Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

sabato 21 ottobre 2017

1930 - 1931 Lutirano

Si costruisce l'illuminazione pubblica a lampade elettriche per i 366 abitanti della frazione
ricerca di Claudio Mercatali
  

 
Planimetria di Lutirano (1930)
con l'indicazione dei nuovi punti luce
 
 

Negli anni Trenta la valle Acerreta era densamente abitata. A Lutirano e nei poderi del circondario abitavano 366 persone, tutti agricoltori, che non erano certo i più poveri del Comune, perché qui la campagna è fertile e il fondovalle ampio. Però la zona era isolata e nel 1930 c'era ancora l'illuminazione pubblica con lampade a petrolio, che un incaricato accendeva ogni sera con uno stoppino in cima ad una pertica. Occorreva modernizzare e allora il Podestà di Marradi chiese un preventivo alla Società Elettrica del Valdarno, che gli rispose così:
 
Società Elettrica del Valdarno
Borgo S.Lorenzo     9 maggio 1930

Onorevole Podestà del Comune di Marradi

Mi pregio comunicarle, che la spesa occorrente per l'installazione di N° 5 lampade per la Illuminazione Pubblica di Lutirano delle quali 4 su bracci e una a sospensione, accensione con interruttore a mano, lavoro eseguito in perfetta regola d'arte, lampade escluse, ammonta a lire 1200.

Con ossequi     L'Ufficio di Borgo S.Lorenzo

  


 

Era tanto o poco? Una famosa canzone del 1939 diceva: " ... se potessi avere ... mille lire al mese ..." e dunque per la luce pubblica a Lutirano il Comune doveva spendere l'equivalente di una buona mensilità. Il podestà Federico Consolini fece i suoi conti e dopo qualche mese decise che si poteva fare. Siccome durante il Ventennio i Consigli Comunali erano aboliti, venne fatta la cosiddetta "Deliberazione podestarile" cioè si mise per iscritto la volontà del Podestà:

 COMUNE DI MARRADI
Copia di deliberazione podestarile
Marradi, 8 settembre 1930

L'anno millenovecentotrenta, VIII° dell'Era Fascista, nel giorno otto, del mese di settembre , alle ore 10, nella Residenza del Comune ...

 Riconosciuto che era opportuno provvedere alla illuminazione pubblica del centro abitato di Lutirano, illuminazione fatta, fino ad ora, con antichi fanali a petrolio e che importa spese sensibili mentre uguale e forse minore spesa si avrebbe adottando la luce elettrica con tanto miglioramento del servizio stesso ...

Delibera di dare incarico alla Società Elettrica del Valdarno di provvedere.
Il Segretario del Comune A. Bosi

 
Nel 1931 al censimento decennale, gli abitanti di questa frazione risultavano così ripartiti:

 
 
 
 
 
 
 
Panorama di Lutirano, visuale dalla strada per Tredozio.
 
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"Violino" è la deformazione italiana del romagnolo "Viotlèn = viottolino". La stessa etimologia si trova a Modigliana a Violano, il borgo appena all'inizio del Trebbio.
 
Nei poderi Senzano e Taverna ci sono i più antichi insediamenti del Comune di Marradi. Esistevano già al tempo dei Romani, come fattorie di cui sono stati trovati i resti (che sono al Museo Archeologico di Palazzuolo sul Senio).
 
 

domenica 15 ottobre 2017

Il vescovo di Brisighella

Un tentativo (fallito) di formare
 una nuova Diocesi
ricerca di Claudio Mercatali



Brisighella ha dato i natali a ben sette cardinali e ha sempre fatto parte della Diocesi di Faenza. Però nel 1612, per ambizione, ci fu un tentativo di formare una nuova Diocesi, separata da quella faentina.
Lo storico Antonio Metelli, nella sua Storia di Brisighella e della Valle di Amone ci racconta che, essendo cambiati i tempi, passato il periodo delle fazioni fra Guelfi e Ghibellini, gli animi dei brisighellesi erano diventati "fiacchi e mogi", però ad un certo punto si risvegliò l'animo gagliardo degli abitanti della Terra e successe che... leggiamo ...
  
 

 
Dunque il clero di Marradi si oppose alla costituzione di questa nuova diocesi e i preti di Modigliana si rivolsero addirittura al Granduca Cosimo II perché impedisse il fatto.

  
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Cosimo II
de' Medici


Il Granduca scrisse a Guicciardini, suo ambasciatore in Vaticano, per impedire che Brisighella avesse giurisdizione religiosa anche nella parte della valle sotto la sua sovranità e i brisighellesi si rivolsero a Paolo Spada, il Tesoriere di Romagna, cioè un alto funzionario pontificio. Era scoppiata una guerra diplomatica fatta di intrighi e di sotterfugi, fra i corridoi vaticani. La spuntò Guicciardini e la nuova diocesi non si fece.


 

Daria Albicini di cui parla Metelli nel suo articolo era la moglie di Paolo Spada. Questi erano i genitori del futuro cardinale Bernardino Spada, che all'epoca dei fatti narrati (1612) era ancora un ragazzo.

NOTA
Una diocesi staccata da quella faentina venne poi costituita in un'altra circostanza storica (nel 1851) e la ottennero i modiglianesi. Comprendeva Dovadola, Marradi, Rocca S.Cassiano, Tredozio e altri territori della Romagna Toscana.