara come fossi di famiglia, ma troppo è il disturbo perché il 17 sono due mesi che siamo qui e non si sa il termine altroché dicono ….. non sarà occupato Bologna. Da quando siamo giunti qui dico di stare molto meglio perché il dottore che mi visitò al campo disse al babbo la metta subito in letto senza muoversi avevo un affanno spaventoso con gran tosse e più le gambe gonfie fino al ginocchio, il babbo povero vecchio per farmi salire dai Conti ebbe daffare e subito con punture e un nutrimento migliore posso dirti che oggi ho fatto i muscoli perché le gambe sono tornate normali come prima; certo un po’ di asma e tosse c’è sempre ma tu ben sai che ho la bronchite cronica.
Forse il buon Dio mi tiene in vita per rivedere i miei cari figli? Questa è la mia preghiera. Il babbo resiste alla vita del campo ma certo il mangiare è ben poco, minestrone il giorno e a cena con una razione di pane e basta, si compra un poco di vino, e fichi secchi perché credi qui a Firenze si trova di tutto ma ci vorrebbe a testa 100 lire il giorno e poi non mangi nulla pensa che dal 6 giugno 1944 epoca del primo bombardamento che siamo sfollati alla Casetta di Barbaglio (= Casetta Barbagli) e il 2 settembre ci portarono in più tappe, pensa si dové farla tutta a piedi e una notte abbiamo viaggiato sotto il temporale e giunti alla fermata alle 3 della notte; qui ci siamo stati 4 lunghi mesi e il più doloroso viaggio fu l’ultimo che si credeva ci portassero a casa nostra e invece come ti ho scritto sai già che giro abbiamo fatto e ancora qui in attesa del giorno sospirato. Pensa che il babbo dorme sempre in un paglierino senza spogliarsi mai e quindi io ne soffro tanto per lui che si fa abbastanza coraggio.
Carissimo figlio
Ieri abbiamo ricevuto la tua carissima in data 2 questa volta la posta ha funzionato bene abbastanza, ora qui la posta parte a mezzo di camion tutti i mercoledì quindi bisogna stare attenti a impostare in quel giorno. Godo nel sentire che di salute stai benone ma ancora la tua venuta ritarda!
Speriamo come tu dici che sia fra giorni tu puoi ben comprendere come sei desiderato da tutti. Di Renzo purtroppo ancora nulla mentre tutti i giorni ne giungono sempre. Ieri è venuto anche Leo da Fabbro dall’Albania Pietro Farolfi e tanti altri che erano stati presi dai Tedeschi. Puoi pensare vedendo giungere questi io specialmente mi sento morire d’angoscia, vorrei farmi animo ma non posso tu sai bene come il mio carattere sia sempre stato molto impressionabile. … (?) … in tempo Alfredo a rientrare altrimenti ci … (?) …… anche ……….. e la vetrina e due comodini che quelli ci sono ancora.
Scrivile e dille che sempre noi la ricordiamo ed è ormai nella nostra famiglia come una figlia amata e desiderata. I suoi parenti ne sono contenti? Suo padre perché sento che la madre non l’ha più! Spero che quando ti giungerà questa mia avranno deciso per inviarti a casa. Noi di salute benino io non posso pretendere ormai di stare meglio di così. Solo desidero la vostra venuta e poi venga pure la morte che mi sento rallegrata, ho pregato tanto per ottenere questa grazia. Ma pazienza il buon Dio avrà pure misericordia di noi e ci darà questo conforto di riunirci insieme.
Dalla tua fidanzata ho ricevuto una lettera in data 6 maggio e poi più nulla, però non mi faccio meraviglia perché la mia risposta chiusa quando ha ritardato perché non si trovava un mezzo per spedirla, però le ne ho scritto una dietro l’altra che spero le saranno giunte. Scrive bene e si esprime con frasi molto gentili, non dubitare che l’affetto nostro è diviso con lei e non vediamo l’ora di conoscerla. Però quanto sarei stata più felice quando avevo una casa veramente bella e nulla mi mancava ma oggi noi siamo fra i fortunati ci troviamo privi di tante comodità che lei stessa lo potrà figurare perché sapete già dove ha passato la guerra che strage ha fatto. Di biancheria ne abbiamo rimasta molta coperte e materassi tant’è vero che non sappiamo dove tenerla perché il guardaroba e i due comò ce li hanno bruciati gli Indiani arrivo (?) e spero che il buon Dio me la vorrà concedere. Tutti ti ricordano e salutano Leo Fabbri e famiglia, Teresina e Alfredo e baci dalla bimba. Moschino e la sua moglie e la famiglia Ferri, Giulia che ora stanno a Marradi.

Carissimo figlio
Noi ti salutiamo bene ma molto ci siamo invecchiati che quando tu verrai troverai pure tu la differenza dalla tua assenza. Sono purtroppo persuaso delle vostre gravi sofferenze ma pure noi abbiamo passato il ….. Forse il buon Dio ha aiutato e voglio sperare di arrivare fino al buon fine di riabbracciarvi tutti e due prima di passare all’altra vita. Tutto quello che desidero è di potervi almeno una volta abbracciarvi e baciarvi.
Il nove di questo mese verso le 20 sono giunto a casa dopo 17 giorni di viaggio e dopo una assenza di 43 mesi. Puoi figurarti la contentezza dei nostri genitori e maggiormente la mia, perché dalla morte ritornavo alla vita. Sono giunto purtroppo non in ottime condizioni di salute, sono dimagrito e dolori reumatici mi assillano da diverso tempo. Però l’armatura sono riuscito a portarla a casa e ora, in questi due mesi di licenza che ho ottenuto spero di poterla inguarnire di un po’ di carne che i sacrifici mi avevano fatto lasciare in Germania. Raccontarti la mia odissea è cosa troppo ardita. I sacrifici che ho provato e le privazioni di ogni genere mi sembrano un lontano ricordo che voglio in ogni modo dimenticare per poter riformarmi una nuova vita.
Ho saputo dopo la tua intenzione di sposarti, mamma mi ha raccontato tutto. Io non voglio sconsigliarti e dirti sia un bene o un male solo ti avverto che questi sono momenti abbastanza critici e non conoscendo le tue condizioni finanziarie né quelle della tua futura moglie mi astengo dal formulare concetti che potrebbero essere errati in pieno. Pensa che Biforco, specialmente ora, offre ben poche possibilità di vita. Rimanendo qua dovresti lavorare materialmente ed è per questo che io ti consiglierei di trovarti prima una sicura posizione indi sposarti che ne sarei oltremodo contento anch’io dato che la nostra madre è vecchia e dagli sostegni. Puoi ottenere una licenza o un permesso? Tu sapessi come ti rivedrei volentieri. Interessati presso il tuo comando. E’ mai possibile che noi non ci si abbia mai a vedere. Termino caro Enrico salutandoti cordialmente e voglio sperare che sia vicino il momento in cui potrò stringerti fra le braccia. Bacioni tuo Renzo

Neppure si trova il materiale e se un poco si trova ha prezzi spaventosi che nessuno ha il coraggio. Pazienza, torneranno i tempi migliori e quello che non è più possibile far noi lo faranno i figli se il buon Dio li assiste. Certo il mio sogno sarebbe ancora di vedervi sistemati e speriamo di vivere ancora per vedervi pienamente felici. Enrico non vuole sentir dire che ormai la mia felicità è completa per aver avuto la felicità di rivederli, …. ….. ma pure bisogna rassegnarsi! …Vedete quanto a lungo vi scrivo e vi parlo dei miei figli e come desidero la sua felicità. Voi pure che …. Mi comprendete e siate certa che l’affetto che avete per lui vi unisce a mia carne come una figlia. Saluti cari affettuosi da noi tutti fatene a parte alla vostra famiglia e con un abbraccio sono vostra affezionatissima Luisa.
Documenti di famiglia, gentilmente concessi dalle nipoti di Luisa Cavallari e Giuseppe Parrini: Giuliana (Giuly) che abita a Montepulciano, Luisa che abita a Lugo e Patrizia che abita a Ravenna.