Marradi, inizio del '900

Marradi, inizio del '900

domenica 7 giugno 2015

Numa Campi, un tenace deputato del 1904

La vitalità di Marradi nel primo Novecento (prima parte)
ricerca di Claudio Mercatali


Vignetta dell' ottobre 1904 
(come le seguenti viene
 dal Resto del Carlino)




Numa Campi era un medico, nativo di Modigliana. Nel 1904 si presentò alle elezioni politiche a capo di una singolare formazione, quella dei Popolari, che era un’ aggregazione di Repubblicani e Socialisti.
Il collegio elettorale era quello di Rocca S.Cassiano, del quale faceva parte anche Marradi, perché i comuni dell’ appennino romagnolo formavano la cosiddetta Romagna Toscana ed erano tutti in provincia di Firenze.
L’associazione elettorale fra Repubblicani e Socialisti era insolita, perché questi due partiti erano antagonisti. Però Numa era il tipo giusto per mettere insieme le due parti: i Repubblicani lo seguivano dato che era uno di loro e aveva un modo di fare deciso e tenace, che nell’ agitata Romagna di inizio Novecento piaceva. I Socialisti lo accettarono per certi ragionamenti alternativi e non propriamente moderati che non di rado si sentivano nei suoi discorsi. Però il cemento dell’ alleanza era il sentimento anticlericale e, come spesso avviene in questi casi, era un punto di debolezza, perché lo stare insieme per comune astio contro qualcuno più che per degli ideali condivisi non porta molto lontano.




L’avventura di Numa Campi partì nel 1904, quando la sezione repubblicana di Modigliana lo indicò come proprio candidato, convincendo le altre sezioni del collegio elettorale e soprattutto i Socialisti.
Ecco qui accanto un articolo estratto dal Resto del Carlino del 16 ottobre 1904 che parla di questo. Il progetto di Campi era ambizioso e per niente semplice, perché gli avversari erano agguerriti. Nel collegio di Rocca S.Cassiano si presentarono altri due candidati, l’ing. Adolfo Brunicardi, deputato uscente per il Partito Costituzionale moderato e l’avv. Silvio Berti, ex sindaco di Firenze, per i Monarchici e gradito ai cattolici, che nel collegio avevano un gran seguito. Il Resto del Carlino del 17 ottobre descrisse in modo molto chiaro i singoli candidati e le loro chances, come si può leggere qui sotto.


Nel 1904 il sistema elettorale alle politiche era uninominale con ballottaggio, secondo un metodo 
che assomiglia un po' alle nostre elezioni amministrative per l’elezione del sindaco.








Data la forza dei concorrenti i pronostici davano Campi perdente, ma successe che l’elettorato cattolico si divise. In quegli anni era ancora in vigore il “non expedit” cioè il divieto per i cattolici di partecipare alla vita politica, secondo il principio “né eletti né elettori”. Era un’ interdizione fatta dal Vaticano poco dopo la conquista di Roma e la breccia di Porta Pia (1870). I cardinali si divisero su questo, come si legge qui sopra. Il vescovo di Modigliana Sante Mei Giannotti era favorevole all’ astensione dal voto e fra i cattolici della Romagna Toscana si accese una polemica aspra. Silvio Berti rimase spiazzato e si ritirò, per non accentuare le divisioni. Così Numa Campi ebbe la via spianata e vinse al primo turno, senza necessità di ballottaggio.





La tornata elettorale del 6 novembre 1904 per i cattolici fu un vero disastro. E' significativa questa vignetta dell'epoca, tratta dal Resto del  Carlino, in cui un parroco dice al vescovo che gli chiede spiegazioni che è naturale perdere se si invita la gente a non andare a votare.

L'inaspettato successo galvanizzò i Repubblicani e i Socialisti di Marradi, che invitarono Numa Campi qui in paese ad una cena, in cui si fecero brindisi e bisbocce. Il Messaggero del Mugello riportò la notizia come si legge qui di seguito.





La vittoria era stata inaspettata e i laici si fecero sentire, con tanti sfottò all'indirizzo dei cattolici marradesi. Per questo maturò un forte spirito di rivalsa.
                                     



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I RISULTATI  COMUNE PER COMUNE

Castrocaro   116  (82)    Dovadola  102   (92)   Marradi  107   (111)   Modigliana  283   (75) 
Rocca  91  (129)  S.Piero in Bagno  105   (91)   S.Sofia  188 (24)
NOTA: in grassetto i voti per Campi, fra parentesi quelli per Brunicardi (a quel tempo 
non c'era il suffragio universale e votava solo chi aveva un certo reddito)


L’attività parlamentare del neo eletto fu intensa ed energica, spesso rivolta e contrastare il potere della Chiesa all’interno dello Stato. Fu uno dei sostenitori della legge Bissolati che limitava il finanziamento dello Stato alle scuole cattoliche e questo gli creò dei nemici.
Qui in zona la sua popolarità era buona e avvicinandosi le elezioni del 1909 il nuovo vescovo di Modigliana, Luigi Capotosti, pensò che fosse il caso di intervenire e di contrapporgli un candidato cattolico.
Infatti l'enciclica "Fermo Proposito" permetteva ai vescovi di valutare caso per caso la possibilità di fronteggiare delle candidature apertamente anticlericali con la sospensione temporanea del "non expedit". Come si vede la mentalità di cento anni fa era completamente diversa da quella odierna.


Silvio Berti





Il vescovo era sceso in campo direttamente e il sindaco di Marradi scrisse un po' preoccupato questa lettera al Prefetto di Firenze:

"Essendosi sparsa la voce che alle prossime elezioni  si recheranno a votare anche i parroci e altri sacerdoti a sostegno della candidatura del sig. Silvio Berti è sorto un certo fermento ..."









La campagna elettorale fu contrastata e dura. Non mancarono le polemiche, i colpi bassi, le lettere anonime ...







Alle elezioni del 7 marzo 1909, dopo un'accanita battaglia elettorale, la lista dei cattolici (il Partito Costituzionale) capeggiata di nuovo da Silvio Berti, prevalse. Ecco qui accanto un articolo del Messaggero del Mugello che parla di questo. I Popolari di Numa Campi furono sconfitti duramente. La coalizione dei Repubblicani e dei Socialisti si era spaccata per i dissapori interni e non si riformò più.

                                                               

A Marradi rimase a lungo una scia di polemiche e di rancori, fra cattolici e laici. Ecco qui accanto un articolo che rende l'idea del clima di quei giorni:


Numa Campi tornò a Livorno, dove risiedeva. In quella città gli è stata intitolata una via. Nella Delibera di Consiglio Comunale di Livorno n.165 del 21.4.1954, conservata presso l'Archivio storico comunale di quella città, c’è scritto che:
"Si intitola a Numa Campi, il tratto di strada che dalla via di Montenero va a via del Pino. Con la detta denominazione si intende onorare l'illustre clinico (Modigliana 1858 - Livorno 1923) che fu deputato al Parlamento, di parte repubblicana e rappresentante Livorno con fede profonda, onestà integra, carattere adamantino."







A Marradi i cattolici del Partito Costituzionale vollero vincere fino in fondo e costrinsero alle dimissioni l'avv. Filippo Zacchini, assessore del comune (era il babbo del dr. Zacchini, per tanti anni medico condotto) che aveva sostenuto la candidatura di Numa Campi.
Nell' articolo qui accanto lui e suo fratello sono citati con il soprannome di "avvocati dalla faccia multicolore", perché si accaloravano nelle discussioni. I "rossi tulipani" sono i Socialisti marradesi e gli altri soprannomi sono quelli dei dirigenti del Circolo Unione. Non si dovrebbe mai confondere il turno elettorale delle politiche con le questioni amministrative locali, perché questo avvelena gli animi e produce un danno agli amministrati.

Cominciò così un periodo di aspri contrasti fra laici e clericali, che segnò per diversi anni la vita politica marradese. Questa però è un'altra storia ... da leggere in un prossimo articolo.




Fonti  Emeroteca della biblioteca di Faenza, emeroteca della biblioteca Nazionale di Firenze,  notizie dell' ufficio toponomastica del Comune di Livorno. Notizie dell'Archivio storico della Camera dei deputati, fornite dalla sig,ra Ilaria Bentivoglio. Repertorio a stampa di Alberto Malatesta "Ministri, deputati, senatori dal 1848 al 1922", Vol. I, 1940.

Per altre notizie su Numa Campi: Fulvio Conti e Marco Pignotti, pg 1076 - 1077, Romagna Toscana, Tomo II, edizione Le Lettere (disponibile alla biblioteca di Marradi, sezione di storia locale).



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