Marradi, inizio del '900

Marradi, inizio del '900

lunedì 3 febbraio 2014

La strada di Guiàtola



Un sentiero nell'alta valle
del fosso di Albero
di Claudio Mercatali


... Un cartello di legno 
ne indica l'inizio ...


Guiàtola è un podere disabitato da tanti anni, che si raggiunge con una strada campestre dal podere Trebbo, lungo la provinciale Marradi - S.Benedetto in Alpe. Un cartello di legno ne indica l'inizio e non serve altro, perché la via è chiara. Si scende al fosso di Val della Meda, si guada perché la passerella è distrutta e si prosegue per una strada campestre ben riconoscibile. Appena il tempo di cominciare a sudare e si arriva ad una casa bella ma in rovina, che appunto è Guiàtola.





... si guada perché la passerella 
è distrutta ...




Il podere venne abbandonato dai contadini negli anni Cinquanta, perché da questi campi si ricavava poca risorsa e molta miseria, però è stato abitato di nuovo negli anni Novanta da una comunità di persone che rifiutavano il nostro modello di società e cercavano un ritorno alla vita in ambiente naturale, lontano da tutti.


 


Fu un'esperienza coinvolgente e chi l'ha vissuta la racconta ancora oggi con emozione. Il gruppo che viveva là accoglieva chi passava, in una specie di cooperativa sociale senza compromessi. Fu così che un giorno alcuni rimasti a dormire bevvero troppo, si addormentarono con il lume a petrolio acceso, che si rovesciò e ...

 La comunità si disperse e ognuno se ne andò per conto suo. Per questo attorno a casa si trovano tanti oggetti abbandonati, che sono rifiuti ma anche frantumi di un sogno.

Guiàtola 






Per un breve tratto la visuale si apre e così si capisce dove siamo: laggiù in fondo si intravedono le prime case di Albero.
La montagna a sinistra, quella più scura, è da percorrere tutta, a mezza costa, fino a girare attorno.
  
 

Val Stagnana

Dopo Guiàtola la strada prosegue come sentiero, serpeggiando in piano attraverso la macchia. Dopo un paio di vallette si arriva a un rudere, che è l'ex podere di Val Stagnana.

E poi ancora, di valletta in valletta si arriva in un castagneto di piante altissime, in parte schiantate dalle neve.
I castagneti sono vivi, e c'è la traccia del lavoro di generazioni intere di contadini che hanno ricavato da qui il necessario per vivere. Ci sono anche altre sensazioni di vitalità, perché i castagni, con i contorcimenti dei loro tronchi suscitano tante fantasie.
 
Secondo la leggenda gli sferoblasti sono dei dispettosi spiriti intrappolati nella corteccia. Il mito dice che ci chiamano, anche se non li sentiamo, quando camminiamo nel bosco. Lasciano le loro sensazioni impresse nei tronchi dei castagni e se avete sufficiente immaginazione le potete vedere. Non ci credete?



 Lo spiritello dal naso a patata
di questo castagno fa  Oooh ... e sembra
 sorpreso di vedermi.

 






Quest'altro spiritello, strabico
 e con i capelli arruffati sembra spaventato
e fa Aaah! ... quando mi vede..




 





Il "bue muschiato" sonnecchia
e non mi ha visto passare.
Sopra altre tre faccine sbucano dalla corteccia?



Clicca sulle immagini 
se le vuoi ingrandire





Dopo il castagneto comincia un prato pascolo cosparso di ginepri. Si sale, tenendo il margine che dà sul castagneto e dopo un po' in lontananza, si vede la casa del podere Montemaggiore. Viene d'istinto puntare in quella direzione, ma è sbagliato. Fra il pascolo e il podere c'è il profondo Fosso delle Tanacce (Fos de bagàz) che è invalicabile per chi non conosce il sito e poi non è una meta per oggi.

La meta è il podere La Serra, che si raggiunge bene percorrendo il margine del pascolo lungo un sentiero piano e riconoscibile. La via passa proprio di fianco ai ruderi della casa poderale, diritta, verso l'alto, fino al crinale. E' una scorciatoia aspra e antica.


La Serra. La bocchetta 
da raggiungere 
è là in fondo,
proprio dietro alla casa.



Quando passo per i sentieri perduti, segnati nelle carte di 200 anni fa ho delle sensazioni. Non che ci sia qualcosa di particolare da vedere, però immagino che tanti sono passati prima di me. Che bisogno c'era di percorrere questa landa sperduta?
Per chi abitava qui il percorso malagevole fra La Serra e Trebbo di Val della Meda era la via più "comoda" per giungere a Marradi, a comprare il sale e qualche attrezzo al mercato del lunedì.

Dopo una sudatina dietro ai campi della Serra si arriva al crinale e quasi subito si deve scendere, per un sentiero un po' nascosto che comincia nella bocchetta sopra a Guiàtola.
Che cos'è una "bocchetta"? Nel gergo marradese questa parola indica una sella, un crinale a conca, dal quale è comodo passare da un versante all'altro di un monte. Dalla bocchetta della Serra si scende nel fosso di Val della Meda, che si raggiunge qualche centinaio di metri a monte della passerella incontrata all'inizio. Anche qui c'era una passerella, ma ora è sepolta sotto una gran quantità di tronchi trascinati dalle piene.

Siamo in fondo, dopo il guado un sentiero pianeggiante riporta nella strada di Guiàtola e poi a Trebbo. E così si esce dalla valle di Albero, dove la fantasia va per conto suo e il tempo forse si è fermato.


Trebbo dalla strada di Guiàtola




Approfondimenti
Ci sono altri articoli nell'archivio del blog che parlano degli spiriti della foresta:

1) "Mommarelli, scultore itinerante", 
alla data 4 settembre 2011.
2)  "Gli gnomi" alla data 12 maggio 2012.





1 commento:

  1. Molto interessante, suscita il desiderio di andare a vedere!

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