Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

venerdì 18 marzo 2022

Il Chinino di Stato

Un antico farmaco 
contro la malaria
venduto in tabaccheria
ricerca di Claudio Mercatali 


Nell'Ottocento la malaria e le febbri batteriche note come terzane e quartane erano un problema. Gli antibiotici non c'erano e quindi non c'era rimedio. Alla fine del secolo si scoprì che una essenza ricavata dall' albero di china, detta chinina, aveva degli effetti curativi e allora nel 1895 il ministro Paolo Boselli mise in atto il progetto di distribuirla tramite i Monopoli di Stato, cioè per mezzo delle tabaccherie. Era in vendita anche a Marradi, come mostra l'insegna di una tabaccheria del paese che si vede qui sotto.


La Chinina (C20 H24 O2 N2 + 3H2O) è un alcaloide delle cortecce di china. il chimico Liebig ne stabilì la formula (1838). Nell'Ottocento era considerata un febbrifugo e antimalarico e fu commercializzata sotto forma di solfato, il cosiddetto chinino.

La chinina assunta per clistere o per bocca, si elimina con l'urina e in piccole quantità con le feci. Per dosi oltre il grammo la pressione arteriosa si abbassa e il cuore rallenta, però ha effetto sul plasmodio della malaria. 

Al microscopio si vede che già in una soluzione 1 a 1000 il plasmodio rallenta il movimento, ma anche a dosi più piccole (1 a 10.000) si altera. Dopo circa tre ore dalla somministrazione della chinina per bocca i plasmodi della febbre terzana e quartana sono immobili e si modificano. Le febbri terzane e quartane si chiamano così perché compaiono ogni tre o quattro giorni, provocate da ceppi batterici resistenti presenti nel sangue e difficili da eliminare.



Poiché le febbri malariche vengono quando i plasmodi in circolo si riproducono, è necessario che la chinina sia presa varie ore prima dell' attacco malarico. Questo metodo di somministrazione del decotto di china si deve al Torti, medico del granduca di Modena, (sec. XVII), che lo propose senza conoscere la causa della malaria.


L'ingresso della tabaccheria
n°4 di Marradi nel 1933 e oggi

La cura aveva dei gravi effetti collaterali, perché il chinino è tossico e produce la sindrome del cinchonismo, con vomito, diarrea e disturbi visivi ed auditivi che rimangono a lungo, però non c'era di meglio.


I tabaccai vendevano il chinino in tubetti e in tavolette zuccherate, per rendere più accettabile il suo sapore amarissimo. Oggi il chinino non si commercia più, ma chi vuole sentire il suo sapore può bere una Schweppes Tonica. Infatti questa bibita, nata ai primi del Novecento come prodotto antimalarico, ha ancora oggi la formula antica e contiene un po' di chinino.




sabato 12 marzo 2022

Successe nel 1920 a Marradi

Rassegna stampa 
sulla cronaca del paese
Ricerca di Claudio Mercatali


Allegoria sui diversi modi 
di intendere l'etica

L’ Idea Popolare, sottotitolo Organo settimanale della Sezione Faentina del PPI (Partito Popolare italiano) era una forma rinnovata del settimanale Il Piccolo, e fu in edicola dal 1920 al 1923 e poi fu chiuso d’autorità dai Fascisti. La testata non cessò del tutto e con il nome Il Nuovo Piccolo, nel Ventennio continuò, tollerato dal Regime, però si occupava solo di notizie parrocchiali. L’Idea Popolare era tutt’altra cosa: era un frizzante foglio politico, in continua polemica con  Il Lamone (periodico dei Repubblicani faentini) e Il Socialista, sempre a sostegno del PPI, il nuovo partito dei cattolici fondato dal don Luigi Sturzo nel 1919. Gli articoli riguardavano le vicende faentine e di tutto il territorio, compresi i Comuni di Marradi, Modigliana e Tredozio, che erano in Provincia di Firenze. Eccoci al punto che ci interessa: questi che seguono sono gli articoli su Marradi, scritti dai dirigenti del PPI del paese e in sottecchi anche dall’arciprete don Luigi Montuschi.





28 dicembre 1919
Il PPI di Marradi prende le parti dei contadini nella vertenza contro i padroni per il rinnovo dei Patti Agrari.


In questo articolo il linguaggio è quello tipico dei partiti di sinistra e infatti il periodico faentino Il Socialista risponde risentito ...  




5 gennaio 1920
Voi del Piccolo ... o fate degli esperimenti a tempo perso o siete degli ingenui ...


22 febbraio
Però la vertenza per il Patto Colonico ebbe un buon esito e i padroni concessero molte cose.

22 febbraio
Lunedì scorso, dietro invito fatto a mezzo di manifesti, i contadini di Marradi e Palazzuolo si adunarono in comizio nella sala della Società Operaia ... più di un migliaio ...







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14 marzo

Era da tempo che le autorità di Pubblica sicurezza si interessavano per identificare e acciuffare certi individui ...








2 maggio
I fanciulli dell'Oratorio passano un pomeriggio piacevole alla Villa Ersilia, invitati dai proprietari. Al Teatro Animosi c'è la Fiera di Beneficienza per raccogliere i fondi necessari per riparare il campanile, danneggiato dal terremoto del 29 giugno 1919.



11 luglio Nella seconda domenica di luglio c'è la festa triennale della Madonna del Popolo, tradizione marradese da due secoli. In piazza un gruppo di persone contesta la processione al grido di "... libertà ... libertà".



22 agosto

L'Unione del Lavoro e la Lega Tessile, due organizzazioni sindacali delle setaiole di Marradi concludono un complicato accordo sulle tariffe salariali delle Filanda.












5 settembre
Molti proprietari dell' Unione Agraria di Palazzuolo si rifiutano di firmare il Libretto Agrario secondo gli accordi faticosamente raggiunti con l' Unione Coloni, Mezzadri e Piccoli affittuari nel gennaio e febbraio scorso.



19 settembre

Comincia la campagna elettorale per le elezioni Comunali e le Provinciali. E' il battesimo per il neonato PPI che inizia a Marradi e Palazzuolo una lotta accanita contro i Liberali e i Socialisti







Il candidato per le Provinciali nel Mandamento di Marradi e Palazzuolo è l'avvocato Guido Stanghellini, di Pistoia, che viene presentato così ...




Il candidato liberal democratico è l'avvocato Giuseppe Baldesi. L'articolista dell' Idea Popolare, che forse è l'arciprete Montuschi, lo descrive così: 
.... Dobbiamo parlare un po' di lui. E lo facciamo volentieri. Parlando di lui ci si sente ossigenati. Si respira meglio ... Il Baldesi è un uomo dalle molte iniziative. Moderato, popolare, liberale democratico, democratico liberale, lesso con patate, patate con lesso, lesso solo, e patate sole ...





... e infine l'appello ...








26 settembre

... E' dalla fine della guerra in poi che l'industre paese di Marradi vive schiavo della piccola e vicina sezione di Biforco, da dove sette o otto scalmanati esercitano una specie di dittatura del terrore (ndr sono i Socialisti massimalisti della sezione Spartaco). E' il solito gioco delle minoranze turbolente ed audaci che si impongono alle maggioranze tranquille e miti; la Suburra che si impone a Roma (nrd la Suburra era un quartiere malfamato della Roma antica).






... Una trentina di ragazze della nostra filanda effettuarono, con grande entusiasmo, una gita a Brisighella ...






5 ottobre 1920
... La nostra vittoria è stata domenica grandiosa. Sia nel comune di Marradi che in quello di Palazzuolo la nostra bandiera bianca sventola trionfante ...









20 dicembre
Lunedi 20 ha avuto luogo l'assemblea generale dei soci della Federazione ...











25 - 26 dicembre
L'altra sera un gruppo di teppisti, soliti a disturbare la tranquillità del nostro paese ...









domenica 6 marzo 2022

Don Ascanio Marchesini descrive le chiese di Marradi

 Il sopralluogo preparatorio
alla visita pastorale
del vescovo di Faenza nel 1573
Ricerca di Claudio Mercatali


La visita di un vescovo ai luoghi e alle persone della sua diocesi si dice Pastorale. E’ una pratica antica durante la quale il vescovo ispeziona la cattedrale, le chiese parrocchiali, le plebane, le canoniche, gli oratori e i monasteri soggetti all' Ordinario. L'attuale Codice di Diritto Canonico (1983) stabilisce che la visita pastorale si può fare in parte ogni anno, in modo da completarla almeno ogni cinque anni.

7 maggio
Visita a Valnera.  La visita pastorale cominciò ai primi di maggio, ma fu sospesa subito e rinviata a giugno per l'inclemenza del tempo.



2 giugno
Visita a Campora. La Badia di Campora, oggi località con case e una villa, era un edificio religioso, cartografato nella mappa qui accanto.



3 giugno
Visita a San Martino in Gattara 
e Boesimo.







La Visita pastorale era un evento solenne, da celebrare con una processione e un cerimoniale particolare. Nelle settimane precedenti i sacerdoti incaricati dal vescovo visitavano la diocesi per avvisare i parroci in modo che tutto fosse a posto nel giorno previsto.






Avvenne così anche nel 1573 quando il vescovo Giovan Battista Sighicelli, ormai vecchio, inviò monsignor Ascanio Marchesini in avanscoperta in ogni chiesa della Diocesi di Faenza per annunciare il suo arrivo e preparare l’evento. Il sacerdote partì da Bagnacavallo e giorno dopo giorno percorse la diocesi verso l’appennino, aiutato da don Barnaba Nicolino e altri sacerdoti, annotando lo stato di ogni chiesa.



17 giugno
Visita a Cesata


Don Ascanio era preciso nelle sue cose, forse anche un po’ pignolo, e ci ha lasciato un resoconto dettagliato conservato in copia nelle Carte Rossini della Biblioteca di Faenza. Nel giugno del 1573 i suoi collaboratori e lui stesso percorsero tutto il Comune di Marradi e descrissero le nostre chiese.
Quante erano?  Lo storico dell’ Ottocento  Repetti elenca 20 parrocchie, che nel 1551 avevano il numero di abitanti riportato qui accanto, ma don Marchesini descrive anche molti altri luoghi di culto.






18 giugno
Visita a Badia della valle
e a Gamogna







19 giugno
Visita a Bulbana
e ad Abeto.







20 giugno
Visita a Cardeto e Crespino





25 giugno
Visita della Terra di Marradi, dove giunse nel tardo mattino dopo un lungo cammino (poster iter longum).



Don Tamburini descrive la chiesa e la parrocchia con molta cura: "Chiesa di San Lorenzo in Marradi, rettore don Bartolomeo Mariscotti di Marradi (Il Santissimo era conservato in una bella cappella nel lato destro dell’altare maggiore), Adest Societas SS. Sacramentum satis frequens (la Società del Santissimo Sacramento viene qui abbastanza di frequente).




La chiesa di cui parla don Marchesini  fu demolita nel 1780 e sostituita dalla attuale perché irrimediabilmente danneggiata dal terremoto del 1661. E' mostrata qui accanto.


Tiene nove lampade accese durante le maggiori solennità, e di continuo bruciano molte candele. (Gli olii SS per il battesimo si prendevano dalla Pieve del Tho). Oltre all’altare maggiore vi erano: l’altare e cappella di San Sebastiano (per la devozione dei Fabbri) l’altare di Sant’Antonio (per la devozione dei Paganini), l’altare di San Pietro (per la devozione dei Perfetti, che erano molto poveri), l’altare dell’Annunziata (della Compagnia delle donne dell’Annunziata, con una antichissima e devota immagine) l’altare presso la porta maggiore senza titolo (per la devozione dei Guerrini) un altro altare nudo a sinistra della porta (per la devozione dei Nuti), l’altare di San Francesco (quasi spoglio, dei Mariscotti), l’altare di Santa Caterina (degli Ubaldini) ha una cappella con colonne di marmo e un’icona, l’altare di San Giuseppe, l’altare di San Girolamo (ha una cappella con le colonne, per la devozione dei Guerrini)".



Il Convento delle Domenicane occupa quasi il 20% del centro storico di Marradi. Al tempo di don Marchesini era stato appena costruito.


26 giugno
Predica e processione. 

Poi nel pomeriggio visitò l’oratorio della Societas Corporis Christi. Il Rettore di Marradi fu trovato pratico, esperto di Lettere e di Greco e abbastanza diligente. Fu lodato ma gli fu imposto di tenere un cappellano.
"… Vi era a Marradi pure un monastero fabbricato di nuovo con la sua chiesa, ma non ancora abitato dalle monache, sotto il titolo dell’Annunziata ed è qui che dovevano poi venire quelle dette “Sore d’Affrica” di Tredozio.




27 giugno

Chiesa parrocchiale di Santa Reparata, con monastero di Vallombrosani (La Badia). La cura parrocchiale era allora esercitata dal padre frà Clemente de Bernardis di Firenze Priore, deputato dall’abate di detto Monastero che era Unum de septem monasteriis fundatis a San Joanne Gualberto.


Fonte: Rescritto delle Carte Rossini, Biblioteca Manfrediana di Faenza per gentile concessione. Cartografia dell’Archivio di Stato di Firenze. Dizionario di Emanuele Repetti (1820 – 1830).