Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

sabato 8 giugno 2019

L'autobiografia di Luigi Maestrini

Militante sempre fedele
all’Idea
Dai documenti di famiglia
  
Maestrini con il carretto
dei canditi nella Piazza
di Marradi

Luigi Maestrini è stato un militante socialista e comunista della prima metà del Novecento. Marradese di adozione svolse gran parte della sua attività qui da noi, tanto da divenire una figura storica del socialismo. Poi, vedovo e perseguitato, si trasferì a Milano ma rimase fedele alle sue idee per tutto il Ventennio, pagando un caro prezzo.


Questa che segue è l'autobiografia, ritrovata fra le sue carte dal sig. Della Valle, che ne ha consegnato una copia alla Biblioteca Comunale di Marradi per futura memoria.
Nato a Borgo San Lorenzo l’ 8 maggio 1865
Nel 1898 a causa dell’aumento del pane fu proclamato lo sciopero in tutta Italia. Io ne fui l’organizzatore nel Comune di Marradi dove ottenni che le condizioni disagiate dei lavoratori fossero alquanti migliorate.


Dal 1900 al 1910 fui uno dei propagandisti della campagna anticlericale capeggiata dal settimanale L’Asino diretto dall’ onorevole Podrecca. In questo periodo di tempo fondai per ordine della Camera del Lavoro di Firenze la sezione marradese della suddetta camera.








Nel 1912 durante le elezioni amministrative fui eletto vicesindaco ed assessore ai lavori pubblici. Ricoprii detta carica fino all’ 8 novembre 1918.













Nel 1919 iniziatasi la campagna reazionaria fu ucciso a Firenze il compagno Lavagnini, segretario dei ferrovieri, e subito dopo incendiata la sede del giornale La Difesa Socialista. Per questo la Camera del Lavoro di Firenze proclamò lo sciopero e io ne fui l’incaricato per il Comune di Marradi ove organizzai manifestazioni di protesta in massa. Per questo il maresciallo della locale stazione dei CC.RR mi denunciò falsando completamente il rapporto e io devetti rifugiarmi nella Repubblica di S.Marino.


Ebbero inizio le persecuzioni contro di me e i miei famigliari. Gli sgherri fascisti in combutta con il Maresciallo cacciarono mia moglie dal Buffet della Stazione che essa aveva in gestione. Per personale interessamento dell’ on.avv. Pescetti e dell’ on.avv, Fantini riuscii a ottenere la libertà provvisoria, però rientrato nel paese venni di nuovo arrestato e inviato nelle carceri di Firenze. Ivi fui processato e condannato alla pena di 4 anni di carcere. Fui amnistiato dopo sette mesi. Già iscritto al Partito Socialista dal 1912 in occasione del Congresso di Livorno feci il passaggio al Partito Comunista. Iniziò da allora, la particolare attenzione alla mia persona e famiglia, da parte della soldataglia fascista. Ostacolato fui pure oltre che sull’idea su tutti i tentativi intrapresi per lavorare. Dopo due anni tutte le loro persecuzioni avevano raggiunto lo scopo.


  
 







La miseria e il lutto erano nella mia casa. L’ 11/2/1924 moriva la compagna della mia vita, uccisa da quei delinquenti (morta di crepacuore in seguito alle continue persecuzioni). Da allora a intervalli quasi regolari la mia già caduca persona faceva conoscenza delle diverse e svariate celle delle “Murate”. Stanco di queste persecuzioni venni nel 1936 a Milano presso i figli già da diversi anni fuggitisi dal paese, illudendomi di sfuggirli. Invano, mi seguì molto da vicino tutto il “Papier” a me relativo e ricominciò a Milano la serie interrotta a Firenze solo però che qua era attinente alla visita degli amati cugini Vittorio e Benito. L’ultimo mio viaggio per S.Vittore è datato dal 22/12/943 cioè nel giorno dell’uccisione di Resega. Finì colà trattenuto a completa insaputa dei famigliari sino al giorno 9 gennaio 1944.




 





27 dicembre 1956  Il funerale di Luigi Maestrini a Milano



Nel periodo clandestino ho fatto del mio meglio, svolgendo opera di propaganda in favore dell’ insurrezione e delle forze partigiane racchiudenti nella loro fila due miei nipoti (uno nella Lavagnini a Firenze – l’altro nella VI Pasubio brg Matteotti) e un mio figlio Commissario della 126a Brg Garibaldina Ricotti. Mentre questi combattevano nelle formazioni della liberazione un altro mio figlio Libero e un mio genero Renzi Giuseppe subivano le più atroci torture nei campi di concentramento politici della Germania. Questa è stata in riassunto la mia vita riferita all’attività politica, da questa spero e ne sono certo prenderanno insegnamento pure i   miei nipoti come lo hanno fatto i miei figli.   

In fede Luigi Maestrini




Per approfondire: Il funerale di Luigi Maestrini : nel tematico alla voce "I personaggi" oppure digita Luigi Maestrini nella casella di ricerca in alto a sinistra, sotto la copertina del blog.

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