Ai primi del Novecento la maggior parte delle persone della nostra zona viveva in ristrettezze e non poteva dare garanzie per un credito bancario. Per affrontare questo problema la Chiesa Cattolica si fece promotrice di tante piccole banche, che spesso avevano sede nelle canoniche e erano amministrate dal prete. Erano società cooperative in nome collettivo, cioè i soci facevano fronte personalmente ad eventuali ammanchi o rovesci.
" ... La Nerina era diventata una parrocchiana di primo piano nel senso lato della parola, perché aveva cura di prendere sempre posto nella prima fila di panche. Se ne stava tutta compunta, a testa bassa, e non passava domenica senza che si accostasse ai sacramenti. La preparazione spirituale della ragazza era completa quando si recò alla Cassa Rurale ...
- Don Antonio ... -
Il prete sollevò la testa dai suoi "messali" pieni di nomi e di cifre sorpreso di essere chiamato con il suo vero nome. Ormai da tempo era per tutti don Birzighèn.
- Don Antonio sono venuta per un piccolo prestito ... -
- Cinquemila lire? Ma dì, sei matta? Cosa vuoi "spularmi" la Cassa? Ma che cosa ne devi fare di tutti questi soldi? -
Doveva sposarsi, la Nerina, con Cencio, un disperato come lei ...
- E va beh ... ma cinquemila lire sono baiocchi, cara mia ... Non ti bastano che so ... mille ... duemila ... -
- Non ho niente don Antonio ... niente. Sono povera e nuda come Gesù Cristo ... -
E per meglio dimostrare quanto fosse nuda, si aprì con fare innocente la camicetta scoprendo un tesoro di tette da ributtare di colpo gli occhi annebbiati del prete sui registri.
- Dai, dai chiudi lì quella roba, che non ti venga un raffreddore. Chiudi, che adesso vedremo che cosa si può fare ... -
E venne la scadenza. E la Nerina fu puntuale. Birzighèn alla sua vista se ne uscì con un respirone di sollievo che adombrò il vetro dello sportello e gli fece recitare una muta preghiera verso San Tommaso, protettore dei banchieri.
- Eccomi qua, don Antonio ... -
- Brava, brava ... è un po' che non ti vedo. Come mai non sei più venuta a Messa? -
- E sa come succede don Antonio ... il matrimonio ... debbo prepararmi ... comprare tanta roba ... -
- Con i miei soldi, pensa Birzighèn - fortuna che è tornata ... -
E ad alta voce:
- Ecco qua la cambialina, cara la mia bella Nerina ... -
e ride per la rima improvvisata, fa il galante il prete severo che in tutta la sua vita ha avuto per amore quello verso Dio e quello verso la sua Cassa ...
- Ecco qua ...-
Posa la cambiale sul banco.
- Fate un po' vedere se scade proprio oggi ... -
La Nerina prende la cambiale, la scruta attentamente, poi si slaccia velocemente la camicetta e infila il candido foglio fra le tette come se fosse un fazzoletto di batista.
Don Birzighèn è di sasso. Si riscuote.
- Beh! Ma dico! Cosa fai? Sei diventata matta? Dammi qua ... -
Si sbraccia don Birzighèn, poi si infila nel buco dello sportello allungandosi come un lombrico ...
- Avanti, su prendetela, avanti dunque ... -
Il parroco protende la mano e infila le dita in quella carne viva palpitante. La ritira di colpo come se avesse toccato il fuoco dell'inferno.
- Su dunque ... di che cosa avete paura? -
Sorride la Nerina. Sa che il prete, quel prete, non avrebbe rischiato la perdizione eterna frugando in quell' oasi peccaminosa.
- Grazie don Antonio, vi rifarete con altri ... con quelli che hanno più di me ... io ho solo queste cose che a voi non piacciono ... almeno prendete questo ... e afferra il prete per le orecchie stampandogli un bacio con lo schiocco sulla guancia ... ".