Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

domenica 6 ottobre 2013

La sagra delle castagne di Marradi



Da 50 anni merita la sosta



Siamo ormai ai primi di ottobre ed è di nuovo tempo di sagra qui a Marradi. La prima fu nel 1963 e ottenne subito un successo sorprendente. Negli anni seguenti fu un crescendo continuo, tanto che gli organizzatori riuscivano a stento a far fronte al grande afflusso di gente e a dar da mangiare a tutti.
Si, perché la sagra è sempre stata soprattutto una festa gastronomica e chi viene vuole assaggiare i dolci di marroni.





Clicca sull'immagine 
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Nel 1971 era già un fatto nazionale e il quotidiano La Nazione per la prima volta dedicò all'evento una pagina intera, questa riprodotta qui accanto.

Quello che si dice nel sottotitolo è valido anche oggi e quindi ...

"Una popolarissima sagra celebra tutti gli anni i pregi del dolce frutto autunnale, con speciali leccornie: bruciate alla fiamma, corone di ballotte, castagnacci, migliacciole, budini, marmellate e la celebre torta. Paese toscano in terra di Romagna - "Gente di val di Lamona sono armigeri e son fedeli ... (Machiavelli) - Bellezze paesaggistiche, memorie storiche e soprattutto una straordinaria cucina"



Fonte:  Documenti di Francesco Cappelli

















mercoledì 2 ottobre 2013

1931 L'Ospedale di Marradi (ricerca n°1)



L'acquisto della macchina
per le radiografie
di Claudio Mercatali


L'Ospedale 
negli anni Trenta


I raggi X furono scoperti nel 1895 dal fisico tedesco Wilhelm Conrad Röntgen e la prima radiografia venne fatta appena un anno dopo, a Birmingham, dal maggiore John Hall Edwards, vero pioniere di questa tecnica. Durante la Prima guerra mondiale se ne fece un gran uso come mezzo di diagnosi per i soldati feriti, eseguita un po' da tutti: fisici, medici, fotografi, infermieri e tecnici.
C'era tanta disinvoltura perché non si era ancora capito che le radiazioni sono agenti cancerogeni primari ed è probabile che tanti operatori ne abbiano poi risentito.

Negli Venti i piccoli ospedali cominciarono a dotarsi di macchine radiografiche e anche il nostro prese in considerazione la possibilità di un acquisto. Dalle carte dell'archivio dell' Ospedale S.Francesco, che ora sono conservate assieme all' archivio storico del comune di Marradi, risulta che le varie ditte costruttrici mandavano i depliant delle loro attrezzature radiografiche e qui da noi piacque particolarmente l'apparecchio della ditta Rangoni di Bologna, che vediamo qui accanto.



Le prime macchine
per radiografie
prese in considerazione
dal nostro ospedale.
(dall'Archivio storico dell'Ospedale)



Come si vede il livello di protezione dalle radiazioni era zero e le apparecchiature erano portatili e montate semplicemente su mobiletti a ruota, per poter essere usate a comodo in vari locali.

Gli amministratori della Congregazione di Carità, cioè dell'ente di beneficienza che amministrava l'ospedale, considerarono ogni aspetto di questo importante acquisto e si preoccuparono anche dei costi di gestione. Questo che segue è un preventivo per la fornitura di lastre fotografiche Agfa sulle quali veniva impressa la radiografia.



 Sotto: il costo delle lastre fotografiche Agfa




 


Ormai ogni cosa era chiarita e non rimaneva che accendere il mutuo per il prestito.

Il 14 marzo 1931 la Congregazione spedì la richiesta di finanziamento a due banche del paese, la Cassa di Risparmio di Firenze e la Banca di Deposito e Sconto, un istituto privato marradese fallito nel 1934.

La Cassa di Risparmio non fu per niente generosa e rifiutò il mutuo con la motivazione scritta qui sotto, a meno che il Presidente della Congregazione di Carità non garantisse di persona il pagamento del debito in caso di insolvenza dell' Ospedale ...



Pare che alla Banca di Deposito e Sconto le cose siano andate meglio e venne proposto un prestito all' 8% da estinguere in tre anni, a nome del Presidente della Congregazione in quanto tale.


 

A fianco: 
Le offerte di finanziamento 
della Cassa di Risparmio 
e della Banca di Deposito e Sconto


Nell'estate del 1932 si procedette all' acquisto e alla installazione e poi finalmente venne il giorno dell' inaugurazione. Ricorreva quell' anno il decimo anniversario della Marcia su Roma e quindi le autorità locali decisero di inaugurare il tutto il 23 ottobre, che era festa nazionale.

 
Le cose andarono com'è scritto in questo articolo comparso sul Messaggero del Mugello, un giornale che si stampava a Borgo S.Lorenzo.
I Marradesi non erano per niente convinti dell' utilità di questo apparecchio, che lavorava ad una tensione di 100.000 volt e allora, dall' articolo apprendiamo che:

... il Direttore dr. Lusa, a dimostrazione della perfezione degli apparecchi stessi volle effettuare esperimenti di radioscopia ed un saggio di radiografia al quale si prestò gentilmente un' Autorità presente ...

Insomma andò a finire che il segretario del Fascio marradese, un certo Ugo Grossi, per dimostrare che non si sentiva nessuna scarica elettrica, si mise petto in fuori e si fece fare una radiografia in pubblico anche se non ne aveva bisogno.


Fonte  Archivio storico dell'Ospedale S.Francesco di Marradi. La foto all'occhiello è stata data da Beppe Visani. Si ringrazia l'archivista Mario Catani per l'indispensabile aiuto dato e il dr. Gabriele Miniati.

sabato 28 settembre 2013

Dino Campana: A Iori occhio di sole


Curiosità e fantasia
su Dino Campana.
di Silvana Barzagli





Dino Campana
disegno di Alberto Sughi






A Marradi, nel primo decennio del dopoguerra, in Via Fabbroni n.26, per me che sono del '50, esisteva una Cartoleria, alla quale ordinavamo tutti i libri di scuola elementare e medie. La titolare, Nella Rivola (1906-1973) tutti la ricordiamo per la sua gentilezza e la vasta cultura (considerata la quinta elementare) soprattutto in campo artistico.
 
La vita la portò bambina a conoscere il nostro poeta Dino Campana e così l' allora giornalista radiofonico Sergio Zavoli venne a Marradi, e fra le altre raccolse anche la sua  testimonianza sul poeta dando alla stampa un libretto titolato "Campana -  Oriani -  Panzini -  Serra" alla Casa Editrice Cappelli - 24 ottobre 1959 - L. 800.
Mia zia Elena comprò il n. 884, e prima di lasciarci me lo regalò.







Silvana ed Eleonora Barzagli
da bambine, alla "conchina"
(un pozzo sul rio Salto vicino
alla Presìa) con Nella Rivola


La Signorina Rivola, così in paese tutti la chiamavano, era stata una grande amica di mia zia, ed anche noi, io e mia sorella Eleonora, da bambine l' abbiamo frequentata spesso.
Ricordo, che ogni tanto, nel pomeriggio andavo a trovarla. Tra un intervallo e l' altro al banco a sinistra appena si entrava, ci faceva accomodare nella seconda stanza al cui interno, su di una bella tavola di legno quadrata, giaceva sempre aperto, anche per giorni interi, con le carte da "scala 40",  il "solitario di Napoleone".
Un giorno, mentre mi sedevo al tavolo, Lei, tutta entusiasta e sorridente mi dice : "Sai dieci minuti fa, su quella sedia è stato seduto, il giornalista Sergio Zavoli, voleva sapere di Campana".
Poi tra il 1995 ed il 2000 durante uno degli ultimi Premi Letterari dell' Associazione "Città Campaniane" a Marradi, il Sindaco di allora, On. Giuseppe Matulli, mi presenta al Presidente Zavoli, già illustre giornalista ed io, con il mio libretto in mano, raccolgo questa dedica: "Nel nome di Campana, che ci tiene insieme. Con tanta cordialità Sergio Zavoli."




Casa Campana negli anni Cinquanta


Non c' è nulla, credo, di questa intervista fatta alla Signorina Rivola, che non sia già stato notato e vagliato dagli studiosi. Oggi, qui sul "blog" voglio proporre a chi legge, solo una mia fantasia, suggerita dall' ultima domanda di Zavoli alla Rivola:

Zavoli: "se non è indiscreto, posso chiederle se fra Campana e sua sorella ci fosse qualcosa di più che una semplice amicizia?
Rivola: "Io ero così piccina, non capivo queste cose. La chiamava Iori. Sulla copia del libro che le regalò aveva scritto: "a Iori, occhio di sole!"

Questa frase finale, mi ha sempre lasciata "intrigata" (come suol dirsi). Un uomo coi "piedi per terra" penso avrebbe scritto "occhi di sole!": quel "singolare è troppo "astronomico" ovvero troppo pieno di "contenuto". Curiosità e fantasia in me, era "tanta", così ho cercato ed ho trovato che:

Iori, ovvero Iole, aveva quindici anni, quando ricevette da Campana in dono i "Canti Orfici", era insegnante, (asserisce la sorella a Zavoli, e risulta maestra elementare all' Anagrafe di Marradi). Nasce a Firenze nel 1899, nel 1906 è con la sorella a San Benedetto del Tronto, nel 1011 a Genova, nel 1915 a Gubbio (Perugia),nel 1922 a Barberino di Mugello.
Difficile dire quando arrivarono a Marradi, si presume nel ' 15, a seguito del padre "daziere", come ricorda Remo Montevecchi, grande amico della Nella.
Remo Montevecchi ricorda anche che: "diplomata a 18 anni, il primo insegnamento fu per Iole a Ripatransone sopra San Benedetto del Tronto. Il padre aveva a Borgo Rivola un' enorme proprietà che, prima di trasferirsi come daziere a Marradi,  divise con il fratello. 

Iole muore a Barberino di Mugello, ove insegnava, nel 1928 di tubercolosi seguita, poi, dal fratello Gastone, la cognata e la nipotina." Il padre muore prima della seconda guerra mondiale e la Nella resta sola a Marradi con la mamma. Tra il 1915 e il 1918 le abitazioni successive delle due sorelle Rivola sono a Marradi in Via Fabbrini n. 2/11 e in Via Fabbroni n.5.                          

Anche Dino Campana fra il 1915 e il 1918 girò a lungo attraverso il Mugello. Chissà se Iori l'avrà incontrato di nuovo.