Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

giovedì 18 gennaio 2024

La famiglia Pagani

Una potente famiglia 
del Duecento

Ricerca di Claudio Mercatali


La Badia di Susinana 
ai primi del Novecento



Nel 1266 il cronista Frà Salimbene da Parma descrisse così l’aggressivo Pietro di Pagano "in montibus ... ex parte imperii magnus erat, famosus et nominatus, et doctus ad bellum". Castel Pagano era la corte d’origine della famiglia, (oggi nel Comune di Casola Valsenio) che in quegli anni fu inglobata nella corte di Susinana, uno o due chilometri a monte (oggi nel Comune di Palazzuolo). Nel '400 i Fiorentini cedettero Castel Pagano al vescovo di Imola.



Alla metà del Duecento con Pietro di Pagano la forza della famiglia crebbe molto e poi con suo figlio Maghinardo le fortune del casato raggiunsero il culmine e il potere si allargò fino a Faenza e Imola. Maghinardo è citato anche da Dante perché abile e spregiudicato in politica. (Inf XXVII 49-51, Purg XIV 118-120). 

Morì nel 1302 a Casa Cappello (San Adriano di Marradi) senza eredi maschi e questo nel medioevo era grave per una famiglia potente. Lasciò tutto alle due figlie e alla nipote. Nemmeno i suoi fratelli ebbero una discendenza, per diversi motivi:

Bonifazio morì prima di lui ed ebbe un figlio e una figlia: Bambo, l'ultimo erede legittimo dei Pagani, morì nel 1279 sotto le macerie del Castellone di Marradi, crollato per un terremoto. Albiera (morta circa nel 1317), nel 1280 sposò Giovanni di Ugolino degli Ubaldini da Senni e portò al marito l'eredità ricevuta nel 1302 dallo zio, e cioè i castellari di Mantigno, Valmaggiore, Bibbiana, Castel Pagano, Vezzano e Piedimonte.

Pagano, il secondo fratello, sposò nel 1256 Margherita di Guido Guidi di Modigliana e morì nel 1273, in battaglia al ponte di Galisterna contro i Manfredi. Suo figlio Bandino morì alla metà del Trecento. Fu priore di Popolano, candidato vescovo dal clero imolese nel 1299 (anche per intervento dello zio), ma non confermato dal papa Bonifacio VIII, per impedire una temibile unione del potere politico col religioso. A lui Maghinardo lasciò Fontana Moneta, Fornazzano, Pian di castello, La Grementeria, Valdifusa, Calamello, La Cavina e Camurano.


Ugolino l’abate, il terzo fratello, ereditò Gamberaldi e San Martino in Gattara.

Nel testamento Maghinardo definì con cura le eredità per le sue figlie, Andrea e Francesca (all’ epoca Andrea era un nome che si dava anche alle donne):


Andrea sposò Vanni Ubaldini da Susinana, dal quale ebbe l’aggressiva Marzia (o Cia), poi andata sposa a Francesco Ordelaffi, signore di Forlì. A lei il padre lasciò le rocche di Susinana, Cepeda, Montebovaro, Campanara e Crespino.


Francesca
sposò (1301) Francesco di messer Orso Orsini. Ereditò i castelli e i diritti feudali su Benclaro (Sant'Adriano), Gattara, Popolano e Montemaggiore, oltre al palazzo di Faenza. Francesca e il marito dissiparono l’eredità e alla fine i creditori pignorarono tutto e incendiarono Benclaro, dove i due si erano rifugiati. I coniugi, salvi ma poveri, si ridussero a una vita umile.


Così il patrimonio di Maghinardo in parte fu dissipato o confluì come dote di femmine fra i beni degli Ubaldini e il cognome Pagani cessò, perché allora come oggi ingiustamente si eredita sempre il cognome dal padre. I Pagani avevano come stemma un leone rampante, azzurro, linguato e armato di rosso, in campo d'argento (il lioncel dal nido bianco ricordato da Dante Inf XXVII 50) poi adottato anche dagli Ubaldini di Susinana.

Questa è la bella storia dei Pagani, signori nel Duecento delle alte valli del Senio e del Lamone, protagonisti della storia di Palazzuolo e di Marradi, spesso confusi con gli Ubaldini, dei quali in realtà furono predecessori e solo dopo divennero parenti di loro per matrimoni. Tutta la vicenda conferma il detto che “la prima generazione fonda (Pietro Pagano), la seconda amplia (Maghinardo), la terza dissipa (sua figlia Francesca e suo marito).



Bibliografia

L. Passerini, Tavola dei Pagani, in P. Litta, Famiglie celebri italiane, Milano 1875
A. Campana, in Enciclopedia italiana XXV 923
P. Beltrami, Maghinardo P. di Susinana, Faenza 1908
Il testamento di Maghinardo da Susinana, in S. Gaddoni, Studi danteschi (ac. della R. Deputazione St. Patria Province Romagna), Bologna 1921, 63-88).
E. Repetti Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana, Firenze 1833-1845
L. Baldisseri, Il castello di Susinana, in Il VI centenario dantesco, IV 2, 40 ss.
Enciclopedia Treccani, per un primo inquadramento dei fatti.


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