Marradi, inizio del '900

Marradi, inizio del '900

martedì 6 settembre 2011

Al teatro degli Animosi



La magia pianistica di Liszt
di Antonio Moffa



Sabato 10 settembre 2011, al TEATRO degli ANIMOSI, la magia pianistica di FRANZ LISZT con Mirco Ceci e Federica Bortoluzzi, della SCUOLA DI MUSICA DI FIESOLE (ingresso libero).




“IL GENIO DEL TERRITORIO” si manifesta ancora a Marradi per commemorare il “mago” del pianoforte ottocentesco Franz Liszt, a duecento anni dalla nascita (1811 – 1886+).
Dobbiamo essere grati a questa iniziativa della Provincia di Firenze e dei Comuni del comprensorio fiorentino, che permette di ascoltare la buona musica, spesso collegata ad eventi cronologici rilevanti: lo scorso anno fu festeggiato il bicentenario natale di Chopin, quest’anno possiamo ascoltare cinque brani del grande musicista ungherese. 

Franz Liszt

Ci sono alcune affinità e molte differenze fra Chopin e Liszt: da molti il polacco è considerato il più grande compositore di letteratura pianistica e Liszt il più grande virtuoso della tastiera al pari di Paganini per il violino. Ambedue amavano l’ambiente salottiero ma, quanto Chopin era malaticcio, malinconico e poetico, tanto Liszt era vulcanico, roboante, itinerante e presenzialista. Chopin è morto a 39 anni, Liszt a 75, età biblica fra i grandi musicisti.
L’aspetto predominante del compositore ungherese è l’eclettismo: grandissimo pianista, compositore di svariati generi musicali (concerti, poemi sinfonici, messe, oratori, studi, sonate, parafrasi e trascrizioni da opere per piano ed altro), direttore d’orchestra, insegnante, critico musicale, promotore di eventi musicali e abate. Sì proprio abate, con il placet di Pio IX. 

 Frédéric Chopin

Ironicamente si può dire che Liszt fu un virtuosissimo pianista ma un abate poco virtuoso, poiché l’abito talare, indossato a Roma, gli servì soprattutto per tirare a campare ed avere le entrature giuste nella nobiltà capitolina. Quell’abito non consentiva a Liszt di celebrare messa, né amministrare sacramenti ed egli poteva tornare allo stato laicale ad libitum. 

Antonio Vivaldi

Vivaldi fece di peggio: il prete rosso ottenne la dispensa dai doveri sacerdotali per “ristrettezza di petto” (!) e sappiamo che alla fine del ‘600 i vincoli religiosi erano molto più rigidi, anche nella Serenissima.
La produzione musicale di Liszt è impressionante; solo G.P. Telemann, contemporaneo di Bach e Vivaldi, lo supera per numero di lavori ed anche per età (il tedesco morì a 86 anni!). La parte più ampia di tale produzione è, ovviamente, quella pianistica, fondamentale ancora oggi per gli studiosi dello strumento-principe.
Il suono del pianoforte lisztiano è alternativamente limpido, celebrativo, brillante, solenne e meditativo. Sul pianoforte Liszt trasferisce tutta la sua generosità musicale.
 I brani in programma sabato prossimo ci permettono di verificare tre aspetti fondamentali della sapienza pianistica di Liszt: la sonata in si minore rappresenta la forma astratta, i tre brani tratti dalla raccolta “Années de pèlerinage” sono un buon esempio del diario musicale itinerante e le reminiscenze da “Norma” di Bellini ci fanno apprezzare la maestria di Liszt nelle trascrizioni di lavori operistici. In pieno ‘800 questa forma musicale ebbe molto successo, perché consentiva di cogliere le linee essenziali del melodramma anche fuori dal contesto scenico ed era un veicolo pubblicitario dell’opera lirica: gli strumenti che riproducono suoni e voci si affermeranno solo all’inizio del 20° secolo. 

Spartito della "Campanella " di Liszt

 Gli esecutori, già citati all’inizio, giovani e di bella presenza, hanno un’ottima scheda artistica e sono stati applauditi nelle precedenti esibizioni del circuito “IL GENIO NEL TERRITORIO”: l’aristocratica atmosfera del nostro Teatro e la sua invidiata acustica garantiscono a loro e agli ascoltatori un’altra serata di successo. L’incontro preparatorio al concerto viene tenuto nella Biblioteca comunale di Marradi giovedì 8 settembre alle 21.

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