Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

lunedì 6 maggio 2024

Breve storia della Strada Faentina


Da un articolo 
del settimanale
Il Nuovo Piccolo (1927)

ricerca di Claudio Mercatali



La strada Faentina risale al tempo dell' Antica Roma ma non era una via consolare. La maggior parte degli studiosi la considera coma una Municipalia, ossia una strada locale, che peggiorava man mano che si inoltrava nei monti. Non c'è accordo nemmeno sul tracciato antico perché oltre al percorso lungo la valle, quello odierno, che sembrerebbe ovvio, furono avanzate altre ipotesi, descritte in questo articolo del settimanale Il Nuovo Piccolo.


Nella Pieve del Tho, cioè dell' Ottavo miglio, c'è una colonna di granito ricavata da una vecchia pietra miliaria della Faentina.



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Secondo alcuni la Faentina a Sant' Eufemia deviava a sinistra salendo fino a Castel dell' Alpi (Premilcuore). E' un percorso poco credibile.

La strada arrivava a Firenze in corrispondenza della attuale Fortezza da basso, che è sui viali di circonvallazione.








martedì 30 aprile 2024

L’ Ontano

L’albero delle rive 
dei fiumi

Ricerca di Claudio Mercatali

Lutirano, Marradi: il torrente Acerreta, gli ontani, i campi della fattoria di Zerbaròla (acerbina) e ... l'arcobaleno.


Non sapevo che alberi fossero gli Ontani fino al giorno in cui ne potai alcuni, a Lutirano sulla sponda del torrente Acerreta, perché erano cresciuti troppo. I tronchi mozzi dopo qualche giorno diventarono rossi e versarono delle goccioline acquose come se piangessero. Da qui la mia curiosità: secondo il mito Fetonte fu fulminato da Giove perché pretendeva di guidare il carro del Sole senza saper fare, e le sorelle Elìadi piansero la sua morte che giudicavano ingiusta. Giove colpì anche loro e le trasformò in ontani, che per questo gocciolano quando vengono tagliati.

I miti sono affascinanti ma bisogna superarli. Gli Ontani sono pieni d’acqua perché vivono ai bordi dei fossi e ne assorbono tanta, come i pioppi, che sono i loro parenti. Andiamo avanti e tralasciamo le notizie su questa pianta, che si trovano facilmente su internet. Ora interessano le osservazioni dell’esperto Francesco Verità, di Modigliana che in una Memoria del 1854 ci dà un sacco di informazioni genuine e dirette. Non voglio insinuare che i siti internet diano una conoscenza fallace, però le osservazioni di chi a suo tempo osservò il fenomeno e lo descrisse penna e calamaio per me hanno un altro sapore. Leggiamo:



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Chi era Francesco Verità? Era il padre di don Giovanni Verità, il prete patriota scomunicato perché contrario allo Stato Pontificio (!), ardente Garibaldino.









In casa Verità l’anticonformismo non mancava di certo: Francesco, notaio, militò sotto Napoleone con ardore e fu insignito della Spada d’onore. Si sposò con Marianna Muini e da lei ebbe cinque figli. Rimasto vedovo, nel 1829 si fece prete e fu canonico della Collegiata di San Bernardo, a Modigliana. In questa Memoria si avventura nella Botanica dimostrando una notevole competenza.




mercoledì 24 aprile 2024

Le inserzioni nella Gazzetta di Firenze

Tante notizie di Marradi
nel primo Ottocento

ricerca di Claudio Mercatali



La Gazzetta di Firenze era un periodico pubblicato dal 1814 al 1848. Riportava notizie di cronaca ma anche avvisi d'asta, bandi e vendite. Le inserzioni erano a pagamento ed è una fonte di notizie importante per i fatti quotidiani dei paesi di tutto il Granducato.

1833
Le regole del digiuno ecclesiastico, specialmente in Quaresima, erano osservate con scrupolo.




1833
Il granduca Leopoldo, vedovo, si risposa. Festeggiamenti a Marradi.





1833
Questo fatto non è avvenuto a Marradi: un giovane con il mal di denti sbaglia e prende una dose di acido prussico. Succede che ...



1833
Valdimora e il Becco sono due poderi con una storia antica e particolare.
 



1834
E' nato l'erede.




1834
Il maestro titolare rinuncia e si offre una supplenza di un mese.





1834 
Finita la supplenza mensile e l'anno scolastico si offre un'altra supplenza per il periodo estivo.




1834
Il bando per il medico condotto






1836
Il maestro di Palazzuolo dà le dimissioni. Viene pubblicato un bando per la nuova cattedra.




1836
Una pistolettata al notaio







1836
Tommaso Bandini vieta la caccia nei suoi poderi di Badia della Valle.




1836
I Fabroni licenziano il fattore  della Tenuta di Crespino.




1836
Lode al priore di Popolano





1836
Pietro Pazzi rende noto che non farà fronte alle spese di suo figlio.