Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

mercoledì 18 maggio 2022

Clà voia d'andé a Maré

Un giro in bicicletta 
e un acquazzone

Articolo di Bruno Fabbri




La strada del Passo della Colla, come del resto le strade sorelle del Muraglione, del Giogo e della Futa sono le quattro possibilità di entrata nel Mugello dalla Romagna. Queste vie sono amatissime dai motociclisti e dai ciclisti delle due regioni che in ogni stagione si accaniscono lungo i tornanti fino ai valichi .
Questo qui sotto è un articolo in dialetto faentino scritto da un ciclista che con un gruppo di amici parte con destinazione Marradi. Però a mezza strada succede che ...





















Clicca sull'immagine per avere una comoda lettura

La Ludla, la favilla, è il periodico dell' Associazione Friedrich Schurr, per valorizzre il patrimonio culturale romagnolo. Questo professore austriaco nel primo Novecento studiò a fondo il nostro dialetto, venne in Romagna e andò in molti paesi, di certo a Palazzuolo e forse anche a Marradi. A lui si devono tante regole per la scrittura del dialetto, che essendo una lingua solo orale non aveva nessuna regola codificata per lo scritto. 
Lui stesso raccontò che durante la Prima Guerra Mondiale aveva ottenuto il permesso di girare nei campi di concentramento austriaci per intervistare i prigionieri romagnoli, e registrava con uno dei primi magnetofoni la loro voce per avere la pronuncia esatta di ogni parola.


Per approfondire
Apri la cartella Il Dialetto nel tematico del blog. 

giovedì 12 maggio 2022

L'arcobaleno

La bellezza dell’effimero
Fotografie di Claudio Mercatali


Secondo il mito gli gnomi nascondono una pentola d’oro alla base dell’arcobaleno e dunque arrivando al momento giusto si diventa ricchi. La scienza è meno fantasiosa e spiega che questo è un fenomeno ottico dovuto alla dispersione della luce solare in un cielo ancora fradicio a causa di una recente pioggia.



In pratica la luce solare entra nella goccia, la percorre, viene riflessa all’indietro ed esce. In questo percorso le varie lunghezze d’onda che la compongono si separano (si dice che vengono rifratte) e quando escono formano una banda di colori. In ogni arcobaleno il colore blu – violetto è interno e il rosso è all’esterno. Però se c’è un arco doppio nel secondo i colori sono invertiti.



Un arcobaleno sopra San Martino
 visto da Popolano








Da Sant'Adriano verso Marignano


Sotto: l'imbocco della strada per Modigliana






Non ci sono regole precise per fotografare un arcobaleno ma è meglio se il sole è basso così i raggi percorrono un tratto più lungo nell’aria umida.

 


Il vento favorisce il fenomeno perché nebulizza le gocce d’acqua. Le valli del Lamone e dell’Acerreta e anche le altre accanto offrono tanti scorci di visuale e sono adatte per fotografare gli arcobaleni.



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Sopra: Zana, 2 Km verso Modigliana


Il valico del Monte Beccugiano è una delle entrate nella valle Acerreta. Da qui si vede un bel panorama verso la valle del Lamone.









Sessana è la prima fattoria che si incontra scendendo il cosiddetto Torretto.






Questo arcobaleno doppio parte dal podere Il Poggiolo, sopra ad Abeto. Andrò a vedere se gli gnomi hanno lasciato qualcosa.






Gerbaròla (acerbina) che si vede là in fondo è una delle più belle fattorie di Lutirano.







Badia della Valle è un ex convento millenario. L’arcobaleno si vede appena sulla destra, proprio sopra al Passo della Collina, dal quale si va a Tredozio.


27.11.2021
L'arcobaleno visto dalla zona della stazione ferroviaria di Marradi.





Il podere Funtana Quéra è alla Badia del Borgo. A volerlo proprio tradurre il nome sarebbe Fontana chiara (o Fonte bona com'è nel Catasto Leopoldino) però il cartografo dell'IGM a fine Ottocento non conosceva il romagnolo e lo trascrisse come Fontana Tevere, che non significa niente.


Al Passo dell'Eremo c'è una visuale ampia verso ovest.



La chiesa di Cardeto










Monte Colombo, Marradi











Abeto









La valle Acerreta vista da Lutirano verso il Molino di Veriolo


La valle Acerreta al confine con Modigliana. Al centro in basso la chiesa di Santa Reparata, in alto nell'
arcobaleno, il podere Casalino.



Marradi: il campanile della chiesa di San Lorenzo e il Ponte Grande sul Lamone.


Biforco visto dai campi dietro al Monastero dell'Annunziata.


Marradi, via Dino Campana.


Trebbo di Val della mèda. A sinistra, lontanissimo, si vede Ronchi di Berna (La Sambuca) dove piega l'arcobaleno, a circa 20 km in linea d'aria.




Galliana dal Passo del Beccugiano
(Il Torretto)



venerdì 6 maggio 2022

La fortezza di Spandau vista da un drone

La tecnologia aiuta 
la Storia dell'arte

dalle foto dello Stadtgeschinchtliches 
Museum di Berlino



Abbiamo già detto tante volte qui sul Blog che la fortezza di Spandau è opera dell' architetto Rocco Guerrini e ora non è il caso di ripetere la sua storia e le vicende di vita del progettista. Adesso interessa sapere che da pochi anni sono finiti i lavori di recupero di tutto il complesso, che oggi è aperto al pubblico, ha un museo, uno spazio espositivo, è sede di concerti e altro. La signora Claudia Sauerbauer dello Stadtgeschinchtliches Museum (Museo di storia urbana) è stata così gentile da mandarci una serie inedita di foto, scattate da Iacob Mix facendo uso anche di un drone e quindi possiamo vedere dei particolari della fortezza insoliti ...



La cittadella sorge alla confluenza dei fiumi Sprea e Havel ed è circondata dall'acqua.





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I bastioni rotondi servivano per deviare le palle di cannone, che erano di ferro pieno o di pietra. Prima dell' invenzione delle artiglierie le torri dei castelli erano quadrate perché era molto più facile costruirle.




Il livello dell'acqua è controllato da un complesso sistema idraulico.




La fortezza è fatta soprattutto di mattoni.








La fortezza è mirabile anche senza il drone. Due aspetti dell' Italienische Hofe (il cortile italiano)



Per gentile concessione del Museo cittadino di Berlino.

Impaginato da Claudio Mercatali