Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

giovedì 31 agosto 2023

Alcune ricette del primo Novecento

I consigli per la cucina 
nelle rubriche 
dei settimanali più letti 
a Marradi
ricerca di Claudio Mercatali



Nei vecchi periodici i consigli per una buona cucina erano quasi una costante. Siccome qui in paese arrivavano il settimanale faentino Il Piccolo e il borghigiano Messaggero del Mugello possiamo mettere a confronto i consigli dati dalle cuoche romagnole con quelli delle loro colleghe toscane (essere in un posto di confine a volte dà qualche vantaggio). 

LE RICETTE DEL SETTIMANALE IL PICCOLO





Il 7 maggio del 1899 nacque a Faenza "Il Piccolo, periodico settimanale popolare" stampato alla Tipografia Novelli. Come d'uso all' epoca per molti altri settimanali, era in 4 pagine, 49 x 39 cm e costava 3 centesimi. Era una testata cattolica, spesso in polemica con i settimanali Il Lamone, repubblicano  e Il Socialista. Nel 1920 cambiò nome in Idea Popolare, organo del PPI faentino e nel 1923 fu chiuso dai Fascisti. Riprese le pubblicazioni un anno dopo con il nome Il Nuovo Piccolo, ma la libertà di stampa non c'era più e per venti anni si occupò di questioni parrocchiali e di ricorrenze religiose. Dopo la fine della guerra riprese il nome Il Piccolo ed è tuttora in edicola, ultimo settimanale storico faentino, perché Il Lamone e Il Socialista hanno da tempo cessato. Pubblica notizie su tutti i paesi della diocesi di Faenza e anche oltre, spedite in redazione da una fitta rete di corrispondenti. 


Aveva anche una nutrita varietà di rubriche, di storia locale, di astronomia, di varia attualità e di ricette, come queste che seguono, suggerite da Very, esperta cuoca della quale non conosciamo il nome. Leggiamo:


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Anche Lady Bird era una sconosciuta collaboratrice del periodico. Simpatica e agile nello scrivere qui ci propone un paio di ricette (1902).






LE RICETTE DEL SETTIMANALE IL MESSAGGERO DEL MUGELLO



Alessandro Mazzocchi, dal 1876 operaio tipografo di Firenze, nel 1883 si trasferì nel Mugello per aprire una stamperia in proprio e subito fondò Il Messaggero del Mugello, un settimanale liberal democratico, in edicola fino al 1923 quando fu messo sotto censura dal nuovo Regime, che aveva soppresso la libertà di stampa. Le pubblicazioni cessarono nel 1933 e non ripresero più. Però la Tipografia Mazzocchi è ancora in attività e la sua sede storica è a Borgo San Lorenzo, in centro.






Una sofisticata ricetta
alla francese.














Un piatto classico di verdura arricchito con lauro e sedano.
















giovedì 24 agosto 2023

La Luna blu


La malinconica 
seconda luna piena
del mese

da Claudio Mercatali

La Luna può avere diversi colori, reali o di fantasia. C’è una Luna cinerea durante le eclissi, una Luna rossa per diffusione della luce solare e anche una immaginaria Luna nera, che è la seconda luna nova che talvolta capita nello stesso mese.

C’è anche una Luna blu (o Blue moon) che è la seconda luna piena del mese, se ce ne sono due anziché una sola come al solito. Il termine Luna blu non ha nulla a che fare col colore effettivo della luna, che è bianca come al solito. Non è un fenomeno astronomico ma una circostanza di calendario che si ripete circa ogni due anni e mezzo e solo i giorni 30 o 31. Quindi capita di rado e in inglese c’è il detto once in a blue moon (fino alla Luna blu) che equivale al nostro ogni morte di papa.


Come è stato detto il 4 luglio scorso in un post, questa Luna blu è anche una superluna, più grande del solito perché al perigeo.

In passato la classica Luna blu era un punto di riferimento per valutare i propri traguardi, per vedere se gli scopi prefissi circa due anni prima erano stati raggiunti e per meditare sulle mancanze. Si verificherà a fine agosto 2023, come si vede nel lunario qui accanto.

Dunque la notte fra il 30 e il 31 agosto è quella giusta per un esamino di coscienza o una moviola un po’ malinconica sui vostri trascorsi. Avvolgete il nastro dei ricordi fino all’inizio del 2021 e meditate …


Se qualche risultato è mancato consolatevi sapendo che anche a Frank Sinatra nel 1934 andò torto qualcosa e in Blue moon cantò: 
… Luna blu, mi vedi in piedi senza un sogno nel mio cuore … Se vuoi la puoi ascoltare su You tube.






La Luna blu favorisce qualche osservazione? Per rispondere bisogna parlare brevemente delle Librazioni, che sono piccole oscillazioni apparenti della Luna che permettono di osservare circa il 10% in più della sua superficie rispetto alla classica faccia. E’ come se una persona rivolta verso di noi girasse il capo un po’ verso sinistra o destra e anche dall’alto in basso. Ci sono diversi tipi di librazione ma a noi ora serve la librazione in latitudine che avviene perché l'equatore lunare è inclinato di 6°41' rispetto al piano orbitale e così con la luna piena al perigeo vediamo meglio il polo sud, dove c’è un cratere famoso.
Guardiamo Tycho

Il cratere Tycho si osserva bene al plenilunio nell’ Altipiano Meridionale ed è uno dei più osservati. Ha un diametro di 85 chilometri e le sue ripide pareti si innalzano per circa 4500 metri. Si stima che abbia circa 100 milioni di anni e quindi è recente. Tycho è un piccolo cerchio dal quale si irradiano tante strisce bianche formate dai materiali scagliati lontano quando qui c’era un potente vulcano. In condizioni di librazione favorevole attorno a Tycho si vedono crateri imponenti tra cui Maginus, Clavius, Longomontanus e Wilhelm.

Chi era Tycho?

Tycho Brahe, astronomo danese, grande osservatore del moto dei pianeti, aveva accumulato tanti dati sui loro tempi di percorrenza che poi furono usati dal suo allievo Keplero per formulare le note leggi. Brahe elaborò un modello planetario detto appunto Ticonico, nel quale immaginava che la Luna e il Sole girassero intorno alla Terra, mentre Marte, Mercurio, Venere, Giove e Saturno ruotavano intorno al Sole. Era una complicata fantasia, il caso classico dello scienziato che ha i dati per definire un fenomeno ma non se ne accorge e perde l’occasione per diventare famoso. Tutti i meriti andarono a Keplero e in seguito gli astronomi dedicarono a Tycho solo questo cratere lunare. Però Ticho è ricordato dai cronisti della sua epoca per la vita tumultuosa: perse il naso durante un duello a causa di una sciabolata di striscio del suo avversario. Lo sostituì con una protesi d’oro e d’argento e il ritratto qui sopra come anche la lapide sulla sua tomba, nella chiesa di Tyn a Praga mostrano il suo volto con il naso tagliato e ricomposto. Morì nel 1601 per una infezione interna prodotta dalla rottura della vescica dopo una enorme sbornia di birra.


Per ampliare sul blog

16.05.2016   Il Pianeta Rosso passa sullo Scorpione
27.07.2018   La notte più favorevole per osservare il Pianeta Rosso
28.07.2018   La Luna rossa del 27.07.2018

venerdì 18 agosto 2023

Vega della Lira


Una stella
proprio sopra di noi
Ricerca di Claudio Mercatali



Non avete una stella preferita? Perché non ne scegliete una? Vega potrebbe essere adatta per voi, così come lo è per me.

Come si trova?
Vega in luglio e agosto si trova puntando il dito esattamente sopra alla nostra testa perché in questi mesi è allo zenit, ossia proprio su di noi. In estate è una delle prime a comparire, appena si fa sera.

E quando non è allo zenit?
Bisogna cercare il triangolo boreale, un asterismo composto da tre stelle molto luminose: Vega della Lira, Altair dell’Aquila e Deneb nel Cigno.

Si vede bene?
Si, perché è bianca e brillante, vicina alla Terra e non è piccola. Dista da noi 25 anni luce (235.000 miliardi di chilometri) che in astronomia sono poca cosa.

La carta di identità
Nome ufficiale: Alpha Lyrae (α Ly). Tipo: stella bianco blu. Massa: 2 - 3 volte più del Sole e 37 volte più brillante. Diametro: 2,2 / 2,8 volte più del Sole. Temp. 9600 K (°C) il 30% più del Sole. Distanza dalla Terra: 25 anni luce.


E’ giovane o vecchia?

Ha circa 450 milioni di anni e quindi è giovanissima, ma consuma rapidamente il suo idrogeno. Si pensa che durerà altrettanto e poi si spengerà.

La costellazione della musica

La lira era uno strumento a corde costruito da Apollo col guscio di una tartaruga e le corde di budella di pecora ma la sua forma classica è un arco di legno con una serie di corde tese.



Anche con la più fervida fantasia non si riconosce una lira in questa costellazione, che alla vista è un gruppetto di astri fra i quali spicca solo Vega. Secondo il mito la lira era lo strumento di Orfeo, un cantore così bravo che alla sua musica anche le bestie feroci si ammansivano.



Invece nei miti cinesi Vega è Zhi Nu, figlia dell’ Imperatore e della Regina del Cielo, tessitrice così brava che le nubi si fermavano per ammirarla. Si innamorò di Niu Lang, un guardiano di buoi , dopo averlo sentito suonare il flauto. La Regina non era per niente contenta di questa storia e con una spilla tracciò una linea nel cielo creando il grande Fiume d’Argento (per noi La Via Lattea) che li separò. L’Imperatore del Cielo, impietosito decise che un giorno all’anno, il settimo del settimo mese, i due innamorati avrebbero potuto incontrarsi, portati dalle gazze sulla stessa sponda, vicino alla stella del Cigno (per noi Deneb). Da tutto questo vengono le antiche feste della Principessa Tessitrice, al settimo giorno del settimo mese lunare del calendario cinese Qi Xi (in inglese The Night of Sevens”).

Anche gli Americani hanno i loro miti celesti, che spesso sono delle conquiste scientifiche. Infatti Vega fu la prima stella ad essere fotografata, il 17 luglio 1850, dagli astronomi James Adams Whipple e William Bond, con il telescopio da 15 pollici (38 cm circa) di apertura dell’ Harvard College Observatory su una lastra di rame fotosensibile esposta per 20 minuti.

Ha dei pianeti?
Questa domanda non è di fantasia, perché gli astronomi sono sicuri che ci sono molte stelle con dei corpi orbitanti, come attorno al Sole. Pare che Vega abbia due fasce di asteroidi e nello spazio di mezzo ci potrebbero essere dei pianeti, che per ora non sono stati individuati.


Sarà la prossima Stella Polare?
L’asse terrestre punta verso la Stella Polare ma si sa che nel corso dei millenni si sposta con un complicato moto detto Precessione degli equinozi. Nell’anno 13.600 Vega indicherà il polo nord e dopo altrettanti anni tutto tornerà come ora, però il ciclo si ripeterà negli stessi tempi. Oggi è il punto di riferimento per osservare la pioggia di stelle cadenti detta delle Liridi, dal 15 al 28 aprile di ogni anno.

In conclusione
Ci sono tanti motivi per tenere d’occhio Vega: è di un bel colore bianco brillante, è vicina, facile da trovare, potrebbe avere dei pianeti, sta allo zenit per tutta l’estate e sarà la prossima Polare, come potrete constatare in una delle vostre prossime vite.



sabato 12 agosto 2023

Il baco da seta

Da un editoriale del 1841

ricerca di Claudio Mercatali




L'Imparziale era un periodico di Faenza che usciva i giorni 10, 20, 30 di ogni mese. Il prospetto era già un programma e diceva: Foglio di scienze arti, lettere e varieta, nel centro della Romagna. Il 10 aprile 1841 pubblicò un interessante articolo di Scienze Naturali sulla storia e la fisiologia dei bachi da seta. L'autore era il prof. Salvatore Muzzi, professore di Lettere a Bologna e autore di tanti libretti di argomenti vari. Nella sua attività di pubblicista mancano del tutto le Scienze e questo sorprende un po' vista la competenza con cui affronta l'argomento dei bachi da seta. Forse qui riporta con abilità le spiegazioni avute da professionisti del settore. Leggiamo le sue documentate e piacevoli considerazioni:






Nel comprensorio faentino la tratta della seta era una attività importante, tanto da dare il nome a due quartieri della città. La zona della Filanda vecchia e della Filanda nuova erano appena oltre il cavalcavia della ferrovia Bologna – Ancona, e non a caso ora lì c'è il centro commerciale La Filanda.



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Nel 1909 fu proprio una di queste, quella della famiglia Guadagni, che dopo una dura vertenza sindacale con le lavoratrici faentine, si trasferì a Marradi dove c'era manodopera femminile a più basso costo (però poi le lavoratrici marradesi si fecero sentire). 



Nel 1911 fu inaugurato il nuovo stabilimento che anche qui diede il nome alla parte del paese in cui sorgeva.








Anche Modigliana era un importante centro per l'industria della seta e la filanda più grande sorse nella zona che oggi si chiama Il Filandone. L'edificio è stato ristrutturato di recente ed è sede di diverse attività e dell' Ufficio Postale.

Tutte le filande cessarono negli anni Cinquanta, con l'avvento delle fibre tessili sintetiche e soprattutto nel Nylon. I chimici della multinazionale americana Pont de Nemour, che l'avevano scoperto, gli diedero questo nome che è l'acronimo di Now you loose old Nippon (ora hai perso vecchio Giappone) ma non è così: questa fibra non traspira e ognuno di noi sa che una maglietta tutta di Nylon fa sudare al massimo.


Per ampiare
12.08.2022 Il gelso, un albero cinese a Marradi
20.11.2011 L'allevamento domestico del baco da seta



lunedì 7 agosto 2023

Il grano Senatore Cappelli

Breve storia e uso 
di un grano antico

Ricerca di Claudio Mercatali



Il Senatore Cappelli è un grano ottenuto dal genetista Nazareno Strampelli ai primi del ‘900 al Centro di ricerca cerealicola di Foggia incrociando la cultivar tunisina Jenah Rhetifah con altre varietà. Nel 1915 Strampelli diede al nuovo grano il nome del senatore Raffaele Cappelli che lo aveva sostenuto e finanziato.


Il frumento Cappelli è molto alto (circa 150 - 160 cm) e subisce l'allettamento, cioè il suo fusto si piega fino al suolo con il vento, però l’altezza è una difesa dalle erbe infestanti basse e questo agli inizi del ‘900 era un bel vantaggio, perché non c’erano gli erbicidi che ci sono oggi. In più la sua semola è di ottima qualità. Con questa nuova cultivar le rese per ettaro passarono da 9q (1920) a 12q (fine degli anni '30). Fino agli anni '50 la maggior parte del grano italiano era Cappelli ma poi l’avvento degli erbicidi permise di coltivare piante di minore taglia, meno soggette all’allettamento e il Cappelli andò in declino e fu sostituito da cultivar come quelle dei gruppi “Val” (Valgerardo, Valnova, Valselva, Valriccardo) o “Castel” (Castelporziano, Castelfusano, Casteldelmonte e Castelnuovo) ma soprattutto dal Creso, un grano derivato dallo stesso Cappelli. 



Come vennero ottenute queste nuove varietà soprattutto il Creso che ebbe il maggiore successo commerciale? Leggiamo le schede qui accanto …






Oggi il grano Senatore Cappelli occupa una nicchia di mercato dedicata ai cultori di frumenti antichi non OGM. E' in produzione anche a Marradi, presso l'Azienda agricola Zerbini di Sant'Adriano e l'Azienda agricola di Val Lutirano, dove c'è un forno che cuoce un pane fatto con questo grano. E' mostrato qui accanto; fragrante, piacevole al palato, adatto sopratutto a chi ha i denti buoni, perché le farine ottenute con il Senatore Cappelli danno un pane più "duro" di quello che siamo abituati a mangiare, specialmente se ottenute con la molitura tradizionale a pietra.


domenica 6 agosto 2023

Deneb del Cigno

Una stella estiva 
enorme e lontanissima

Ricerca di Claudio Mercatali



Non avete una stella preferita? Perché non ne scegliete una? Qui di seguito vi propongo Deneb, un astro lontanissimo che forse vi piacerà.

Deneb è la stella più brillante della costellazione del Cigno e quindi il suo nome scientifico è alfa Cigni. E’ una supergigante bianca, meno luminosa di altre perché lontanissima, si stima da 1400 a 3200 anni luce. Per intenderci Vega, che con Altair dell’ Aquila forma con Deneb il Triangolo boreale, è a 25 anni luce.

I mesi migliori per vedere Deneb sono luglio e agosto, ma nel nostro emisfero si può osservare anche in primavera e in autunno. Invece nell’ emisfero sud non si vede. I soliti astronomi greci l’avevano già notata e inserita nell' asterismo del cigno in volo.

La luminosità


Siccome la distanza di Deneb è enorme e nonostante ciò questa stella è ben visibile, si stima che le sue dimensioni siano gigantesche.

Il destino finale

Secondo gli astronomi Deneb oggi è ancora nella fase di fusione nucleare dell’idrogeno, proprio come il Sole. Ma la sua massa enorme porterà in seguito alla fusione dell’ elio, secondo un ciclo di reazioni potentissime, a noi ignote. Dunque Deneb diventerà una luminosa Supernova e poi si esaurirà. Però questo avverrà fra qualche miliardo di anni.

L’astronomia storica

Basta con le ipotesi degli astronomi, che riguardo a questa stella sono tutte da provare e andiamo all’astronomia visuale degli antichi, che si limitavano a considerare solo quello che vedevano senza ipotizzare nessuno scenario futuro.

Johannes Hevelius nel 1690 la rappresentò vicino alla coda di un cigno in volo, nel modo che si vede qui accanto. Anche gli astronomi Arabi dell’ XI secolo avevano fatto più o meno così e le avevano dato il nome di Dhanab (coda) intendendo che l’uccello in volo fosse una gallina.


Invece i Cinesi la chiamarono Tiān Jīn (guado celeste) e secondo la loro visuale non ci sono il cigno o la gallina ma un ponte che consentiva il passaggio attraverso la Via Lattea dei due amanti Niu Lang (Altair) and Zhi Nü (Vega) che lo potevano percorrere solo una volta all’anno. Questa è una fantasia bella, perché in effetti il Triangolo boreale è a cavallo della Via Lattea, come si vede anche dal disegno di Hevelius.


Secondo l'astrologia Deneb conferisce a chi la ammira un intelletto vivace che facilita la fantasia. Perciò è la stella che fa per voi se vi sentite creativi.