Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

martedì 1 ottobre 2024

Sette poesie di Olindo Guerrini

La rubrica poetica
del settimanale Il Lamone

ricerca di Claudio mercatali



Olindo Guerrini, (Forlì, 1845 - Bologna, 1916) noto anche con gli pseudonimi di Lorenzo Stecchetti, Argìa Sbolenfi (una zitella insoddisfatta della sua vita sessuale) e altri nomi come Marco Balossardi , Giovanni Dareni , Pulinéra, Bepì e Mercùtio, è stato poeta e scrittore, nonché studioso di letteratura. Diede il meglio di sé nella poesia dialettale e satirica, spesso di tono anticlericale. Le poesie che seguono furono pubblicate nel periodico faentino Il Lamone, che era in aperto contrasto con il settimanale Il Piccolo, organo del Curia di Faenza. Ambedue i fogli erano venduti anche a Marradi, di più Il Piccolo, essendo il nostro un paese in prevalenza cattolico, ma andare a spasso con Il Lamone sotto il braccio faceva fino e dava un non so che di alternativo. Leggiamo:


La neve è un divertimento per i ricchi ma una disgrazia per i poveri. Ridete, ridete voi che siete ricchi, dice Olindo, ma ricordatevi che ...


Il vescovo di Faenza Giovacchino Cantagalli  (giuvachì, come lo chiama Guerrini) stanco degli insulti e delle provocazioni, scomunicò Il Lamone (era peccato leggerlo) e denunciò Olindo. In questo dialogo immaginario Il Lamone parla con il periodico Avvenire (cattolico) e i due si dicono che ...




La zirudèla è una composizione dialettale tipica romagnola ...








Il 20 agosto Il Lamone pubblicò una delle invettive più belle di Olindo, firmata Lorenzo Stecchetti. Lo scenario è il giorno del Giudizio, nel momento in cui tutta l'umanità nuda viene chiamata da Dio nella valle di Giosafatte. Fa gli ignudi c'è anche il vescovo di Faenza:

Come? Colui che già faceva paura ...  Scagliando l'anatema e la minaccia ... Era fatto con questa architettura?



Ancora contro il vescovo di Faenza che l'aveva denunciato per vilipendio ...

La cometa Tempel - Tuttle nel 1899 fu un evento che fece temere la fine del mondo. A detta di Guerrini i preti profittarono della paura della gente e, passato il pericolo, consigliò alle donne di ...

La moglie di Olindo, in gita alla chiesa di San Mamante (nella collina faentina) tornò a casa con una ampolla di olio benedetto, che a detta del parroco leniva i dolori. Olindo invece lo usò per ungere la bicicletta e successe che ...

Senza dubbio i nostri bisnonni si divertirono molto a leggere queste dispute.




domenica 15 settembre 2024

The Gadfly (Il tafano)

Da un romanzo 
della scrittrice
Ethel Lilian Voynich



Gli anni dal 1830 al 1860 furono densi di entusiasmi, di ideali e di desiderio di libertà. Le idee andavano in qua e in là, come sempre quando si sogna, perché si voleva una nuova Italia ma non si sapeva come dovesse essere: Repubblica? Monarchia? Sotto i Savoia? Con a capo il Papa? Federale? Unitaria?

Nel 1845, a seguito di un moto rivoluzionario romagnolo fallito, da Faenza arrivarono vicino a Marzeno due gruppi di rivoltosi in fuga. Cercavano scampo nel Granducato, e nelle colline di confine (le Balze di Scavignano) furono affrontati dalla Gendarmeria Pontificia. 
Don Giovanni Verità li aveva avvisati ma costoro, guidati dal patriottico conte Pasi di Faenza accettarono lo scontro e riuscirono a passare al prezzo di due morti e un certo numero di arrestati. L’episodio è illustrato nel quadro qui sopra…




I fatti sono descritti in un post del Blog dal titolo “L’assalto alla Dogana Pontificia delle Balze di Scavignano", pubblicato il 1° settembre.
Le vampate di patriottismo e queste storie tese colpirono la fantasia della scrittrice irlandese Ethel Lilian Voynich che nel 1898 scrisse il romanzo The Gadfly (Il Tafano) ambientato anche nella valle del Lamone (il Cap. 11) e tradotto il italiano con il titolo “Il figlio del Cardinale”. 


Parla di Arthur Burton, detto Il Tafano, mazziniano della Giovine Italia, impegnato in un traffico d’armi verso la Romagna per fare la rivoluzione, e perciò pedinato a Marradi e poi arrestato dopo una sparatoria in mezzo al mercato di Brisighella. Leggiamo …







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domenica 1 settembre 2024

L’assalto alla Dogana Pontificia di Scavignano

Un episodio del Risorgimento 
nella nostra zona

Da un documento dell’ UOEI di Faenza
e di Ex novo di Modigliana



Nel 2011 ricorreva il 150° anniversario dell’ Unità d’Italia e il gruppo UOEI di Faenza (Unione Operaia Escursionisti Italiani) assieme al gruppo di volontariato Ex novo di Modigliana organizzarono un trekking storico culturale alle Balze di Scavignano, nei luoghi dove nel 1845 avvenne un episodio risorgimentale che andò a finire male ma fu un chiaro sintomo del malessere che si viveva in quegli anni nello Stato Pontificio.

Dove sono le Balze di Scavignano? Per chi scende da Modigliana sono poco oltre le Cantine Intesa, appena varcato il ponte sul Marzeno, che era il confine fra il Granducato e lo Stato Pontificio e oggi segna l’inizio della Provincia di Ravenna. Oppure per chi viene da Brisighella scendendo dalla strada provinciale detta La Carla sono i calanchi che stanno alla sua destra.




Che cosa successe qui? Per saperlo per bene basta leggere l’opuscolo qui accanto, edito da UOEI e da Ex novo. 
Chi vuole può fare un trekking simile a questo profittando di questa arietta settembrina di fine stagione, mese in cui avvennero i fatti …





Non poteva mancare don Giovanni Verità, che venne apposta da Modigliana per partecipare all’atto, un po’ scettico a dire il vero, dato il numero esiguo dei rivoltosi e il loro atteggiamento entusiasta ma poco adatto alle cose belliche …




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7 marzo 2017 In giro fra la Romagna e lo Stato Pontificio