Le
donne votano
per la prima volta
Ricerca di Claudio Mercatali
Il
7 aprile 1946, esattamente 73 anni orsono, le donne in Italia votarono per la
prima volta. Quel giorno fu eletta la prima donna al consiglio comunale di Marradi, che si
chiamava Maria Beneventi. Il
diritto di voto per le donne fu una conquista lunga e difficile. Sono famose le
foto delle Suffragette americane e inglesi, come queste qui vicino, che ai
primi del Novecento avevano l’ardire di inscenare manifestazioni di protesta
per il fatto di essere escluse dal voto.
Qualcuno le prendeva sul serio e qualche
altro in giro. Lo stesso nome “suffragetta” suona un po’ a scherno come “piccola e ingenua sostenitrice del Suffragio”.
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se le vuoi ingrandire
Nell’Ottocento le donne non votavano, salvo rarissimi
casi. Qui da noi il Granduca di Toscana nel 1851 concesse alle donne possidenti
il diritto di farsi rappresentare nel Consiglio Comunale da un famigliare a loro
scelta. Era già molto dati i tempi. Ecco qui accanto una lettera della
marradese Assunta Bandini, figlia del ricco Filippo, che chiede al Gonfaloniere
di accreditare suo figlio Antonio Cavina come
suo delegato.
Il primo stato europeo a riconoscere il Suffragio
universale fu il Granducato di Finlandia, e alcune donne furono elette in
parlamento nel 1907. Secondo la Costituzione Sovietica del 1918 le donne votavano nelle assemblee di fabbrica e
nelle amministrazioni, ma per le elezioni politiche il problema non si poneva
perché nella Russia Sovietica non si votava.
Negli anni precedenti la Prima guerra mondiale le donne votavano in Norvegia (1913) e Danimarca. Le inglesi con più di 30 anni e le donne tedesche e polacche ebbero il voto nel 1918, le olandesi nel 1919 e nel 1929 tutte le donne statunitensi. Nel 1928 le donne inglesi ottennero il diritto di voto con gli stessi diritti degli uomini, cioè a 21 anni d'età.
… Il 5 aprile 1946 si riunì il primo consiglio Comunale di Marradi. Erano passati 23 anni dall'ultimo …
Il diritto di voto alle donne fu introdotto nella
legislazione internazionale nel 1948 quando le Nazioni Unite approvarono la
Dichiarazione universale dei diritti umani. Come stabilito dall'art.21:
“Chiunque
ha il diritto di prendere parte al governo del proprio paese, direttamente o
attraverso rappresentanti liberamente scelti. 3) La volontà del popolo dovrà
costituire la base dell'autorità di governo; questa sarà espressa mediante
elezioni periodiche e genuine che si svolgeranno a suffragio universale e
paritario e che saranno tenute mediante voto segreto o mediante procedure
libere di voto equivalenti.”
Un intervento della maestra in Consiglio.
Dai documenti dell’ Archivio Storico del Comune
sappiamo che la maestra Maria Beneventi, eletta nel 1948 fu rieletta nel 1951.
Si può dire infine che qui in paese ci sono giudizi contrastanti sul
comportamento politico della maestra Beneventi, ma questo è normale perché le donne anche in politica sono pari agli uomini.
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