Lanfranco Raparo, Marradi

Lanfranco Raparo, Marradi

sabato 12 settembre 2026

1619 Gli archibusieri

La nuova milizia
della Romagna Toscana

Ricerca di Claudio Mercatali




Nel 1609 il Granduca Cosimo II passò da Marradi per andare incontro alla sua promessa sposa Maria Maddalena d'Austria, che era sbarcata a Ravenna e si avviava verso Firenze. In questa occasione lui stesso e i suoi consiglieri si resero conto che la cosiddetta Provincia di Romagna, formata dai quattordici comuni del versante romagnolo aveva bisogno di una gendarmeria e di una forza pubblica che potesse agire in caso di necessità. Fu così che nel 1619 venne istituita la Compagnia degli Archibusieri a cavallo. Chi erano costoro? Leggiamo il bando:


Cosimo Gran Duca di Toscana

"Conoscendo noi di quanta comodità, o sicurezza degli Sudditi, e Stati nostri possa essere, e farà l'introduzione nella Provincia nostra di Romagna d'una Milizia d'Archibusieri a cavallo,nella quale si arrolano fedeli sudditi nostri originarij, habitatori, non indebitati sopra le forze di loro patrimonio, non forestieri, non
 lavoratori di terreni d'altri, non mezzaioli, garzoni, né guardiani di bestiame, ma honorevoli habili à gl'ufizi pubblici delle Terre, e Castelli,né quali ò loro Territorio possiedono beni e facultadi proprie, quieti, non interessati ad inimicizie ò faziosi, atti ad essere esercitati disciplinatamente e perciò da trent'anni in giù e facultosi di maniera che possino nutrire il cavallo da briglia, o da sella, quale converrà loro tenere ..."

Quanti erano gli archibusieri?

" ... abbiamo risoluto che se ne faccia, descriva e arruoli una Compagnia di numero cento ... e si intendino in virtù di questa nostra ordinazione liberi e sottoposti solo come archibusieri a cavallo all' obbedienza, governo e comando del Capitano con Luogotenente ...".

Che obblighi avevano?

" ... di presentare e tenere di continuo presso di sé cavallo sano, libero di ogni impedimento, con sella, briglia e staffe di ferro bene in ordine, atto a tutte le fazioni di questa milizia ... e restando senza di esso sia castigato in conformità dei capitoli della Cavalleria di lancia ...".

Ogni squadra stava nel suo paese ed era di dieci o dodici persone. Si riuniva una volta al mese, in un luogo distante non più di dieci miglia e il Granduca volle che:

" ... almeno nel mese di maggio o giugno, facciasi una mostra e rassegna generale di tutta la Compagnia ... e il luogo di questa rassegna non sia sempre il medesimo ma si vada variando ogni anno ...".

Gli archibusieri avevano una specie di porto d'armi e:

" ... la facoltà di tenere e usare, per tutta la Provincia della Romagna l'archibuso a ruota, con palle, polvere e muinizione fino a Dicomano, Scarperia, Borgo S.Lorenzo e Vicchio di Mugello, nei quali luoghi devono sempre lasciare le predette armi, e per tutto lo Stato di Siena fino alle porte della città, ma però quando andranno in Maremma siano tenuti a levar le ruote lontani per venti miglia dalla città di Firenze ..."

Per loro non c'era compenso, però si stabilì che:

" ... a loro competa la facoltà di poter senza gabella portar fuori dello Stato tutte le castagne, i marroni freschi in farina non ridotti, che in terreni di loro proprio patrimonio coglieranno, data però che ne habbia la nota del ricolto gli Uffiziali dei luoghi ...".



Tutto ciò venne deciso con il bando del 23 febbraio 1618. Gli archibusieri avevano anche dei privilegi e degli obblighi:






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Chi non rispettava le Regole e procurava danni e impicci veniva punito dal Capitano di Marradi soprattutto con delle pene pecuniarie. Per questo a Domenico d'Antonio da Marradi fu comminata una multa per un motivo che non conosciamo e lui umilmente si rivolse al Granduca chiedendo che gli fosse cancellata ... e fu accontentato ...




Reverendissimo Granduca

Domenico d’Antonio …. dal poggio di Marradi humilissimo servo di V.A.S. (vostra altezza serenissima) descritto nella sua onorata milizia li espone come dal Capitano di Marradi è stato condannato in lire due … … per danno dato e che è povero contadino non ha il modo a pagare pertanto supplica Vostra Altezza a volerli far grazia di tal condannazione offrendosi pregar il Signor Iddio per ogni sua maggior felicità …

ACCORDATO, per il danno abbi grazia,      Andrea Cioli 6 luglio 1635



Fonti
Documenti dell'Archivio storico del Comune di Marradi





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